Calcio

Rigoli: “Ad Agrigento servono conferme. Akragas, ricordi piacevoli ma ora penso solo al Catania”

rigoli
11 feb 2017 - 14:17

CATANIA - Intervento di Pino Rigoli presso la Sala Stampa di Torre del Grifo Village. L’allenatore del Catania parla in vista del derby, ritenendo necessario adottare un atteggiamento propositivo sulla scia delle recenti prestazioni. “Noi diamo sempre il massimo ma gli avversari non regalano nulla. Il campionato non è facile. Fuori casa dobbiamo fare sicuramente di più, però nell’ultimo periodo riscontro una reazione diversa nei ragazzi. Sono più propositivi e consapevoli dei propri mezzi. Gli addetti ai lavori hanno rivalutato le ambizioni del Catania. Stiamo raccogliendo i frutti del lavoro quotidiano. Domenica siamo obbligati a scendere in campo con l’atteggiamento giusto, cercando di portare a casa un risultato positivo”.

Rigoli indica l’aspetto principale da migliorare. “Nel mio credo calcistico bisogna essere concreti ed efficaci, arrivando alla porta avversaria cercando di sfruttare le tue caratteristiche. Noi possiamo fare il fraseggio, sfruttare l’uno contro uno ma mi aspetto progressi soprattutto nel primo caso. Ci serve maggiore serenità per riuscire nell’intento di fraseggiare meglio. Martedì in parte lo abbiamo fatto”.

Il tecnico rossoazzurro torna allo stadio “Esseneto”, che lo ha visto grande protagonista in passato. “Da avversario non sarà la prima volta per me ad Agrigento, ricordo di averlo fatto ai tempi in cui allenavo l’Agropoli. Nutro grande rispetto per il popolo akragantino. Sono rimasti rapporti importanti con la città, la squadra e la dirigenza agrigentina. Mantengo un ricordo positivo, si era creato un bell’ambiente. Nel calcio però i giocatori e gli allenatori vanno e vengono, poi rimane la società. Io adesso lavoro per il Catania”.

Il mister non si fida della squadra biancazzurra nonostante le difficoltà incontrate. “Mi aspetto che l’Akragas ci aggredisca in tutte le zone del campo e dia il 200%, a prescindere dai problemi societari. Ho vissuto un’esperienza del genere a Cosenza in passato, ma poi scatta il meccanismo di volere dimostrare una volta di più quanto vali al cospetto di una squadra forte e dai tutto. Non sarà una sfida facile ad Agrigento, non dovremo commettere l’errore di sottovalutare l’avversario”.

Con l’Akragas sarà una gara importantissima per il Catania. “La considero una finale. La mente è concentrata totalmente su quel che dobbiamo fare domenica. Ogni gara rappresenta una finale per noi. L’obiettivo è l’Akragas, siamo tutti compatti per affrontare gli agrigentini nel migliore dei modi. Questo match nasconde delle insidie ed è di fondamentale importanza. In vista di Agrigento abbiamo prestato attenzione, in particolare, agli accorgimenti su palla inattiva, alla fase offensiva e difensiva. Curiamo sempre nel minimo dettaglio le strategie finalizzate a colpire l’avversario in campo”.

Tornando a Catania-Matera, Rigoli ne approfitta per complimentarsi con la squadra. “I complimenti fanno piacere ma gli attori principali sono i calciatori e la società che mette nelle condizioni migliori lo staff tecnico e la squadra. Io cerco di fare meno danno possibile. Più che del risultato di Catania-Matera, fermo restando che non è stata vinta una gara semplice, parlerei della crescita importante di alcuni giocatori in particolare. Mi riferisco a Djordjevic, Di Grazia, Drausio”.

A proposito di Di Grazia, il tecnico etneo rivolge una menzione particolare. “Vogliamo che la crescita di Di Grazia arrivi con gradualità. Con il Matera ha esercitato una mole di lavoro molto importante, fungendo da terzino aggiunto al quarto di centrocampo dei lucani. Lui può giocare ovunque perchè possiede una grossa tecnica individuale, una grande coordinazione associata al movimento con la palla. Fermo restando che non vanno snaturate le sue caratteristiche. Ha giocato bene anche in fase di contenimento. Si può riproporre nel ruolo di terzino ma io Di Grazia lo vedo in futuro come mezzala”.

Uno spettacolo autentico lo stadio “Massimino” contro il Matera. Rigoli ci tiene a ribadirlo e fa il punto sulle condizioni degli infortunati Di Cecco e Baldanzeddu. “I tifosi sono stati straordinari. Giocare davanti ad 11mila spettatori fa un certo effetto, noi abbiamo il compito di fare in modo che squadra e tifoseria siano un blocco unito fino alla fine della stagione. Di Cecco e Baldanzeddu? Stanno lavorando in differenziato. Ivano accusa un’infezione al ginocchio, Domenico ha avuto un infortunio rilevante al ginocchio e stiamo cercando di potenziare l’aspetto muscolare”. 

Catania sempre vigile in fatto di giovani“Seguiamo con grande attenzione i giovani, siamo sempre in contatto con il Responsabile del Settore Giovanile Alessandro Failla. La Berretti esprime un buon calcio ed ottiene risultati. Ci sono ragazzi validissimi. Diversi giovani si allenano stabilmente in Prima Squadra come Di Stefano, Manneh, Graziano, a volte Noce. Manno è un portiere interessante del 2000. Il futuro del Catania sono i giovani”. 

Tavares, Pozzebon e Scoppa, calciatori molto importanti in chiave tattica. Rigoli esprime le sue considerazioni in proposito. “Tavares tatticamente si sa muovere nelle due fasi. Lui e Demiro sono avvantaggiati perchè esperti. Gli attaccanti maturano più avanti con l’età solitamente. Entrambi sono giocatori di buon livello. Serve tempo per un giocatore straniero ambientarsi al metodo di lavoro tecnico, fisico e tattico del calcio italiano. E’ cresciuto tanto Scoppa in tal senso, martedì ha dimostrato di avere quantità e qualità. Fermo restando che abbiamo in rosa anche altri elementi che rispondono a queste caratteristiche, vedi Bucolo”. 

Avanti con il 3-5-2? Il mister considera anche l’ipotesi di cambiare modulo in futuro. “Non è detto che andremo sempre avanti con il 3-5-2. Possiamo variare sistema di gioco all’occorrenza. Dipende anche da come si vive la settimana, dall’analisi dell’avversario. Ritengo che la rosa a mia disposizione permetta elasticità, cosa che mi soddisfa molto. Fermo restando che è necessaria un’idea di gioco ben precisa a prescindere dal modulo adottato”.

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Livio Giannotta



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