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Perché è giusto eliminare dai social le persone nocive

Goodbye (1)
16 set 2017 - 06:01

Quante volte dopo liti, rotture sentimentali e lunghe questioni irrisolte ci siamo interrogati se avessimo dovuto eliminare le persone per noi nocive nella realtà anche sui social network.

Ebbene, secondo una ricerca dell’università britannica Brunel University coloro che lo fanno (circa il 67%) sperimentano in misura minore sentimenti di nostalgia, invece di un finto maturo distacco. L’Huffington Post, in un articolo sul tema, scrive che leggere gli status di chi ci ha ferito, vedere le foto, seguirne gli aggiornamenti, a volte per sbaglio, di bacheca in bacheca è un atteggiamento che non soltanto prolunga il dolore, ma può persino ritardare il momento nel quale è ora di cambiare pagina.

“Vedersi” sui social, magari scambiandosi un apparentemente innocuo “mi piace” e occasionalmente anche messaggi, è davvero poco saggio se si vuole andare avanti, essere felici e non avere problemi con le persone che verranno dopo.

La “sorveglianza online”, secondo alcuni ricercatori di Stanford, consiste in una vera e propria patologia che, lentamente, s’impossessa delle persone più deboli, incapaci di allontanare i soggetti nocivi dalla propria vita. «Facebook, Instagram, ma anche Twitter possono facilitare comportamenti associati all’intrusione ossessiva nelle nuove relazioni» spiega la psicologa Tara Marshal. «È ormai appurato che poter vedere le foto pubblicate dal nostro ex partner o forme di provocazione da parte di persone alle quali non stiamo (più) simpatici, come per esempio scrivere uno status con l’intento di ingelosire o far arrabbiare, è associato all’insorgenza di stress, nostalgia, malessere e depressione».

I ricercatori della Facoltà di Scienze Umane dell’Università Chapman della California sostengono che se nella vita reale è facile stabilire chi tra due persone abbia iniziato un rapporto, non lo è altrettanto in quella virtuale. Spesso si accettano caramelle dagli sconosciuti e ci si ritrova ad avere migliaia di false “amicizie”. Il consiglio sarebbe quello di rimuove gli amici che causano commenti inappropriati, offese, litigi e di tenere, invece, solo le persone con le quali, nella realtà, si ha un sano rapporto professionale, amicale e/o sentimentale.

Freud

Anche se non rende immuni dalle informazioni (possono arrivare in tanti modi), quando è necessario, cancellare la persona interessata, a rigor di logica, è la scelta migliore. D’altronde, come disse Sigmund Freud, il padre della psicanalisi: «Eliminare le persone nocive dalla propria vita non significa odiarle. Significa avere rispetto per sé stessi».

Alberto Molino

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Redazione NewSicilia



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