Informatica

Nasce il “Comitato Nazionale per la Ricerca in Cybersicurezza”

CyberSecurity
25 feb 2017 - 06:14

In più di un’occasione il sistema informatico italiano ha dimostrato le proprie fragilità. Mercoledì 22 febbraio, infatti, è nato a Roma il “Comitato Nazionale per la Ricerca in Cybersicurezza”. Si tratta di un progetto frutto della collaborazione tra il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Il primo fornirà 300 ricercatori provenienti dai 44 atenei consorziati, il secondo 100 esperti del Department of Information Technology and Electrical Engineeringn (DITET) del Politecnico federale di Zurigo.

«Un’esigenzaha affermato Domenico Laforenza, direttore dell’Istituto di Informatica del CNR di Pisascaturita dalla necessità di “raccordare” le migliori realtà accademiche del Paese, sentita da tutti quelli che vogliono fare fronte comune per prepararsi a uno scenario di notevole complessità e rischio come i cyberattacchi sul territorio nazionale».

Secondo quanto riportato dall’inviato de la Repubblica, Arturo Di Corinto, lo Stato vuole mettere in campo le sue migliori risorse per rafforzare le difese informatiche degli apparati burocratici, migliorare i servizi offerti dalla PA, assicurare lo scambio di dati con infrastrutture terze nazionali e internazionali, formare i cittadini e le imprese educandoli, in particolare, sui pericoli della cybercriminalità.

«Il Comitato Nazionale per la Ricerca in Cybersicurezzaha spiegato Pierluigi Paganini, analista e membro del gruppo di lavoro “Cyber G7 2017”servirà da deterrente ai delinquenti che tra cyberattacchi e fake news, come quelle contro il Presidente Trump negli USA, potrebbero cercare di destabilizzare anche il nostro Paese».

Fonte la Repubblica

La firma che sancisce la nascita del nuovo organo, infatti, segue soltanto di qualche giorno la riunione dei ministri per la Sicurezza della Repubblica, durante la quale l’attuale premier, Paolo Gentiloni, ha assicurato un decreto legge che inasprirà le pene verso gli hacker e, in generale, contro chi si renderà colpevole di crimini informatici. Alessandro Pansa, a capo dei Servizi segreti italiani, ha dichiarato: «Il governo sarà il committente delle tecnologie da sviluppare in questo laboratorio. Soltanto garantendo la totale sicurezza della nostra rete l’Italia potrà entrare nella modernità».

Alberto Molino

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Redazione NewSicilia



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