Calcio

Vittoria – Paternò match finisce in rissa: due finiscono in ospedale

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La formazione del Vittoria (foto Vassallo)
23 mar 2015 - 11:03

VITTORIA - Una volta si diceva “ha vinto lo sport”: non può dirsi così al termine della partita tra Vittoria e Paternò, sfida valevole per il campionato di eccellenza, girone B, finita in rissa. Ci potremmo permettere, questa volta, di usare a buon diritto la parola “match”, dato che da un primo screzio tra due giocatori è nato un vero e proprio parapiglia.

Accade negli spogliatoi al termine del primo tempo. La scintilla la danno due elementi, poi tutti nella mischia a darle e a prenderle. Intervengono anche le forze dell’ordine per sedare il “conflitto”, che poteva finire male. Due tesserati del Paternò, infatti, sono stati trasportati in ospedale. Al difensore Enzo Tornatore è stato rilevato un «pneumotorace in fase apicale»; al magazziniere Alfio Sinatra contusioni di vario genere.

Il direttore di gara Iapichino ha espulso inizialmente tre uomini per parte, poi sette, mettendo in difficoltà i rispettivi allenatori, rimasti poco convinti della decisione arbitrale. Alcuni calciatori, infatti, non erano neanche presenti al momento della rissa.

Il presidente del Vittoria, Salvatore Barravecchia, minaccia di ritirare la squadra, il tecnico di poter lasciare la panchina. Su tutte le furie anche l’allenatore della squadra ospite, Francesco Pannitteri, che parla di campionato compromesso. In effetti, in questa categoria non si dispone di rose ampie: sette squalificati sono molti.

Ancora, però, non è stata presa nessuna decisione ufficiale. Si attende il comunicato del giudice sportivo, che analizzerà le immagini registrate dalle telecamere per risalire ai responsabili. In seguito, si saprà l’elenco degli squalificati e l’esito finale della gara.

Dure le parole dell’esperto per le politiche sportive Fabio Prelati: “Lo stadio Cosimo è stato sempre teatro di belle giornate di sport e l’amministrazione di Vittoria ha si è sempre dedicata a iniziative sportive volte alla promozione  dei valori come solidarietà, rispetto e integrazione sociale. Un fatto del genere va condannato senza sé e senza ma”.

Sicuro è che rimarrà un’altra pagina nera dello sport.

 

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Andrea Lo Giudice



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