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Un filtro per l’acqua del mare a base di grafene

Acqua del mare
8 apr 2017 - 06:49

Cosa accadrebbe se l’acqua del mare fosse potabile? È quello che si sono chiesti i ricercatori dell’Università di Manchester, responsabili di avere ideato una membrana filtrante composta da ossido di grafene. Gli odierni desalinizzatori sono molto costosi e richiedono un gran quantitativo di energia per poter funzionare. «Come se fosse un inchiostrospiega il dott. Nair, a capo del progetto - o una soluzione, possiamo invece comporre un materiale poroso e poi usarlo come una membrana. Per renderlo permeabile, bisogna creare dei piccoli fori, ma se la grandezza dei buchi è più grande di un nanometro, i sali l’attraversano. È davvero una sfida».

I composti a base di grafene, già in passato, si sono rivelati utili per bloccare molecole organiche e altri minerali. Intrappolare i sali minerali di H2O sarà soltanto il prossimo passo. In ogni caso, per evitare che il grafene si gonfi una volta immerso nel liquido, è stato irrobustito con della resina in grado di contenere l’allargamento dei pori.

Secondo il World Water Council, ogni anno quasi un miliardo di persone non ha libero accesso a fonti di acqua potabile. Nel 2040 un bambino su quattro soffrirà, nei Paesi del terzo mondo, di disidratazione. Inoltre, le Nazioni Unite hanno calcolato che nel 2025 il 14% della popolazione dell’intero pianeta non avrà garantiti i 2-5 litri di acqua dolce al giorno necessari alla sua sopravvivenza.

Grafene

Il grafene è stato scoperto nel lontano 2004 dalla stessa Università protagonista della ricerca. È estremamente duttile, resistente e conduce meglio di altri metalli l’elettricità. Sarà anche questa volta capace di stupire?

Alberto Molino

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Redazione NewSicilia



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