Calcio a 5

Alla Meta il derby con il Catania

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16 ott 2016 - 16:42

CATANIA – Amaro in bocca, insieme ad una voglia matta di riscatto. Sono i sentimenti predominanti in casa Catania Calcio a 5 dopo la terza sconfitta consecutiva in campionato, la sconfitta più amara 8 a 5 al PalaNitta contro la Meta. Davvero un peccato perchè i ragazzi di Robson hanno messo anche l’anima e hanno dovuto affrontare buona parte del match senza Dalcin, espulso, e Marletta, infortunato.

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LA PARTITA. Tra le novità di giornata c’è l’esordio di Moraes nel quintetto base scelto da Robson insieme a Dalcin, Marletta, Da Costa e Fumes. Catania in difficoltà fin dai primi minuti, con la Meta a controllare il gioco e, soprattutto, il pallone. Nonostante l’inserimento di Morares, i meccanismi rossazzurri ancora non sono rodati. L’avvio è da film horror: in due minuti la Meta trova il doppio vantaggio con Catania incapace di reagire. In rete vanno Musumeci e Vega. Robson prova a dare peso al reparto offensivo con l’ingresso di Buscemi ed è proprio il numero 6 a trovare la rete che rimette in partita Catania, con un tiro dalla distanza non controllato da Tornatore. La partita cambia perchè la Meta non riesce a sfondare come in avvio, mentre Buscemi va ancora vicino al gol dopo un’azione di potenza. Buon momento per Catania che, però, subisce ancora: gol pregevole quello realizzato da Scheleski. Questa volta i rossazzurri non subiscono il colpo, anzi, trovano subito la forza di reagire con Marco Marletta che, in acrobazia, mette a segno il 2 a 3 dopo una respinta del portiere ospite. All’improvviso cambia tutto: Dalcin tocca un pallone con le mani fuori dall’area, l’arbitro estrae il cartellino rosso e Robson è costretto a inserire il giovanissimo Di Franco. Diventa tutto più difficile. In inferiorità numerica Marletta si supera per salvare la porta con Di Franco battuto. L’operazione salvataggio del gol, però, non riesce quando Scheleski decide ancora una volta di fare tutto da solo e mettere a segno il quarto gol per la Meta. Il ritmo della partita cala, ma è ancora la Meta ad avere le migliori occasioni da rete. Il primo tempo finisce 4 a 2 per gli ospiti. Nella ripresa Robson riparte con in quintetto che ha cominciato la partita, ad eccezione di Dalcin espulso. Catania sembra avere un piglio diverso e Moraes in spaccata colpisce la traversa a portiere battuto. Rossazzurri sfortunati: un bolide di Da Costa si stampa sull’incrocio dei pali. Incredibile quello che succede al Palanitta e nessuno può credere che anche la terza conclusione, ancora di Da Costa in due minuti finisca sulla traversa. Le squadre si allungano e la gara vive una fase confusa, fatta di calci e falli. Ne approfitta Catania che accorcia le distanze con Marco Marletta, bravo a spingere di testa in porta una respinta di Tornatore su tiro di Buscemi. Nell’azione, però, il numero 27 rossazzurro si fa male ed è costretto a uscire dal campo. Robson prova la carta del portiere di movimento, con Milluzzo al posto di Di Franco: l’operazione non porta i frutti sperati, se è vero che Vega dalla sua metà campo segna la quinta rete per San Giovanni La Punta. Senza Dalcin, espulso, Catania scopre Gianluca Di Franco che, più di una volta, evita che la partita si trasformi in goleada. Il portiere, però, non può nulla alla conclusione all’angolino di Carmelo Musumeci che regala il sesto gol alla Meta. Sotto di tre a gol a 5 dalla fine Robson schiera ancora una volta il portiere di movimento, ma gli ospiti trovano subito il settimo gol, ancora con Musumeci. Buscemi rende meno amara la sconfitta con la rete del 4 a 7. L’orgoglio rossazzurro esce tutto nei minuti finali e, più di una volta, la Meta si salva in extremis. Nessuno, però, riesce a fermare la splendida semi rovesciata di Daniele Buscemi che vale il quinto gol per Catania e aumenta l’amaro in bocca per l’ennesima occasione sprecata. A 10 secondi dalla fine, Finocchiaro chiude i conti sul definitivo 5 a 8. I tre punti vanno alla Meta, Catania rimane a quota zero in classifica dopo tre partite.

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LE DICHIARAZIONI. Gianluca Di Franco, portiere Catania Calcio a 5: “Sapevamo fosse una partita difficile, ma l’assenza di Marcio si è fatta sentire. Io ho dato il massimo, come del resto tutti i ragazzi. Purtroppo manca anche quel pizzico di fortuna, prendiamo dei gol su errori o solo per episodi sfortunati. Oggi abbiamo preso tre traverse in due minuti. Non dobbiamo demoralizzarci, ma continuare a lavorare sodo come, del resto, abbiamo fatto fin ora”.

Roberto Robson, allenatore Catania Calcio a 5: “Primo tempo molto difficile, nella ripresa abbiamo fatto meglio. I nostri giocatori erano dei guerrieri. Devo dire però che l’arbitraggio è stato maligno. Abbiamo giocato più di dieci minuti con la Meta a 4 falli e gli arbitri non hanno fischiato più. C’è molto amaro in bocca perché la partita si poteva vincere, poteva finire diversamente. Dobbiamo solo lavorare, è l’unico modo per uscire da questo momento difficile”.

Redazione NewSicilia



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