Il commento

Un pareggio che sa di sconfitta: il Catania non può più sbagliare

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19 feb 2017 - 10:09

CATANIA - Amnesia, confusione.

Il Catania ha pareggiato al “Massimino”, per 0-0, contro il Taranto di Salvatore Ciullo, che ottiene dunque un importantissimo risultato utile, il secondo consecutivo, dopo la vittoria contro il Foggia. A livello di classifica, invece, per il Catania è più una sconfitta che un pareggio: la Virtus Francavilla batte il Cosenza (1-0) e consolida la quinta piazza; automaticamente la Juve Stabia torna alla vittoria a Vibo Valentia (0-1); la Casertana vince ad Andria lo scontro diretto per i playoff (0-2) e mette pressione agli etnei; il Siracusa piega il Melfi (3-1) ed il Fondi sconfigge il Monopoli (1-0). Tutti risultati a sfavore del Catania. Questa la classifica (fonte: DataSport):

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Nove punti in meno dal quinto posto, tre dal sesto. Attenzione però, perché al Siracusa basta un’altra vittoria e al Catania una sconfitta per balzare fuori dalla griglia playoff.

Andiamo sul campo e analizziamo la prestazione dei rossazzurri. Primo tempo decisamente sottotono sebbene il Taranto si sia chiuso a riccio per tutta la partita, il gioco era anche troppo lento, macchinoso. In realtà tutti e nessuno sono responsabili, poiché si doveva dare qualcosa in più per tutta la partita e non soltanto nei minuti finali, dove Pozzebon prende “troppo bene” quella palla parata miracolosamente da Maurantonio. Forse nemmeno il portiere pugliese sa come è riuscito a prenderla. D’altra parte però è difficile riuscire a giocare con una squadra con undici uomini dietro la linea della palla e per una squadra mentalmente fragile come il Catania è complicato trovare le idee giuste.

Guardando un po’ quella che è stata la prima partita di Mario Petrone in rossazzurro, ci vien da dire che il 4-2-3-1 è più portato per un attacco sulle fasce laterali, visto che molto spesso Mazzarani, Di Grazia, Djordjevic, Russotto, Parisi e nella ripresa anche Marchese portavano palla in verticale per permettere a Pozzebon, e successivamente a Tavares, di insaccare la palla in porta. Lanci alti e fraseggi orizzontali, gioco però troppo lento. Il tecnico si sbraccia in panchina, urla, è presente in campo e accompagna la manovra dando continue ed estenuanti indicazioni. “Si deve osare di più e bisogna attaccare con più uomini” ha detto. È sicuramente la verità. A centrocampo Biagianti e Scoppa non fanno male ma avrebbero dovuto toccare più palloni e soprattutto in verticale, provando sempre a cercare la profondità. La difesa resta invece la stessa: che sia a 3 o a 4, la retroguardia rossazzurra è ancora la migliore del Girone C, merito anche di Pisseri che ieri però non ha compiuto parate miracolose salvo sulla punizione di Lo Sicco, che ha centrato la traversa a fine primo tempo.

Amareggiati anche i calciatori, in primis il capitano Biagianti che critica la prestazione della squadra nel primo tempo, “nella ripresa siamo andati meglio“. Pozzebon è dispiaciuto per la rete mancata all’84′ davanti a Maurantonio: “l’ho presa troppo bene. Dovevamo aggredire di più l’avversario“. Ecco, quello che ne salta fuori è che si è giocato questo match con troppa sufficienza.

Molti i cross alti ma con una difesa schierata è difficile essere pericolosi. Non c’è stato un contropiede rossazzurro, mentre il Taranto trovava sempre qualche spazio in più. Il cambio di modulo da 4-3-1-2 a 4-4-2 non ha portato i frutti sperati, l’avvento di Barisic nemmeno. Russotto si distingue leggermente per la sua visione di gioco e per la sua pericolosità. Ma non basta.

Il vero banco di prova sarà domenica prossima a Messina, dove tutte le carte in tavola verranno scoperte e si capirà davvero se questo Catania possiede margini di crescita e miglioramento oppure è destinato a chiudere una stagione da protagonista secondario. Certo, un derby è sempre un derby, i giallorossi saranno galvanizzati dal nuovo assetto societario con l’approdo in società di Franco Proto, nuovo presidente. Gli etnei affronteranno il Messina forse nel momento peggiore, dato che ci sarà un certo entusiasmo. Servirà un approccio alla partita molto diverso ed una mentalità cambiata in maniera radicale, altrimenti settimana prossima parleremo di un’altra sconfitta.

E, obiettivamente, il Catania di partite non ne può più perdere.

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Gabriele Paratore



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