Calcio

Nel pareggio tra Palermo e Pescara ancora una volta minuti finali decisivi!

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23 dic 2016 - 16:45

PALERMO - Secondo un copione che si ripete, anche ieri sera contro il Pescara i minuti finali della partita del Palermo sono stati decisivi. Era già accaduto, nel bene e nel male, altre quattro volte. Nel bene contro l’Atalanta a Bergamo, quando un gol di Nestorovski all’88° regalò ai rosanero la prima vittoria in questo tormentato campionato, e a Genova, domenica scorsa con la rete del successo del Palermo per 4 a 3 segnata da Trajkovski al 90’, ma anche nel male sempre a Genova, questa volta contro la Sampdoria, che alla settima giornata riuscì a pareggiare con Bruno Fernandes al 95°, e a Firenze con il gol di Babacar al 93° che sancì la sconfitta dei rosanero alla partita di esordio di Eugenio Corini come allenatore.

Quella di ieri sera, con l’epilogo di un pareggio per 1 a 1 che non soddisfa nessuna delle squadre in campo, è stata una partita strana. Il Palermo, schierato da Eugenio Corini con il 3-4-2-1, con Posavec in porta, Cionek, Gonzalez e Goldaniga a formare la retroguardia, Rispoli, Gazzi, Jajalo e Aleesami a gestire il centrocampo, Diamanti e Quaison nella trequarti alle spalle di Nestorovski terminale offensivo, ha cercato con pazienza di penetrare tra le maglie della difesa pescarese, ha tentato di far uscire dal guscio difensivo la squadra di Massimo Oddo, e con impegno e determinazione è riuscito a passare in vantaggio al 33° minuto del primo tempo con un bel gol di Quaison, per la seconda volta consecutiva in rete.

Al cospetto di una squadra mediocre, il Palermo sembrava dover finalmente interrompere la serie terribile di sconfitte in casa e la scarsa vena del Pescara sembrava favorirlo. Invece, dopo l’intervallo, a poco a poco il Palermo ha perduto autorevolezza e lucidità fino ad arrivare nell’ultimo quarto d’ora ad essere schiacciato nella propria metà campo da un Pescara diventato spavaldo per la disperazione. Ed è stato l’atteggiamento pavido dei rosanero a dare coraggio agli abruzzesi, che, pur senza avere grosse occasioni da gol, hanno costretto gli uomini di Corini ad arroccarsi in difesa, incapaci di allentare la pressione degli avversari. Gli sporadici tentativi offensivi del Palermo erano puntualmente bloccati sul nascere. Il rigore, causato da un’entrata avventata di Gonzalez su Caprari trasformato da Biraghi, ha fatto tremare i tifosi rosanero che hanno temuto la beffa di una sconfitta quando Posavec ha respinto un tiro molto pericoloso di Memushaj destinato a finire in fondo al sacco.

Corini dovrà trovare le cause di questo secondo tempo confuso e sotto tono dei suoi giocatori, ripiombati improvvisamente nell’ansia da prestazione che ha tagliato loro le gambe e li ha costretti per gran parte della ripresa a rinvii alla “viva il parroco”. Si può pensare che la sostituzione di Diamanti con Bruno Henrique abbia tolto al Palermo l’unico giocatore capace di superare l’uomo e creare la superiorità numerica e che il cambio tra Jajalo ed il subentrante Chochev abbia privato la metà campo di un valido interditore. Fatto sta che il Palermo ha rischiato di perdere nel finale una partita che era vitale vincere per restare aggrappati all’Empoli rimasto avanti di quattro punti. E sarà proprio l’Empoli in trasferta il prossimo avversario del Palermo alla ripresa del campionato dopo le feste natalizie.

La speranza è che questa vittoria sfumata non incida sul morale appena rigenerato dalla vittoria di Genova. La salvezza è ancora alla portata, ma bisogna mantenere i nervi saldi e confidare nei rinforzi che dovrebbero arrivare a gennaio.

Pietro D’Alessandro

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Redazione NewSicilia



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