Calcio

Il Palermo contro il Sassuolo per non cedere alla rassegnazione del Presidente

Zamparini
14 gen 2017 - 13:25

PALERMO - Si respira un’aria tesa tra i corridoi di Viale del Fante. Lo scollamento che si è creato tra la squadra e l’allenatore da una parte e il presidente Zamparini dall’altra non può sicuramente portare buoni frutti alla vigilia di un incontro importante quale la sfida che vedrà domani pomeriggio alle 15,00 il Palermo impegnato a Reggio Emilia contro il Sassuolo nella prima partita del girone di ritorno.

Analizzando la situazione, sembra di assistere a tutto il contrario di quanto dovrebbe accadere in un momento così delicato per una squadra di calcio. Il presidente, che dovrebbe essere il primo a dar coraggio e a spronare i giocatori e l’allenatore a non lasciarsi prendere dallo scoramento, appare rassegnato ad una retrocessione, che sembra inevitabile, ma che, con ancora diciannove partite da disputare, non è sicuramente decisa.

E la rassegnazione del presidente comporta una stasi nella tanta attesa campagna acquisti invernale che dovrebbe rafforzare la squadra. Ad oggi l’unico acquisto è stato quello dell’attaccante Stefan Silva, classe 1990, che ha, come affermato da Corini, caratteristiche simili alle altre punte già in organico. Nessuno crede ad una retrocessione studiata a tavolino da Zamparini, perché il danno economico che ne deriverebbe sarebbe molto superiore all’importo del cosiddetto “paracadute” che toccherebbe al Palermo.

Inoltre sarebbe meno appetibile, per chiunque fosse interessato all’acquisto della società, un club militante in Serie B anziché in Serie A. A far da contraltare alla posizione del Presidente, c’è quella dell’allenatore, dei giocatori e dei tifosi. Eugenio Corini è il primo a dire che nulla è ancora deciso, che diciannove partite ancora da disputare possono invertire il corso della stagione, i giocatori fanno fronte comune con l’allenatore, così come i tifosi, che vedono in lui l’ultima speranza, memori anche dei trascorsi di fedeltà alla maglia rosanero.

Le dichiarazioni, rese dal “Genio” nella conferenza stampa di ieri e riportate dal “Giornale di Sicilia”, rendono chiara l’atmosfera esplosiva che c’è nello spogliatoio della squadra. “Voglio parlare da tifoso del Palermo, che ama questa squadra. Se non si esce dal limbo del creare situazioni al limite, ogni settimana diventa complicato. Si può prendere Guardiola, Mourinho, Van Gaal o Klopp, ma senza dare respiro ad un progetto è impossibile giudicarlo”, queste alcune delle parole di Corini, infastidito dall’essere stato in settimana ad un passo dall’esonero con il Presidente che aveva contattato De Zerbi per sostituirlo, ma aveva ricevuto un secco no dall’ex allenatore del Foggia. In proposito Corini, sempre durante la conferenza stampa di ieri, ha detto: “Per quello che è successo forse era giusto andare via, poi però ho pensato ai miei collaboratori, al sostegno dei ragazzi e delle persone che amano questa società. Io non vivo molto la città, ma mi è arrivato il pieno sostegno da parte di chi vuole bene al Palermo. Non mi sembrava il momento giusto e ho preferito aspettare, perché sento che il mio lavoro viene apprezzato”. Alla fine, sempre con la dovuta calma e signorilità, Corini ha dato sfogo ai suoi pensieri: “E’ il clima generale, è il creare una situazione di disagio che non porta a niente……..Ogni partita a Palermo è una bomba atomica, che arriva e non sai cosa porta….Qui ad ogni partita ci si chiede cosa succederà tra tre minuti, qui è Hiroshima tutte le volte ed è sbagliato”.

Non deve essere facile con questo clima per Corini preparare la partita di domani, che potrebbe essere decisiva per il suo destino di allenatore del Palermo. Con la squalifica di Cionek e perdurando le assenze di Andelkovic e di Rajkovic, il “Genio” sembrava volesse optare per la difesa a quattro formata da Rispoli, Gonzalez, Goldaniga e Aleesami, ma alla fine dovrebbe schierare la più rodata retroguardia a tre, con Pezzella favorito su Vitiello. La formazione più probabile, con il modulo 3-4-2-1, è, quindi: Posavec; Goldaniga, Gonzalez, Pezzella; Rispoli, Gazzi, Jajalo, Aleesami; Bruno Henrique, Quaison, Nestorovski. Il Sassuolo di Di Francesco dovrebbe partire con il 4-3-3 formato da  Consigli; Lirola, Letschert, Acerbi, Peluso; Aquilani, Sensi, Mazzitelli; Ragusa, Defrel, Politano. Arbitro sarà il Sig. Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo.

Pietro D’Alessandro

 

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Redazione NewSicilia



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