Calcio

Passionale, imprevedibile e vincente: la scheda di mister Rigoli

Pino Rigoli
24 giu 2016 - 16:03

CATANIA – Eccolo qui, Pino Rigoli: è lui il mister X di Lo Monaco. Un nome chiacchierato ma preso poco in considerazione, anche perché si pensava che il tecnico messinese rinnovasse con l’Akragas.

Invece no: Rigoli si prende la panchina rossazzurra, si lega al club etneo con un contratto biennale, con sorpresa del presidente dell’Akragas Alessi: “Dovevamo incontrarci domani, non sapevo…”.

La Sicilia nel cuore: nato a Raccuja (Messina) e classe ’63, Pino Rigoli non è mai andato oltre la Lega Pro nonostante sia conosciuto e rispettato a livello nazionale. Vince, convince: nel suo palmares sono 5 le promozioni ottenute tra Eccellenza, Serie D e Seconda Divisione.

Conosce il calcio duro, fatto di corsa e di sacrificio: allena in Prima Divisione la Juve Stabia nel 2007-2008, venendo esonerato però alla 14ª giornata. Nella Lega Pro a girone unico, quest’anno, l’Akragas allora di Nicola Legrottaglie. In terra agrigentina viene chiamato alla 19ª giornata e stupisce tutti con le 6 vittorie consecutive successive al suo arrivo.

Facciamo un passo indietro: come inizia la carriera di Rigoli? Capiamo innanzitutto quando parte da allenatore, nel ’99, alla guida del Belpasso in Eccellenza. Nel 2000 arriva la promozione in D. Dal 2002 al 2006 allena a Modica e il maggior risultato è il salto dall’Eccellenza alla D, e dalla Serie D alla Seconda Divisione. Sale in Calabria, a Cosenza, e allena i lupi in Serie D classificandosi quarto.

Nel 2007-08, come vi dicevamo sopra, va a Castellammare di Stabia e debutta in Prima Divisione. Dopo prende le redini della Vigor Lamezia e successivamente del Ragusa, portandolo in D.

Un continuo sali e scendi la carriera di Rigoli: va all’Akragas di Alessi, sposa il progetto, entra nel cuore di una città intera. Con i Giganti raggiunge una storica promozione in Serie D vincendo ampiamente il campionato d’Eccellenza e sfiora l’anno successivo il clamoroso doppio salto, stoppato soltanto agli spareggi da Correggese e Savona. Successivamente allena l’Agropoli disputando gli spareggi per la promozione in Lega Pro. L’ultimo anno, prima di Catania, ritorna all’Akragas come un eroe conquistando la salvezza a 40 punti. Per i tifosi agrigentini è “Secondo soltanto a San Calogero”.

I numeri di Rigoli: è vincente, il 44% delle partite da allenatore sono a suo favore, poi un 28% ambivalente per pareggi e sconfitte. Gioca con il 4-3-3, ma il suo è un modulo speculare a seconda dell’avversario. È anche imprevedibile, ecco spiegato il continuo scambio degli esterni nelle sue squadre, e soprattutto offensivo. Pino Rigoli all’apparenza sembra un uomo tutto d’un pezzo, ma col tempo si fa trascinare da passione ed entusiasmo: i due motivi per i quali è diventato il nuovo allenatore del Catania.

Non è mai banale, anzi, è puntuale e meticoloso come il collega Gautieri accostato al Catania troppe volte ma che alla fine, con l’arrivo di Moriero e con le chiacchiere di quest’estate, non ci è mai arrivato davvero. Rigoli è un uomo che si fa coinvolgere, lo dimostra il suo stato d’animo durante le partite: non si siede un attimo. Dà sempre indicazioni, segue i ragazzi con attenzione, la sedia della panchina pare che non gli serva mai.

Cosa conosce il tecnico siciliano di Catania? L’ambiente, la città, la tifoseria, sa chi sono e come giocano Tino Parisi e Andrea Di Grazia, il “Dybala della Lega Pro” esploso proprio con lui in panchina.

Questo e tanto altro: Pino Rigoli è felicissimo di allenare il Catania, perdente quest’anno all’Esseneto con il suo Akragas per 3-2, soprattutto perché stavolta è realtà. Prima di iniziare la scorsa stagione, infatti, Rigoli fu contattato dalla società etnea ma si preferì Pancaro. Adesso avrà l’opportunità di esprimere il suo calcio in terra rossazzurra.

Questo è mister Rigoli, 53 anni, esperto di promozioni: nuovo tecnico del Calcio Catania.

 

Gabriele Paratore



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