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Dalla Germania arriva la legge “anti-fake news”

Fake news
18 mar 2017 - 06:37

Angela Merkel è determinata nel far pagare una multa da 50 milioni di euro a quei siti che non s’impegneranno nell’eliminazione delle “fake news”. Il motivo dietro al ddl è, secondo Heiko Maas, ministro della Giustizia, che «sono troppo pochi i contenuti illegali che vengono cancellati ed è troppo lento il procedimento con cui vengono cancellati».

La dichiarazione del socialdemocratico rilasciata a La Repubblica si scaglia, in particolare, contro le pagine dei social network «che non prendono abbastanza sul serio le denunce degli utenti».

Dal canto suo, il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, si definisce parecchio «deluso» dalla proposta di legge presentata al Reichstag.

Dietro al polverone sollevatosi, l’autoscatto di un profugo siriano, Adas Modamani, accanto alla cancelleria Merkel. L’immagine, oltre ad avere fatto il giro del mondo in poche ore, avrebbe la colpa di essere stata associata alla foto di un attentatore islamico che, di recente, ha minacciato di morte l’establishment tedesco e di voler distruggere alcuni monumenti simbolo della capitale. Davanti al giudice, Modamani ha perso la causa contro le lobby di Internet che hanno diffuso la sua immagine spacciandola per quella di un terrorista, anche se, in base alla Corte di Giustizia Europea, il siriano avrebbe dovuto avere riconosciuto il “diritto all’oblio”, cioè la possibilità di scomparire da ogni motore di ricerca.

Reichstag

La legge presentata in Parlamento obbligherebbe Facebook e Twitter non solo a semplificare le procedure di denuncia dei contenuti offensivi, ma anche ad individuare un metodo per trovare più facilmente la fonte sorgente, così da risalire ad un colpevole certo. L’obbligo di cancellazione, poi, si estenderebbe non solo a chi ha lanciato il contenuto, ma anche a tutte le altre copie. Tra le sanzioni, nei casi più estremi, sono previsti 5 milioni di euro di multa per i privati e fino a 50 milioni per le aziende che non si attengano alla normativa.

Alberto Molino

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Redazione NewSicilia



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