Project Loon: l’obiettivo è portare internet nei paesi poveri

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21 nov 2014 - 06:32

Nato dai Google X, i laboratori “segreti” di Google, il Project Loon è un progetto che nasce con l’obiettivo di portare internet anche nelle zone più disagiate attraverso l’impiego di speciali palloni aerostatici che, fluttuando nella stratosfera (circa 32 km di altitudine), creano un network wireless con prestazioni simili alla rete cellulare 3G.

Il progetto si presenta come qualcosa di grandioso: basti pensare che, ad esempio, gli africani che hanno accesso a Internet sono solo il 4%. Un dato simile è più che sufficiente per confermare la forte presenza di quello che oggi viene denominato “digital divide”, ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso.

Purtroppo però pare che il progetto, lanciato ormai più di un anno fa, stia iniziando a manifestare alcune pecche. Proprio ieri, infatti, uno dei palloni ideati da Google è precipitato in Sud Africa. Lo riporta il Wall Street Journal, sulla base di un articolo pubblicato da un quotidiano locale.

A raccontare la vicenda è un agricoltore di un villaggio vicino a Bloemfontein, nel centro del paese, che si è imbattuto in una di queste mongolfiere e ha inizialmente pensato fosse un pallone meteorologico di una vicina stazione meteo. È stata poi la figlia di 20 anni, con uno scambio di messaggi e foto con i fratelli, a capire che si trattava del Project Loon.

Le conferme sono arrivate in seguito anche da un ingegnere dell’azienda californiana: contattando la famiglia dell’agricoltore, ha presto spiegato che un rappresentante locale sarebbe andato a rimuovere il pallone.

Purtroppo però, non è la prima volta che accade un simile avvenimento: a giugno un pallone si è schiantato in Nevada, mentre in Nuova Zelanda è cascato in mare, ed è stato scambiato per un aereo facendo scattare un intervento d’emergenza.

Quali sono quindi le sorti di questo progetto? Secondo il Wall Street Journal, Google non demorde e ha in programma, entro il prossimo anno, di avere un anello “semi-permanente” di palloni galleggianti in tutto il sud del mondo.

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Mirko Regalbuto



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