Calcio

Palermo, nessun closing: club rimane a Zamparini. Intanto arriva l’allenatore “alla Guardiola”

Zamparini e Baccaglini
20 giu 2017 - 10:28

PALERMO - Nessuno, forse, ci aveva creduto davvero: solo i più speranzosi, a Palermo, erano convinti che il closing potesse davvero diventare realtà. Invece, tutto come prima: a capo della società rosanero ci sarà, al 99%, ancora Maurizio Zamparini.

Un’intesa che tra lui ed il potenziale acquirente, Paul Baccaglini, in effetti, non c’è mai stata tanto che Zamparini aspettava un’offerta, mentre Baccaglini attendeva una risposta per la sua proposta. Una storia iniziata lo scorso 30 aprile, mentre il Palermo Calcio soffriva sul campo e sanciva la sua retrocessione in Serie B.

Non ci saranno più rinvii della trattativa: la “deadline” di Zamparini era stata fissata a ieri, ma a quanto pare non c’è stata nessuna offerta concreta da parte di Baccaglini, che sarà presidente ancora per poco. Una sola domanda nella testa dei tifosi: “C’è mai stata la possibilità concreta che questa squadra potesse essere ceduta?”. Quesito a cui è difficile dare una risposta, anche se, al momento, visto come sono andate le cose, sembrerebbe essere stata solo la solita notizia per far credere che qualcosa potesse cambiare.

Tutto fumo, niente arrosto: dalla’illusione, quindi, al “Palermo 2.0″ di Zamparini, che, ancora una volta, dovrà scegliere il nuovo direttore sportivo, il nuovo allenatore e cercare di costruire una squadra che possa tornare in A quanto prima. Tra l’altro, il proprietario rosanero dovrà fare i conti con l’indagine in corso per evasione fiscale e per cui è finito nel registro degli indagati.

Per ricominciare con il piede giusto, il patron friulano vorrebbe scommettere per il secondo anno consecutivo su un tecnico che ha fatto più che bene in Lega Pro: se l’anno scorso fu Roberto De Zerbi, oggi in Liga Spagnola al Las Palmas, a sederei sulla panchina dei rosanero, per questa stagione, potrebbe essere Bruno Tedino.

Bruno Tedino, destinato ad essere il prossimo allenatore del Palermo

Bruno Tedino, destinato ad essere il prossimo allenatore del Palermo

Tedino ha guidato il Pordenone fino alla semifinale playoff per la promozione in Serie B, persa poi contro il Parma ai calci di rigore, dopo un’ottima stagione che ha fatto dei neroverdi una delle corazzate del Girone B di Lega Pro. Cinquantatré anni e una carriera da calciatore interrotta troppo presto, a 22, per alcuni problemi fisici: nel suo curriculum vanta di aver allenato la nazionale italiana U-16 e U-17, mentre dopo alcune esperienze nei vivai di Treviso e Venezia (dove ai tempi incontrò proprio Zamparini) sono arrivate le chiamate di Novara, Sudtirol, Pistoiese e Sangiovannese.

Il modulo prediletto è il 4-3-1-2, con centrocampo a rombo: le “muse ispiratrici” di Tedino, come ha raccontato lui stesso, sono Arrigo Sacchi, Pep Guardiola e suo padre. Il primo ha rivoluzionato il modo di fare calcio con l’attento sviluppo delle due fasi, quella di possesso e di non possesso; il secondo ha invece introdotto il recupero palla nel giro di pochissimi secondi e il terzo, infine, ha insegnato qualcosa che a Tedino è rimasta in mente. Vale a dire che nella vita bisogna essere sempre più furbi degli altri, altrimenti ci sarà sempre qualcuno pronto al sorpasso. In molti vedono in Tedino qualche spunto di Pep Guardiola, tanto è vero che tutta Pordenone si è innamorata di questo allenatore che ha sfiorato una vera e propria impresa.

Insomma: Baccaglini “out”, Zamparini “in” (ancora). Con lui è pronto a sbarcare l’ex tecnico del Pordenone. E chissà se questa sarà la volta giusta per ripartire: quello che spaventa Palermo, però, è ricominciare ancora una volta con il piede sbagliato. Anzi, con la persona sbagliata.

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Gabriele Paratore



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