Calcio

“No” ai pareggi interni e un gioco troppo attendista: il Cosenza di Roselli a 360°

Cosenza
2 dic 2016 - 08:22

CATANIA – Una tappa importantissima, in trasferta specialmente.

Il Catania giocherà domani, alle 16,30, al “San Vito-Marulla” di Cosenza, quinto in classifica ma in calo.

Andiamo scavare a fondo sul prossimo avversario rossazzurro con curiosità, campionato svolto e tattica di gioco.

IL CAMPIONATO - Il Cosenza sta confermando di essere una squadra che a fine campionato arriverà senza dubbio tra le prime dieci, quindi ai playoff. Per i calabresi 7 vittorie (5 in casa e 2 fuori), 2 pareggi (entrambi in trasferta) e ben 6 sconfitte (2 interne e 4 esterne). Le prime cinque giornate furono positive, con 3 vittorie (3-0 a Catanzaro, 3-0 al Melfi e 2-0 alla Vibonese, ultimi due match in casa) e 2 sconfitte (0-1 del Taranto al “San Vito-Marulla” e 3-2 a Matera). Ancora meglio le altre 5, dalla sesta alla decima giornata, dove i rossoblu ingranano e ottengono 3 vittorie (in casa 1-0 al Francavilla e 2-1 alla Paganese, 1-2 in casa del Fondi), 1 pareggio (0-0 a Reggio Calabria) e 1 sconfitta (ad Andria, 2-0). In termini di risultati, però, il terzo “quinquennio” dei match disputati finora, dall’undicesima alla quindicesima, parla chiaro: 1 vittoria (2-1 al Monopoli), 1 pareggio (1-1 a Lecce) e 3 sconfitte (2-0 a Castellammare contro la Juve Stabia, 1-2 in casa contro la Casertana e 1-0 a Siracusa). Un vero e proprio trend negativo per il team di Roselli, che però mantiene il quinto posto con 23 punti. Le reti messe a segno sono 19, 15 i gol al passivo. Meglio il rendimento interno che esterno: 5 vittorie, 0 pareggi e 2 sconfitte, 11 reti fatte e 5 subite, con media di 0,71 gol ogni partita preso e di 1,5 messo a segno. Fuori dalle mura amiche, i Lupi hanno ottenuto 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. 8 i gol realizzati, 10 quelli subiti. Il Cosenza è a -3 dal Matera, quarto a 26 punti, e a -6 dalla Juve Stabia, terza con 29. Il vantaggio dalla Virtus Francavilla si è ridotto di un solo punto, così come dietro il Fondi è indietro di due. Più distaccate la Casertana, Andria ed il Monopoli, tutte e tre a 19.

TATTICA E GIOCO - Se il Catania ha Pisseri, anche il Cosenza può vantare un portiere di tutto rispetto come Perina: è un estremo difensore reattivo ed efficace. Insieme con lui l’esperta difesa cosentina, con Tedeschi e Blondett centrali e D’Anna-Scalise sugli esterni, è solida ma non troppo, a testimoniarlo è la media di un gol preso a partita. Il modulo di Roselli è il 4-3-3, dove a centrocampo vengono schierati il regista Caccetta, al terzo anno in maglia rossoblu, che con Mungo e Ranieri fornisce dei palloni che però arrivano di rado in attacco: la manovra è infatti troppo macchinosa ed il Cosenza tenda ad arretrare spesso e facilmente. Per questa ragione l’attacco fa quel che può e mette dentro quei pochi palloni che arrivano, forse leggermente più di 19 (numero che testimonia le reti fatte dai calabresi finora). Statella e Filippini, ottime ali che si distinguono sulla trequarti, sostengono Gambino, attaccante di un certo peso sotto porta. Pronto al cambio, o ad una partenza da titolare, Baclet, ex Martina Franca lo scorso anno andato già a segno con una doppietta al “Massimino” in quella partita che terminò 3-2 in favore dei rossazzurri. L’organico in avanti è importante, l’unico problema è che i palloni non sempre arrivano e quindi si tende ad essere fin troppo statici. La particolarità di questo Cosenza, ad oggi, è che ci sono eccessivi cali di concentrazione contro le squadre di media-bassa fascia: nel fronteggiare le grandi, invece, la squadra rossoblu spinge al massimo l’acceleratore.

CURIOSITÀ - Matteo Pisseri e Stefano Gambino sono stati compagni di squadra lo scorso anno a Monopoli: il portiere rossazzurro dovrà negare la gioia del gol all’attaccante d’origine agrigentina e, viceversa, Gambino proverà a trafiggere la porta del suo ex compagno di squadra.

Oltre che al match d’andata, Baclet si fece notare anche in quello di ritorno: in casa del Martina Franca, infatti, il Catania perse 1-0 a causa di un suo gol che consentì ai pugliesi di vincere quello che allora fu un importante scontro salvezza.

Le tifoserie di Catania e Cosenza hanno provato, in passato, di trovare un punto d’incontro e quindi un gemellaggio. Ma andò male e adesso c’è una moderata rivalità sportiva in forte visibilio anche lo scorso anno, quando per tutta la partita i tifosi calabresi indirizzarono tantissimi sfottò ai supporters etnei.

Il Cosenza avrà un tour de forte importante nelle prossime tre giornate: affrontato il Siracusa la scorsa giornata, dopo la sfida al Catania fronteggerà l’Akragas in trasferta e poi il Messina nuovamente tra le mura amiche. Dall’altra faccia della medaglia, i rossazzurri di Pino Rigoli affronteranno il Monopoli prima di giocare il derby a Siracusa.

Il Cosenza non ha mai pareggiato in casa, mentre il Catania è la squadra che ha ottenuto più “X” in trasferta (6) ed il peggior attacco esterno (2 reti).

Lo scorso anno un confronto tra Rigoli e Roselli, in Akragas-Cosenza del 31 gennaio scorso. Finì 1-0 per gli akragantini allenati allora dall’attuale trainer del Catania.

Gabriele Paratore



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