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Sequestrati beni al clan Trigila per 500.000 euro

14 ago 2014 - 11:59

CATANIA - Il protagonista dell’operazione di oggi della Dia di Catania è Gaetano Liuzzo Scorpo, 49 anni, storico affiliato all’organizzazione mafiosa dei Trigilia. Era lui che imponeva ai commercianti della zona sud di Siracusa l’affito dei propri videopoker. E nessuno poteva fiatare. Questa era la volontà della mafia.

Liuzzo è già in carcere da tre anni; una parte dei suoi beni, però, è stata sequestrata stamattina. Nello specifico gli uomini della dia, coordinati da Renato Panvino, hanno sequestrato l’Azienda Italia di Alfio Spina e C. Sas di Piedimonte Etneo per un valore di cinquecentomila euro. Il vero gestore occulto della società era proprio Liuzzo.

Ma andiamo con ordine.

Nel 2011, gli investigatori entrano a gamba tesa all’interno delle dinamiche mafiose del gruppo criminale Aparo-Nardo-Trigila che agisce nell’area del siracusano. Arrestano ben sessanta componenti della consorteria mafiosa che lavorava anche con la vendita e l’affitto dei videogiochi. Dalle indagini emerge che Liuzzo è titolare di due società: Betting Game e Media Game, confiscate successivamente nell’ambito di una misura di prevenzione patriomoniale.

L’obbligo dei commercianti siracusani era duplice: da una parte dovevano affittare le apparecchiature da lui, dall’altra dovevano mettere a disposizione le proprie imprese per consentire ai Trigila di investire le sue illecite ricchezze nell’acquisto di apparecchi da gioco. E una quota dei guadagni degli esercenti doveva andare proprio al gruppo criminale. Così il gioco era fatto.

Nel 2012 arriva la sentenza della Corte d’Assise di Siracusa e Gaetano Liuzzo Scorpo viene condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Con la società sequestrata stamattina, il clan imponeva agli imprenditori locali, con le cattive, di chiedere all’amministratore giudiziario il ritiro dei videopoker che appartenevano alle due società già confiscate per sostituirli con quelli forniti da Azienda Italia che non presentava ancora alcun vincolo oblativo.

Le indagini hanno fatto luce su queste dinamiche mafiose e oltre alla società sono stati sequestrati quaranta videopoker.

Giorgia Mosca



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