Atletica

La vergogna del Cibali

consolini
27 lug 2016 - 18:38

CATANIA - La foto che vi proponiamo parla da sola e non ha bisogno di essere commentata.

Cibali

Una vergogna. Uno stadio tolto all’atletica leggera e dato in esclusiva al calcio. Facciamo parlare invece i numeri e ricordiamo lo splendore dell’atletica leggera allo Stadio Cibali negli anni passati.

Tanti i meeting disputati a Catania, gli incontri internazionali, un Campionato Italiano di Società, uno Assoluto, Universiadi, Mondiali Militari. Ricordiamo un sommo atleta tra tutti quelli ammirati nella nostra città: il discobolo Adolfo Consolini, il gigante buono di Costermano, che al Cibali il 10 novembre 1955 infiammò gli spettatori con il suo primato italiano nel disco di 56,31, nel mondo la seconda prestazione stagionale e la quarta di tutti i tempi. Consolini ritornerà al Cibali il 3 novembre 1957, quando il suo disco atterra a 52,36.

Il momento topico per eccellenza dell’atletica leggera nella nostra città è proprio il 10 novembre 1955 con la 2a Coppa «Città di Catania» allo Stadio Cibali. Questi i protagonisti di allora. Il catanese Baldassare Porto, terzo dell’anno nei 400 con 48”8, scomparso il 30 novembre 2013 a quasi 91 anni, rende gli onori di casa al Cibali. Adolfo Consolini stabilisce il nuovo primato italiano nel disco con 56,31 e ammalia il pubblico che assiste con entusiasmo al record. Il discobolo migliora di 56 cm il suo stesso limite nazionale, appena fissato a 55,75 il 23 ottobre a Teheran. Trascorso un mese, l’11 dicembre a Bellinzona, Consolini allungherà il record europeo a 56,98, che apparteneva al ceco Karel Merta (56,69 il 15 ottobre di quell’anno a Londra), stabilendo la miglior prestazione mondiale dell’anno. Rino Lavelli (12/11/1928), operaio alla Pirelli, campione italiano sui 10.000 il 2 ottobre a Milano (31’28”0), tre giorni dopo la gara catanese, il 13 novembre 1955, a Milano porterà i record nazionali dell’ora di corsa a 18,370 km e quello dei 20 km su pista a 1.05’18”8. Per inciso, per arrivare ai giorni nostri, l’azzurro di Ponteranica (Bg) ha vinto il titolo di campione italiano Master M85 di Corsa in montagna ad Adrara di San Martino (Bs) il 30 giugno 2013.

Edmondo Bellotta (05/03/1930), tre primati italiani nell’asta nel 1954, salito in quella stagione da 4,20 a 4,26. Il piacentino di Caorso, campione italiano in carica (4,10 a Milano), al Cibali supera i 4,00 metri. Silvano Meconi (28/10/1931-22/10/2005) iniziò proprio quell’anno la sua scalata al peso, da 15,82 migliorerà il primato nazionale sino a 18,82 nel 1960, tre metri esatti in quindici tappe. L’aretino, 1,88 x 115 kg di peso, capolista stagionale in Italia con 16,51, 23° nel mondo e 8° in Europa, si limita a 15,73 a Catania, sua ottava misura del 1955. Teseo Taddia (20/04/1920-1983) nella cronologia del record italiano del martello figura dieci volte, salendo da 51,96 nel 1941 a 59,17 nel 1950, primato che sarà battuto nel 1958. Il ferrarese ottiene una bella serie al Cibali, tutta oltre i 54 metri, con la punta di 56,16.

IL DISCO DI ADOLFO CONSOLINI 56,98 (1) Bellinzona 11-12-55 56,85 (1) Verona 25-4-56 56,31 (1) Catania 10-11-55 55,91 (1) Atene 20-5-58 55,77 (1) Formia 23-11-55 55,75 (1) Teheran 23-10-55 55,73 (1) Milano 1-11-55 55,67 (1) Milano 30-6-56 55,60 (1) Heilbronn 27-5-56 55,56 (1) Milano 8-5-60 Nella foto tutti in posa al Cibali alla vigilia della gara.

Michelangelo Granata

Redazione NewSicilia



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