Automobilismo

Nino Vaccarella, una leggenda che continua (2a PUNTATA)

Nella foto di Claudia Scavone: Nino Vaccarella, a destra, con l'autore dell'articolo Rosario Lo Cicero.
Nella foto di Claudia Scavone: Nino Vaccarella, a destra, con l'autore dell'articolo Rosario Lo Cicero.
15 gen 2015 - 16:50

PALERMO - Il nostro racconto riprende dal 1966, anno da dimenticare. Nino è sull’orlo del ritiro dalle competizioni, per lui solo una mesta partecipazione al Rally Jolly Hotels, nel quale consegue la vittoria alla guida di una Alfa Romeo Gtr.

Nel 1967, tornato nel giro che conta, sfiora la seconda affermazione alla “Targa Florio”, ma un banale errore lo mette fuori dalla gara, nel corso dell’attraversamento della cittadina di Collesano che tanto lo stima. La scuderia Brescia Corse gli mette quindi a disposizione una bellissima Ford GT40, con la quale trionfa a Pergusa e con la quale si piazza al terzo posto alla 1.000 Km di Zeltweg, dividendola con Umberto Maglioli.

Nel 1968 giunge il quarto posto alla 1.000 Km del Nurburgring, ottenuto in coppia con Herbert Muller ed il secondo posto assoluto, con la piccola Ferrari Dino 2000cc alla Trapani – Monte Erice. Sempre nel 1968 porta avanti, con la scuderia Autodelta capitanata da Carlo Chiti, il progetto della Alfa Romeo 33, con la quale si ritira alla Targa Florio, mentre era in testa con ben 13 secondi di vantaggio sull’altra Alfa Romeo, quella guidata da Vic Elford. Il 1969 è un anno ancora difficile a causa dei problemi di gioventù delle Alfa Romeo di 3000cc, una grande soddisfazione è comunque la vittoria ottenuta a Pergusa ad oltre 220 Km/h di media.

Nel 1970 torna alla Ferrari ed alla guida della potentissima Ferrari 512 12 cilindri, dotata di un propulsore di oltre 600cv, coglie prestigiosi piazzamenti e una grande affermazione alla 12 Ore di Sebring, dividendola con Ignazio Giunti e Mario Andretti.

Nel 1971 il ritorno all’Alfa Romeo, nel frattempo divenuta più competitiva: ottimi piazzamenti nelle gare valide per il Campionato Mondiale Marche e la grande seconda vittoria alla Targa Florio, nella quale sbaraglia le Porsche 908 e vince in coppia con l’olandese Toine Hezemans.

Nel 1973, dopo 17anni di competizioni ad altissimo livello e dopo la nascita del figlio Giovanni avuto dal matrimonio con Maruzza, la moglie recentemente scomparsa, Vaccarella annuncia il ritiro dalle competizioni.

Dopo due anni di stop, pressato dall’amico Mario Sansone, presidente dell’Automobile Club Palermo e dallo stesso Carlo Chiti, torna al volante dell’Alfa Romeo 33 tt 12 e la conduce alla vittoria, la sua terza vittoria, alla Targa Florio, in coppia con il “fantino” Arturo Merzario.

Per Nino giungono alti riconoscimenti: la medaglia d’oro del CONI, il premio Castello Pietrosa, il premio ACI-Galatea, L’Oscar del Secolo assegnatogli dal Comune di Collesano, il diploma del Comitato Olimpico, il premio Fair Play del Panathon International, il premio “Dedicato a….” conferitogli dal Ferrari-Club Maranello e la Benemerenza Civica assegnatagli dal Comune di Alia, ai quali si aggiungono il premio Ascari – Castellotti – Musso assegnatogli nel 1968, il titolo di Campione Italiano ACI-CSAI conferitogli nel 1971 ed il prestigioso titolo di Cavaliere della Repubblica ricevuto dalle mani del Presidente Giovanni Leone, nello stesso anno.

Il “preside volante” è oggi testimonial ufficiale dell’ACI-Palermo, guidato da Angelo Pizzuto ed a tal proposito dice: “Credo che questo presidente voglia fare veramente qualcosa di serio per lo sport automobilistico. Io che vengo dall’epoca d’oro, quella della presidenza di Mario Sansone, mi auguro, per gli sportivi siciliani, che l’ACI-Palermo, in passato mortificato da persone che hanno pensato più ai fatti loro che agli sportivi ed agli automobilisti in genere, possa tornare ad essere un punto di riferimento per gli uni e per gli altri”.

Vaccarella è attivamente presente a tante manifestazioni sportive, lo è stato alla recente rievocazione “Ultima gara di Tazio Nuvolari” svoltasi a maggio sul Monte Pellegrino, alla quale ha preso parte al volante dell’Alfa Romeo con la quale vinse la “Targa” del 1971, ed alla recente rievocazione della Palermo – Passo di Rigano alla quale ha preso parte alla guida di una Fiat 1100.

A Nino Vaccarella gli sportivi siciliani riconoscono le innate doti di umiltà, schiettezza e simpatia e per loro è un vero punto di riferimento per consigli e indicazioni di cui queste parole sono esempio: “Di recente è venuto in Sicilia il pilota di Formula Uno Daniel Ricciardo ed altri ne potrebbero arrivare per assaporare il gusto antico della mitica gara che io, con grande orgoglio, ho vinto tre volte. Non si può continuare a lasciare in abbandono le tribune di Cerda. Né si può continuare con sporadici, ancorché appassionati interventi, fatti spontaneamente da sportivi ed amanti dello sport. Giorni addietro le tribune di Cerda, le quali dovrebbero tornare a rifiorire ed a essere fiore all’occhiello dello sport non solo siciliano bensì mondiale, sono state abbellite al meglio ed è stata ripristinata la corrente elettrica grazie all’intervento del pilota e presidente della Commissione Sportiva dell’ACI Palermo Totò Riolo, coadiuvato da alcuni sportivi di Cerda e di Termini Imerese. Credo che ci voglia un deciso e definitivo intervento politico”.

Il preside volante ha infine concluso con gli auguri di uno splendido 2015, fatto di rinascita sportiva e culturale per l’Italia e la Sicilia. (2-fine)

Rosario Lo Cicero

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Redazione NewSicilia



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