Il Personaggio

Talenti, tanta qualità, il 2013: Pulvirenti e quel lavoro “silenzioso” che dura da anni

fonte foto: News Catania
fonte foto: News Catania
9 mar 2017 - 06:45

CATANIA - Mario Petrone non è più il tecnico del Catania e in casa rossazzurra è scoppiato il caos. Non soltanto per l’esonero, quanto per la rapidità di eventi che hanno distrutto mentalmente il tifoso etneo.

Prima la deludentissima sconfitta contro il Melfi al “Massimino“: in molti hanno parlato di uno spettro riguardante le scommesse, ma questo ovviamente non può essere attestato. Si parla di rabbia della tifoseria che in questo caso entra a gamba tesa dopo gli ultimi anni di tensione, nervosismo e troppi bassi che alti. Poi ancora una volta rabbia, stavolta per Ciccio Famoso, in quanto il procuratore Figc Pecoraro ha chiesto di aprire un’indagine sul minuto di silenzio in sua memoria il 7 febbraio scorso prima di Catania-Matera. Adesso l’addio volontario del tecnico, che ad ItaSportPress ha dichiarato di aver preparato la partita al meglio e che non si aspettava una prestazione del genere. “Un senso di responsabilità“, ha detto.

Con una proibitiva trasferta di Lecce alle porte, quello che pone dei forti dubbi sono le parole di Lo Monaco, che oggi in conferenza stampa chiarirà tutto quello che c’è da chiarire: “Petrone aveva raccolto poco nelle partite in cui è stato in panchina” (diatriba con i calciatori?).

Adesso, e fino al termine della stagione, il tecnico rossazzurro sarà Giovanni Pulvirenti, 51enne di Acireale, che si è messo in mostra con la Berretti del Catania in queste stagioni portando i giovani rossazzurri attualmente al secondo posto in classifica, alle spalle della Juve Stabia. Il suo gioco è fatto certamente di motivazioni forti e uno dei principali obiettivi è sempre stato quello di creare un gruppo in grado di saper soffrire e che sappia colpire l’avversario nel momento più opportuno, restando sempre concentrati evitando di concedere campo.

Pulvirenti era certamente la scelta più semplice, insieme con Peppe Mascara (fonte: Repubblica.it), in quanto Pino Rigoli aveva rescisso il contratto e non c’erano intenzioni di richiamarlo da parte della società. “Collettivo e consapevolezza” sono stati i concetti chiave del tecnico rossazzurro, quei concetti che ha ripetuto fino al disgusto ai suoi giovani calciatori.

La sua Berretti ha sempre speso carichi di energie importanti, esprimendo un buon calcio attaccando e difendendo in maniera coesa ed efficace. Il modulo prediletto dovrebbe essere il 4-4-2 che punta molto sugli esterni, vere e proprie ali tornanti. Altra caratteristica: è probabile che possano esserci varie formazioni, visto che Pulvirenti ama giocare partita dopo partita con calciatori differenti, in base alla partita e quindi alle caratteristiche dell’avversario. Si punta molto sui calci piazzati: sfruttare le occasioni è fondamentale, specie in Lega Pro.

Giovanni Pulvirenti, nuovo tecnico del Catania

Giovanni Pulvirenti, nuovo tecnico del Catania

Con le Giovanili del Catania ha ottenuto, fin qui, dei grandi risultati: è la squadra meno battuta del torneo, una sola sconfitta, imbattuta in casa, miglior attacco e miglior difesa del campionato. Numeri non di poco conto. I tifosi rossazzurri, da qui fino al termine della stagione, playoff o meno, potrebbero davvero vedere qualche giovane della Berretti in campo con la prima squadra, a cominciare da Giacomo Graziano e Kalifa Manneh, che ha già esordito con Rigoli ad Agrigento.

I talentini delle giovanili sono diversi: Lorenzo Longo e Mario Noce sono due ottimi difensori, così come Davide Di Stefano e Alessio Rizzo hanno sempre stuzzicato Pulvirenti con giocate brillanti. Non scherzano nemmeno il portiere Spataro, che però ha davanti a sé un monumento come Matteo Pisseri, i centrocampisti Maccioni e Condorelli, Bonaccorsi in difesa. Sono veramente uno più interessante dell’altro, Pulvirenti però dovrà fare i conti con la squadra che si ritrova, quella che ha vinto a Messina ma che una settimana dopo è stata capace di perdere contro il Melfi. 

Pulvirenti, per quanto riguarda il palmares e le esperienze personali, è stato quel tecnico che è riuscito a portare la Primavera del Catania nel 2013 per la prima volta nella sua storia alle Final Eight per lo scudetto, quando ancora in squadra militavano Bruno Petkovic e Maks Barisic. Vice campione d’Italia con le giovanili dell’Acireale, vincitore del campionato d’Eccellenza con il Misterbianco, dove ottenne 86 punti in un girone di 18 squadre, frutto di 14 vittorie consecutive. In passato è stato corteggiato anche dalla Lazio, sempre per allenare le giovanili, e da alcuni club di Lega Pro, viste le sue qualità di far sbocciare dei giovani talenti. Tra l’altro, anche in passato era stato indicato per guidare il Catania in C. Lavora in ombra da anni e, a prescindere da com’è arrivato alla guida tecnica della prima squadra, sarà sicuramente contentissimo di questo nuovo incarico.

Il problema è sicuramente di testa, dei calciatori, che non riescono a trovare un equilibrio e una continuità di risultati che il Catania insegue dall’inizio del campionato. Pulvirenti, fin qui, è sempre stato un allenatore tutto d’un pezzo, continuo, con una squadra che lo seguiva e che non doveva sbagliare l’approccio alla partita. Lui lavora sulla testa, il Catania testa momentaneamente sembra non averla: apparentemente il rimedio sembra esserci, vedremo se il tecnico della Berretti avrà la possibilità di diventare più di un semplice traghettatore dimostrando il suo valore a cominciare dai prossimi impegni che vedono i rossazzurri in un tunnel insidiosissimo dove si dovranno affrontare le due trasferte consecutive a Lecce e Pagani e poi tornare al “Massimino” contro il Foggia

Intanto, ieri pomeriggio Giovanni Pulvirenti ha condotto la sessione di allenamento e oggi, alle 11 in conferenza stampa insieme con l’ad Lo Monaco, si presenterà e risponderà alle domande che gli verranno poste.

I tifosi, l’ambiente, tutto è avvolto nel caos totale: Petrone ha pagato la sconfitta, se n’è fatta una colpa per la prestazione mostrata al pubblico etneo, ma il Catania deve andare avanti. Anche se è complicato, nonostante ci siano mille motivi per dire “basta”: la fiducia bisogna riconquistarsela e stavolta, probabilmente, una semplice vittoria potrebbe non bastare. Adesso si necessita di continuità nei risultati e chissà se il buon Pulvirenti le sue idee le saprà imporre e la sua occasione la saprà sfruttare…

Commenti

commenti

Gabriele Paratore



© RIPRODUZIONE RISERVATA