Emozioni

Storie a tinte rosanero: “El Matador” Cavani, forestiero nel calcio che conta

calcio-pallone-calciatore
26 dic 2016 - 09:51

PALERMO - Un mondo povero, dove non girano tanti soldi e la speranza, per molti, è sfruttare la più grande ricchezza che si possiede: il talento.

C’è chi lo ha innato e chi, invece, deve coltivarlo prima di diventare qualcuno. Così, spesso, le squadre meno blasonate rappresentano una grande opportunità. E, quando ti capita, devi saperla cogliere.

Come hanno fatto grandi giocatori, che si sono affermati nel calcio internazionale dopo tanti anni di sacrifici e gavetta.

Un esempio seguito anche da un ragazzino nato a Salto, in Uruguay, il 14 febbraio del 1987. Si chiama Edinson Roberto Cavani Gomez, più semplicemente Edinson Cavani. Un paese natale, quello del Sudamerica, che, nonostante tutto, non ha mai nascosto il grande amore e legame con l’Italia: il nonno paterno, infatti, era originario del Bel Paese. Da qui anche il soprannome del padre, “El Gringo”: per l’appunto, forestiero.

Cresce nel Salto, squadra della sua città di origine, prima di passare al Danubio, club con cui ha esordito nel 2005 portando con sé il sogno di arrivare in Europa per dimostrare il suo valore. Un’occasione che Cavani non può perdere assolutamente nel 2007, quando il Palermo, già in serie A, decide di portarlo in Italia. Poche occasioni, appena 7, e solo 2 gol. Ma Edinson dimostra di essere affidabile. La stagione successiva gioca quasi tutte le partite di campionato, oltre ad alcune di Coppa Italia e Coppa Uefa. Tuttavia, i gol non sono tanti.

Sono le apparizioni 2008-2009 e 2009-2010 a consacrarlo, andando in doppia cifra in entrambe le stagioni: 15 reti nella prima e anche nella seconda. Ormai Cavani è un attaccante vero e fa gola a molte squadre. A credere in lui è il Napoli, che nel 2010 sborsa 25 milioni di euro circa per assicurarsi le sue prestazioni.

Risultati straordinari: 47 presenze e 33 gol tra preliminari di Champions League, Coppa Italia, campionato e Coppa Uefa. Un caso? I numeri della stagione seguente dicono di no: 48 volte impiegato in campo e 33 marcature. Ma, il 2011, è anche l’anno in cui si regala una delle emozioni più belle. Un regalo che fa anche a tutti i tifosi, salendo in cima al mondo calcistico sudamericano vincendo la Copa America con la sua nazionale.

Qualcuno non ci crede, altri rimangono scettici. Quella coppia delle meraviglie con Ezequiel Lavezzi aveva reso l’uruguagio uno degli attaccanti più prolifici d’Europa, trasformandolo ne “El Matador”. Oltre che in grado di fare ancora meglio. Nel 2012-2013 i numeri sono mostruosi: 43 presenze e ben 38 reti. Numeri sprecati al Napoli, almeno secondo alcuni. Come i proprietari del Paris Saint Germain: mano al portafoglio e la proprietà della squadra francese, nell’estate del 2013, firma un assegno da oltre 50 milioni di euro.

Edinson si afferma subito a suon di presenze e gol con una media impressionante in Ligue 1: 35 partite e 18 reti, poco più di una ogni due partite. Meglio ancora nel campionato 2015-2016, con 32 apparizioni e 19 marcature. Senza contare ovviamente le soddisfazioni, tra scudetti e varie coppe nazionali vinti.

Cavani c’è e continua a sbalordire. Al momento, quest’anno, sembra avere pochi rivali. Più di un gol a partita. Infatti, fino a oggi ha disputato 17 gare, andando a segno ben 18 volte.

Come il padre “El Gringo”, Edinson, forestiero venuto da lontano, ha avuto la sua consacrazione. Lo deve a sé, alla sua tenacia, al campionato uruguaiano che gli ha dato spazio. Lo deve a chi ha creduto in lui. Lo deve al Palermo.

Andrea Lo Giudice



© RIPRODUZIONE RISERVATA