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Storie a tinte rosanero: “El Mudo” Vazquez, parla il talento e l’esplosione lampo

Franco Vazquez
26 gen 2017 - 08:32

PALERMO - Oggi si trova in Spagna, dove con la sua lingua madre gli sarà riuscito facile adattarsi. Anche se lui è noto per essere silenzioso. Franco Vazquez, infatti, è detto “El Mudo”, che, appunto, significa silenzioso, muto.

Una storia interessante quella del calciatore argentino, 28 anni, nato a Tanti il 22 febbraio 1989, figlio di una’italiana di Padova, ragione per cui ha la doppia nazionalità. A differenza di altri giocatori, Vazquez ha avuto la possibilità di avvicinarsi con più facilità al mondo calcistico sin da piccolo. L’esordio nel mondo dei professionisti avviene nel 2005 con la maglia del Belgrano, quando viene lentamente integrato alla squadra.

Dopo 2 anni, all’età di 18 anni, la società gli consente di calcare i campi da calcio professionistici nella Primera B Nacional (serie B del campionato argentino). Sfiora la promozione nella prima stagione, ma le soddisfazioni arrivano negli anni seguenti. Prima garantendosi il posto da titolare, poi salendo di categoria e mostrando anche nella massima competizione argentina le sue qualità. Alla fine, con il Belgrano saranno 15 le reti messe a segno in 98 apparizioni e 4 stagioni.

Un estro nel calcio sudamericano. Dal piede fino, in grado di accarezzare il pallone e far sognare i tifosi. Oltre che regalare palloni invitanti ai compagni e avere quel fascino in più che, spesso, solo i mancini sanno avere.

Dalla sua bocca escono poche parole, non sono molte le interviste in cui si lascia a lunghi commenti o considerazioni. Preferisce lasciare parlare il campo e il suo talento, attirando su di sé le attenzioni di diverse società. Tra queste c’è anche il Palermo: 4 milioni e mezzo di euro e la trattativa è conclusa. El Mudo, nel 2012, prende il primo volo disponibile per l’Italia e comincia, così, la sua nuova avventura. Un lungo periodo di attesa e ambientamento e alla 17^ giornata fa l suo esordio contro il Napoli. Il fantasista, però, è ancora acerbo e l’anno successivo viene mandato in prestito al Rayo Vallecano. 

Un buon banco di prova, con 18 presenze e 3 reti. Così, nell’agosto del 2013, Vazquez torna a vestire il rosanero. Una crescita esponenziale, non tanto per i gol, quanto per assist e giocate. 

Il suo record lo registra nel 2014/2015, siglando 10 gol e 11 passaggi decisivi in campionato nel corso di un’avventura entusiasmante con Paulo Dybala. L’anno dopo la coppia cambia, ma il suo rendimento è sempre soddisfacente: 8 marcature e 6 palle invitanti. 

Numeri e prestazioni che non passano inosservate in tutta Europa. Il giocatore fa gola e il Palermo deve “fare cassa”. Così, dopo 109 presenze, 22 reti e altrettanti assist, nel 2016 passa al Siviglia, nella Liga Spagnola. Una cessione che ha consentito alla società siciliana di assicurarsi 15 milioni di euro di introiti. 

Il Palermo, dunque, gli ha consentito di arrivare più in alto e calcare palcoscenici ancora più prestigiosi: Supercoppa Europea, Champions League ed Europa League. Ad oggi, con i biancorossi è sceso in campo 25 volte, andando a segno in 4 occasioni e servendo 3 palloni sul piatto d’argento per i compagni.

La scelta di pescare in Sud America è stata ancora una volta importante per il Palermo. Ancor più per un giocatore la decisione di affidarsi al club rosanero per giocarsi un’opportunità importante in Italia e in Europa.

El Mudo, forse, non avrà mai parlato tanto, ma un “sentito grazie” lo deve anche al Palermo. Come ha esplicitamente detto in un’intervista prima di volare in Spagna: “Ciao tifosi rosanero. Sono contento di aver vestito questa maglia. Grazie per l’affetto, che porterò sempre nel mio cuore. Abbiamo vissuto grandi momenti. Ringrazio il presidente Maurzio Zamparini perché mi ha portato qua e se sono arrivato così lontano è anche grazie a lui”.

Un affetto reciproco, forse. Perché appena due anni fa il Palermo sognava e faceva divertire anche per merito della fantasia di Vazquez, da molti chiamato anche il “fantasista”.

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Andrea Lo Giudice



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