Calcio

Al Palermo non basta la grinta di Diamanti

pa
11 set 2016 - 16:24

PALERMO - È durata un tempo l’illusione del Palermo di uscire indenne dalla sfida contro il Napoli. Dopo il primo tempo concluso sullo 0 a 0, al 2° minuto della ripresa il Napoli è riuscito a violare la porta di Posavec con Hamsik e a quel punto il Palermo, incapace di reagire, è stato travolto dai partenopei. Il colpo di grazia glielo ha dato il suo giovane portiere Posacev, che, dopo il raddoppio di Callejon al 6° minuto, complice Aleesami che si è lasciato scappare l’azzurro, si è fatto trovare impreparato al 21° minuto sul tiro per nulla impossibile sempre di Callejon subendo il gol che ha sancito la sconfitta dei rosa per 0 a 3. Eppure la squadra di De Zerbi, in tribuna per scontare il turno di squalifica rimediato nell’ultima partita della scorsa stagione, con Davide Possanzini in panchina, aveva disputato un primo tempo con buona determinazione, con una organizzazione di gioco attenta e con un agonismo accentuato. I rosanero, cortissimi in campo, erano riusciti ad imbrigliare la manovra degli azzurri facendo leva sulla velocità e sull’intensità del pressing, operando chiusure puntuali e riuscendo con buona personalità a supplire alla differenza di tasso tecnico rispetto agli avversari.

Il Palermo era sceso in campo con Posavec; Rispoli, Goldaniga, Rajkovic, Aleesami; Hiljemark, Gazzi, Jajalo; Sallai, Diamanti, Embalo, in applicazione del modulo 4-3-3. La presenza di Jajalo in una posizione avanzata del campo, aveva determinato un centrocampo ancora più muscoloso del solito, a testimonianza di quanto De Zerbi temesse la fantasia dei partenopei in mezzo al campo. La scelta era stata premiata con un primo tempo nel quale il Palermo non aveva subìto gol, anche se l’iniziativa e il possesso palla erano stati sempre del Napoli. Il Palermo si era fatto apprezzare per dei buoni automatismi e Diamanti, responsabilizzato con la fascia di capitano, si era ben inserito nei meccanismi di squadra, sacrificandosi con dedizione alla causa rosanero e lottando su ogni pallone. Anche i compagni che lo affiancavano nel fronte offensivo, Embalo a destra e Sallai a sinistra, stavano giocando una partita di sacrificio, costituendo il primo argine alle discese sulle fasce di Maggio e di Ghoulam. Aleesami e Rispoli avevano dovuto limitare le incursioni in avanti privilegiando la fase difensiva al cospetto di attaccanti della levatura di Callejon e Insigne.

Il Napoli, schierato da Sarri con Reina; Maggio, Koulibaly, Albiol, Ghoulam; Zielinski, Jorginho, Hamsik; Callejon, Milik, Insigne, considerato che una mancata vittoria l’avrebbe staccato ulteriormente dalla Juventus vittoriosa nel pomeriggio con il Sassuolo, si era dimostrato molto paziente, nella convinzione che il Palermo difficilmente avrebbe potuto giocare 90 minuti con quella intensità. E questa pazienza era stata premiata ad inizio secondo tempo con i gol di Hamsik e Callejon. Probabilmente la sostituzione effettuata dal Palermo prima che iniziasse la ripresa, Nestorosvki al posto di Embalo, ha favorito la manovra partenopea, turbando gli equilibri sui quali si era fondato il gioco del Palermo nel primo tempo: difatti, per fare posto al centro dell’attacco al nuovo entrato, Diamanti si è spostato a destra e Sallai a sinistra e da quel momento il Napoli ha avuto vita facile sulla fascia mancina, tanto che i primi due gol sono scaturiti da due cross da quel settore. Immediatamente la panchina rosanero ha provveduto a rimettere al centro Diamanti, spostando Nestorovski a sinistra, ma era ormai troppo tardi. Con il successivo ingresso di Bruno Henrique al posto di Jajalo all’11° minuto il Palermo ha tentato una reazione, ma l’errore di Posavec, che ha causato il terzo gol del Napoli, ha fiaccato le residue speranze.

Che con il Napoli sarebbe stato difficilissimo evitare la sconfitta si sapeva. Compito di De Zerbi sarà quello di far tesoro delle indicazioni ricavate da un primo tempo che ha dato fiducia sulle possibilità della squadra, ma anche individuare iniziative nuove sul fronte offensivo, atteso che il Palermo ha tirato in tutta la partita una sola volta nello specchio della porta avversaria, tiro debole di Jajalo al 32° minuto del primo tempo, e solo un’altra volta si è reso pericoloso con un colpo di testa di Bruno Henrique che ha lambito il palo di destra della porta di Reina al 13° minuto del secondo tempo: troppo poco anche se si giocava contro il Napoli!

Pietro D’Alessandro

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA