Iniziativa

#VOCIFERA, Akragas nell’occhio del ciclone tra mille delusioni: parola ai tifosi

akragas
23 nov 2016 - 07:21

AGRIGENTO - Una situazione che fa poco felici i tifosi, con la propria squadra a -1 dalla zona playout e senza vittorie da settembre.

Parliamo dei tifosi agrigentini e la squadra è l’Akragas, inchiodata nelle zone meno nobili della classifica a quota 14 punti insieme, tra l’altro, con altre due siciliane: Messina e Siracusa. “Il Gigante” ha avuto una discreta partenza durante la prima parte del girone d’andata, consacrata però con la prestigiosa vittoria al Massimino nel derby contro il Catania per 0-1. Poi solo pareggi e sconfitte, lasciando molti punti per strada contro squadre alla portata.

Partita dopo partita, i tifosi akragantini sono insorti e hanno perso la pazienza: chi colpevolizza i calciatori, chi l’allenatore e chi invece la società. Una situazione particolare e molto delicata, ecco perché ritorna #VOCIFERA, l’iniziativa di Newsicilia.it che dà spazio e voce ai tifosi delle squadre siciliane in momenti particolari della stagione o in occasione di big match e/o partite fungenti da crocevia per il campionato. Quasi due settimane fa, abbiamo ascoltato i pareri contrastanti dei tifosi del Catania con domande incentrate sul tecnico etneo Pino Rigoli, oggi invece spaziamo un po’ con Luigi, Fabrizio e Matteo con alcuni interventi fatti da Corrado, Alessio e Paolo: tutti sostenitori indiscussi dell’Akragas e facenti parte del gruppo Facebook “La vera Akragas” . In particolare, Matteo Valentino Colucci ha anche difeso i colori biancoazzurri nella sua carriera da calciatore, giocando per tre anni anche con il noto Gigi Chiavaro sempre ad Agrigento e portando a casa due scudetti con il Marconi in Australia tra il 1988 ed il 1990. Con le domande che abbiamo posto, verrà più chiaro capire di cosa stiamo parlando.

1. L’Akragas non vince dal derby contro il Catania al Massimino: era meglio una sconfitta lì e vincere qualche partita più avanti?

Inevitabile chiedere ciò: è meglio tenersi il vanto di aver battuto i rossazzurri oppure sacrificare quella vittoria per ottenere più punti in qualche scontro diretto? Abbiamo trovato tutti d’accordo su questo punto: un semplice “certamente sì” quello di Fabrizio, Matteo condivide aggiungendo che “era meglio vincere qualche scontro diretto in più perché il Catania alla fine lotterà per i playoff”. Della stessa idea anche Luigi: “Avrei preferito perdere a Catania e vincere qualche partita in più in casa, specie contro la Fidelis Andria e contro la Reggina”.

2. Eppure, però, la squadra ha 4 punti in più della passata stagione. Come mai le critiche alla squadra e alla società?

In effetti, proprio la stagione scorsa l’Akragas, in questo momento, si trovava in piena zona retrocessione con 10 punti all’attivo dopo 14 giornate. Adesso la media è di un punto a partita, non un bottino proprio largo ma certamente migliore rispetto ad un anno fa. Qui arrivano alcune risposte molto interessanti e piccanti, la prima che vogliamo proporvi è ancora quella di Fabrizio: “Abbiamo fatto quattro punti in più soltanto perchè le squadre di quest’anno non sono eccelse. Quando un presidente di una società si esprime con date certe, ”entro 3 o 4 anni in serie B”, ma al secondo anno si parla di salvezza, non si può non nutrire un minimo di titubanza”. Lo segue a ruota Luigi, che si è soffermato sulle prestazioni: “Le critiche nascono dal fatto che, probabilmente, le prestazioni opache delle ultime gare hanno suscitato qualche dubbio sulla consistenza della squadra e sugli obiettivi della società”. Leggermente più ‘soft’ il commento di Matteo: “Non si vince da settembre, partiamo da questo. A mio parere, le critiche non dovrebbero riguardare il mister, la squadra o tutta la dirigenza: purtroppo l’Akragas quest’anno ha avuto un modico budget e per tanto è stata costruita una squadra di giovani. Speriamo che nel mercato invernale si trovino i soldi per prendere a mio parere tre calciatori d’esperienza, altrimenti la vedo dura”.

3. Quanto c’entra il tecnico Di Napoli in tutto questo? È mancanza di personalità o semplicemente fortuna avversa?

Le critiche a Di Napoli sono state diverse ma, secondo i tre tifosi akragantini, il mister akragantino ha poche colpe: “Purtroppo sta lavorando con un organico che momentaneamente io non vedo al completo – afferma Matteo -. Penso che chiunque troverebbe delle difficoltà, il mister sta facendo il suo dovere”. Problemi di organico anche secondo Luigi e Fabrizio: il primo ha commentato dicendo che “Di Napoli lavora con il materiale che ha a disposizione, ha dovuto rivedere il suo modulo preferito (4-3-3) perché si è reso conto che non ha gli elementi adatti per potersi esprimere al meglio. L’inesperienza dei ragazzi in alcuni momenti cruciali della gara ha fatto il resto, un esempio è la partita di Siracusa”. Per Fabrizio, invece, manca un centrocampista di spessore, poiché “vi è un buco a centrocampo” e un attaccante “con tutti i crismi”.

Abbiamo ricevuto anche una controparte e a darla è stato Corrado: “Sul parco giocatori si può rischiare (specialmente se giovani e con contratti a lungo termine), sull’allenatore no! Di Napoli è, a mio modesto parere, assolutamente inadeguato cercando sempre alibi (gioventù, inesperienza, ecc…). Non è riuscito a dare un’idea di gioco alla squadra che subisce costantemente l’iniziativa avversaria e quando i nodi vengono al pettine, il risultato è deprimente. Su questo la società ha sbagliato e l’esperienza maturata lo scorso anno con Legrottaglie non è servita da lezione…”.

4. Un messaggio di cuore al presidente Alessi dopo le recenti dichiarazioni di voler lasciare il ruolo di presidente della società.

A Catania tutti sono devoti a Sant’Agata, nell’Agrigento sportiva abbiamo invece una sorta di “devozione” per Silvio Alessi. Non solo i tifosi interpellati dalla nostra redazione hanno mostrato tanta tristezza dopo aver letto quelle quattro righe del presidente akragantino dopo il match contro il Messina. Quindi, presidente Alessi, questo piccolo paragrafo i tifosi l’hanno voluto dedicare a lei. 

Fabrizio: “Mi auguro davvero che il Presidente Alessi ritorni nei suoi passi, poiché non possiamo dimenticare gli impegni e gli innumerevoli sacrifici economici che lui ha intrapreso con grande spirito di abnegazione e attaccamento alla maglia”.

Matteo: “Il presidente Alessi è il numero uno. Ha portato l’Akragas dall’Eccellenza alla Lega Pro, un grande presidente: forse qualcun altro della nuova dirigenza ha lasciato a desiderare ma bisogna comunque dargli merito per aver iscritto la squadra quest’anno. Mi auguro che il presidente Alessi non si dimetta”.

Luigi: “Alessi è l’unica figura di equilibrio tra proprietà e piazza, è una persona capace ed equilibrata. I tifosi devono incitarlo piuttosto che criticarlo. Tenga duro e faccia sentire il suo peso (non corporeo) in seno alla società tutta”.

Qui, però, vogliamo allargare la fascia dei supporters della squadra, poiché sono stati diversi i tifosi che ci hanno risposto in merito sottolineando aspetti importanti di una gestione che non è passata sicuramente inosservata. Il primo appunto che vogliamo riportare è di Alessio, molto toccante per chi ha vissuto determinanti momenti della storia del club: “Silvio Alessi ha il merito non solo di averci riportato nel calcio che conta ma è riuscito a far tornare allo stadio la vecchia tifoseria, quella degli anni ’90, quella delusa dal fallimento del ’93-’94″. Bella considerazione anche quella di Paolo: “Alessi è un signore qualsiasi sia la sua scelta. Signore perché assorbe le accuse, signore perché ha avuto il coraggio che pochi imprenditori hanno. Ha preso il giocattolo come lo chiamano in tanti dall’inferno e l’ha portato nel paradiso che oggi in pochi riescono a vedere”.

Cosa succederà adesso? Attendiamo sviluppi. Intanto, però, Marcello Giavarini è uscito allo scoperto dando spiegazioni a tutta la piazza akragantina tramite un messaggio ad Agrigentoweb.it, dove ha dichiarato la sua volontà di dimettersi e di non essere più nelle condizioni di finanziare la squadra, aprendo le porte a chiunque volesse subentrare al suo posto, “per il bene dell’Akragas”

Gabriele Paratore



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