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Energia rinnovabile in Sicilia: una imperdibile opportunità

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31 gen 2017 - 12:45

PALERMO – Lo scorso mese di dicembre ha visto il prezzo dell’energia elettrica sul mercato elettrico italiano toccare il minimo storico sia a livello nazionale (Pun, Prezzo unico nazionale) che nella “zona Sicilia”. Sul mercato elettrico, i distributori dell’energia elettrica hanno acquistato 1.000 kilowattora (corrispondente a 1 Megawattora) a 36,97 euro a livello nazionale e a 42,37 euro in Sicilia, con un differenziale di circa 5 euro soltanto. Il perché di un risultato storico è presto spiegato se si considera che ancora fino al 2013, con il fotovoltaico e l’eolico molto meno diffusi di oggi e la domanda elettrica superiore, il differenziale poteva toccare tranquillamente quota 30 euro.

Tornando ai tempi nostri e all’analisi dei costi attuali: prima per qualche giorno a maggio e poi soprattutto nel luglio dell’anno scorso, quando a causa del caldo record la domanda elettrica nazionale toccò il massimo assoluto, il prezzo siciliano è sceso per la prima volta al di sotto del Pun.  

Sono queste alcune delle conclusioni dello studio dei ricercatori del CNR attivi al Polo Solare della Sicilia sull’impatto nazionale della produzione di energia elettrica dal sole e dal vento in Sicilia, anticipate sul sito del Polo Solare. “La variabilità del prezzo zonale siciliano – dice Francesco Meneguzzo, del CNR di Firenze – spiega ben il 50% di quella del prezzo nazionale”.

E siccome il prezzo siciliano incorpora gli effetti benefici della grande generazione rinnovabile, ecco che ormai per il 13esimo mese consecutivo, il differenziale di prezzo fra Sicilia ed Italia si mantiene ben al di sotto dei 10 euro”. “Grazie al ricorso alle energie rinnovabili – aggiunge Mario Pagliaro, del CNR di Palermo – la Sicilia non rappresenta più un problema, ma una imperdibile opportunità per la bolletta elettrica degli utenti italiani. I prezzi tendono al ribasso per due ragioni: da una parte vi è la crisi della domanda (elettrica, così come di praticamente ogni altra materia prima), e, dall’altra, la penetrazione delle fonti rinnovabili. Complice la combinazione della tecnologia italiana, delle idee e della collocazione geografica favorevolissima della Sicilia”.

Maria Morelli

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Redazione NewSicilia



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