Inchiesta

Scandalo Calcio Catania, trovati 100 mila euro a Impellizzeri e scovato il “libro mastro” di Di Luzio

24 giu 2015 - 11:33

CATANIA - Continuano le indagini sullo scandalo che ha coinvolto il Calcio Catania con la probabile compravendita di alcune partite che hanno consentito la salvezza nell’ultimo campionato di Serie B.

Nella vicenda coinvolti vari personaggi di rilievo tra cui il presidente dei rossazzurri Antonino Pulvirenti, l’ex giocatore del Modica, Gianluca Impellizzeri e Piero Di Luzio, dirigente del Pescara. Oltre alla “semplice” compravendita dei match, è emerso anche un largo giro di scommesse.

E proprio Impellizzeri e Di Luzio sarebbero i protagonisti in tale ambito.

Dopo il loro arresto, infatti, la Digos di Catania ha effettuato una perquisizione nelle abitazioni dei due, con esito positivo e conseguente sequestro di quanto rinvenuto. Impellizzeri è stato trovato in possesso di svariate somme di denaro contante, di cui la maggior parte occultate in diversi punti del controsoffitto, per un totale complessivo di oltre 100.000 euro e nell’ufficio aveva nascosto un localizzatore di microspie a radio frequenza.

Di Luzio, invece, è stato trovato in possesso nella propria dimora di Roma di documenti ed appunti, ora al vaglio degli investigatori, di sicuro rilevo penale in quanto contenenti dei riferimenti al Catania Calcio ed alle somme di denaro versate.

La bomba è stata innescata. Aspettando nuove conferme dagli inquirenti i sospettati aumentano: sono stati, infatti, consegnati gli avvisi di garanzia ai seguenti giocatori: Riccardo Fiamozzi, calciatore del Varese, Luca Pagliarolo, calciatore del Trapani, Antonino Daì, calciatore del Trapani, Christian Terlizzi, ex giocatore del Catania, attualmente al Trapani,  Matteo Bruscagin, calciatore del Latina, Alessandro Bernardini, calciatore del Livorno.

Svelato anche un incontro di calcio di Lega Pro oggetto di alterazione: Messina-Ischia Isola Verde terminato con il risultato di 1-1.

In tale occasione, i vertici della società peloritana, costituiti dal patron Pietro Lo Monaco (ex amministratore delegato del Catania), dall’amministratore delegato Alessandro Failla e dal direttore sportivo Fabrizio Ferrigno, si sarebbero adoperati affinché la partita terminasse con il risultato prestabilito del vantaggio temporaneo dell’Ischia nel primo tempo e del pareggio quale esito finale.

La motivazione della frode sarebbe legata al consistente profitto ricavabile da tale tipologia di scommessa della quale si sarebbe occupato anche in questo caso Impellizzeri. Le varie agenzie quotavano, infatti, l’incontro con quello specifico risultato parziale/finale, poi concretizzatosi effettivamente in quegli esatti termini, fino anche a diciannove volte la posta. Anche loro sono dunque indagati per il reato in concorso di frode in competizione sportiva aggravata.

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Santi Liggieri



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