Pallavolo

Premio “Barbagallo” iniezione di fair play

Una grande giornata per il mondo della pallavolo. Barbagallo: "Trasmettiamo il credo di Antonio". Presidente Falzone: "Si lavora per il futuro"
Premio Barbagallo
15 ott 2014 - 17:27

CATANIA - Grande giornata di sport, ieri pomeriggio, nell’aula magna della scuola “Dante Alighieri”. Una festa della pallavolo, finalizzata alla premiazione dei personaggi che si sono contraddistinti maggiormente durante la passata stagione. Una sorta di “Oscar della pallavolo”, dove sono emersi tanti personaggi. Giovani di belle prospettive, conferme e tecnici che si sono aggiudicati il premio come miglior coach, ad esempio Santino Sciacca dell’Holimpia. Tutto questo è il premio “Antonio Barbagallo 2014″, promosso dalla Roomy Pallavolo.

Giovanni Barbagallo

Giovanni Barbagallo, presidente Roomy

Ma, l’evento va oltre il singolo riconoscimento. A spiegarne meglio le finalità è Giovanni Barbagallo, presidente della Roomy: “Questo è uno dei premi più importanti a livello regionale e, forse, nazionale, per il semplice fatto che è un concentrato di fair play. Non ci limitiamo, infatti, a premiare solo noi, ma anche i nostri avversari, anche quelli con cui può esserci stato qualche astio nel corso della stagione. Questo perché vogliamo trasmettere i valori di Antonio. Riconoscere il merito degli avversari non è una vergogna. Anzi, dobbiamo elogiare chi porta in alto l’immagine della pallavolo siciliana”.

Enzo Falzone

Enzo Falzone, presidente regionale Sicilia Federvolley

Tra i presenti, c’era anche il presidente regionale Sicilia della Federvolley, Enzo Falzone. Tra le tante tematiche, non poteva che esserci l’attuale situazione dei palazzetti sportivi: “In questo periodo, molti impianti sono stati rinominati in onore di grandi atleti siciliani. Un bellissimo segno e gesto. Tuttavia, la situazione dei palazzetti non è delle migliori. A mente viene subito il PalaSpedini: questo è un grande esempio di architettura e di bellezza sportiva. Ma rimane inutilizzato. L’unico uso che ne viene fatto è quello di centro di accoglienza. Nulla contro il sociale, ben venga, ma è veramente uno spreco”. Poi, in aggiunta, qualche accenno per le prossime iniziative: “Ancora non abbiamo nulla di ufficiale, ma stiamo lavorando per per candidarci per grandi eventi, come la World League. L’importante è che ciò che si fa porti del benessere alla città ed all’immagine dello sport”.

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Andrea Lo Giudice



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