Progresso

In commercio i gatti robot contro la solitudine

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8 ott 2016 - 06:14

Alla fine degli anni 90’ l’azienda nipponica Namco Bandai, per fare sentire meno soli nerd e piccini, lanciò sul mercato dei simpatici giochini elettronici, detti Tamagotchi. Lo scopo, seppur virtuale, era quello di tenere in vita quanto più a lungo possibile l’alieno contenuto al loro interno. Oggi, la più grande società statunitense specializzata nella produzione di giocattoli, la Habsro, ha deciso di replicare l’idea dei Tamagotchi, dotandoli però di un corpo. Nella fattispecie, l’animale da accudire, al prezzo di 99 dollari, è un gatto o, meglio, un gatto robot.

Sfruttando i progressi ottenuti nella costruzione di componenti meccaniche e nella creazione d’intelligenze artificiali sofisticate, gli ingegneri di Pawtucket sono riusciti a dar vita a un organismo cibernetico quasi indistinguibile dalla controparte reale. Il Companion Pet Cat – nome ufficiale del “felino” – ha una temperatura corporea simile a quella dei veri mammiferi, si sposta, si gira, ti guarda, miagola, vede e comprende ciò che gli succede intorno, sa persino rispondere ad abbracci e carezze, ma non mangia, non sporca, non graffia e se non riceve attenzioni “si spegne” per risparmiare la batteria. Alto 33 cm e del peso di circa 2 kg è, apparentemente, il compagno perfetto; specie, secondo gli analisti della Hasbro, per le persone che soffrono di solitudine.

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Viene da chiedersi, ancora, se la commercializzazione di animali robot, come ciò che è stato prodotto dal progresso travolgente degli ultimi 20 anni, non apra la strada a inquietanti scenari. Riprendendo un passo del saggio “Solitudine digitale” del professor Manfred Spitzer, direttore della Clinica psichiatrica di Harvard, “le comodità garantiteci dalle nostre condizioni di vita sono chiare a tutti. Molto più difficili da comprendere sono i loro effetti collaterali […]“. Le ripercussioni negative, infatti, non si manifestano nell’immediato, ma nell’arco di tempi lunghi o molto lunghi e sicuramente – su questo gli animalisti saranno d’accordo – il risultato di circuiti assemblati difficilmente potrà sostituire i pregi, i difetti e lo sguardo di una bestia in carne e ossa, per il cui sostentamento servono impegno, dedizione e amore.

Alberto Molino 

Redazione NewSicilia



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