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Messina è perplessa: 200mila euro per la D, ma il tempo stringe. Quale futuro per i giallorossi?

Messina
16 lug 2017 - 12:29

MESSINA - Una notizia che ha spezzato i sogni dei tifosi del Messina, speranzosi di poter prendere parte al prossimo campionato di Serie C.

Il club peloritano non ha rispettato le date di scadenza per regolarizzare tutti gli adempimenti necessari all’iscrizione. Franco Proto e tutto il nuovo organico messinese ha fallito nel suo obiettivo: garantire la Serie C a Messina. 

È chiaro che la scelta di non presentare ricorso non era prevista nemmeno nelle peggiori delle ipotesi. A Messina c’è tanta amarezza per quello che è un club sull’orlo del fallimento. Un impegno molto importante quello preso da Proto, che pur provandoci non è riuscito nell’impresa. I debiti accumulati dai giallorossi negli ultimi anni sono stati ingenti, con una quota vicina ai 3 milioni di euro, senza contare che i calciatori non hanno ricevuto gli stipendi degli ultimi sette mesi. Proto avrebbe provato a cercare qualche imprenditore messinese pronto a pagare le fideiussioni e gli adempimenti richiesti dalla Covisoc, ma i tempi erano troppo stretti e non c’è stata più la possibilità di salvare la squadra. 

L’unica soluzione, al momento, è quella di ripartire da zero: il primo passo sarà quello di rimborsare i soldi degli abbonamenti ai tifosi che avevano deciso di tesserarsi. Poi, ci si adopererà per strutturare un vero e proprio progetto esecutivo, che fino ad oggi non è mai stato definitivo in casa Messina. Le vittime di questa mancata iscrizione sono tutti gli organi messinesi, compresa la città. Chi più ne soffre, ovviamente, sono i tifosi e i calciatori. 

A quanto pare, l’Aic (Associazione italiana calciatori) presenterà l’istanza di garanzia per poter dare ai giocatori del Messina gli stipendi mancanti. La beffa, tuttavia, sta nei tempi di consegna: se è vero che l’istanza prevede il contributo da parte di tutti i 60 club della prossima Serie C, i pagamenti verranno effettuati nel giro di 2/3 anni. È bene per loro, quindi, trovare un’altra sistemazione.

La Serie D sembrerebbe abbordabile, ma allo stesso momento non sarà semplice: sarà compito del sindaco Accorinti sistemare questa situazione in un periodo di tempo molto ridotto. Per iscriversi, bisognerà pagare la tassa d’iscrizione pari a 16.500 euro, la fideiussione da 31mila euro e lo sborso di altri 150mila euro a fondo perduto poiché il Messina verrebbe iscritto come squadra che non ha rispettato gli adempimenti: insomma, 200mila euro.

Il futuro è ancora incerto, ma servirà trovare una soluzione al più presto per tutta la comunità peloritana che intanto scompare dal professionismo e le nuvole sul cielo giallorosso sono sempre più nere, condite da una forte delusione e da un’illusoria speranza portata avanti fino a pochi giorni fa, quando Proto era sicuro di potercela fare.

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Gabriele Paratore



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