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L’amarcord di Lo Monaco: le scoperte che hanno fatto la storia rossazzurra

Gomez
10 giu 2016 - 08:30

CATANIA - Fare delle scelte, specialmente in ambito calcistico, può pagare o meno. In una squadra che ha raggiunto la salvezza all’ultima giornata in uno stadio che non era il proprio, una squadra emergente, è difficile far parlare di sé. Le cosiddette “squadrette”, destinate non al ruolo di outsider ma di retrocesse, sono però quelle che fanno crescere i calciatori. Da quella stagione, dal 2007, inizia questa bella storia: un racconto di talenti sconosciuti, portati da un altro continente e che hanno reso grande il Calcio Catania. 

Pietro Lo Monaco fece questo arrivando fino in Sudamerica per visionare talenti e portarli qui: il più grande è Alejandro “El Papu” Gomez.

Un calciatore dalle qualità indiscusse, acquistato il 28 luglio 2010 dal San Lorenzo per 2,5 milioni di euro. Un’ala sinistra senza eguali, capace di irrompere nell’area di rigore avversaria spaccando in due la difesa. Il piccolo argentino, i tifosi quando lo vedevano urlavano “chistu ie cuttu, però talia comu m’briaca a tutti pari”. Dribbla praticamente chiunque grazie alla sua velocità e rapidità di scelta. Gomez gioca 111 partite tra Serie A e Coppa Italia, per un totale di 8.707 minuti, più di qualsiasi altra squadra nella quale abbia mai giocato. Realizza 18 goal e fornisce 11 assist, la maggior parte decisivi. Calciatore corretto, mai espulso: soltanto qualche semplice ed ingenua ammonizione. 

Gioca prevalentemente come ala sinistra al Catania, soltanto durante qualche partita viene schierato come ala destra, seconda punta e raramente come prima punta. Il calciatore classe ’88 ha fatto centro nei cuori rossazzurri e fa parte delle “stagioni d’oro” etnee: 2010-11, realizzò 4 reti e il Catania chiuse al 13° posto con 46 punti, sotto la guida di Simeone. 2011-12, El Papu si migliorò e ne fece 6 (1 in Coppa Italia contro il Brescia), il Catania stabilì il suo record di punti (48) alla guida di Montella chiudendo all’11° posto. La stagione migliore, il coronamento prima del “fallimento”, fu la successiva (2012-13), dove il 17 mise a segno 7 reti in campionato e 1 in Coppa contro il Sassuolo, la formazione etnea chiuse all’ottavo posto con 56 punti davanti all’Inter, record storico con mister Maran.

A chi segnò Gomez? Alle grandi. 8 dei suoi 18 goal sono stati realizzati contro Napoli, Inter, Juventus, Roma e Lazio. Il goal più spettacolare lo realizzò al Massimino contro l’Atalanta spedendo in rete una sassata da fuori area. Rivediamo le reti del Papu, dalla prima contro il Napoli all’ultima in maglia rossazzurra contro il Pescara.

Gomez è rimasto nel cuore dei tifosi catanesi per le sue giocate, per il suo talento e per la sua professionalità e si augurano di rivederlo, un giorno, calpestare ancora l’erba del Cibali.

Onore a Lo Monaco per averlo scoperto e lanciato in Europa: El Papu infatti è stato vicinissimo al passaggio all’Atletico Madrid. Gomez però voleva giocare la Champions League da protagonista, decise quindi di sbarcare in Ucraina al Metalist Kharkiv, venduto il 2 agosto 2013 alla cospicua cifra di 7 milioni. Per continue tensioni a livello nazionale, l’argentino non ebbe particolare fortuna e, soprattutto, il Metalist venne poi escluso dalla massima competizione europea.

A proposito di vendite: Lo Monaco non guadagnò con il talento di Buenos Aires quello che incassò con un altro calciatore sudamericano, dalle qualità indiscusse anche lui: Jorge Martinez, “El Malaka”. Grazie all’uruguaiano, il Catania incasserà ben 12 milioni dalla Juventus una volta ceduto. La miglior plusvalenza dell’ad etneo, perché venne acquistato dal Nacional (oggi campione in carica in Uruguay) a pochi spiccioli e contribuì alla crescita etnea con le sue 94 presenze e 24 reti. Chi può dimenticare quella domenica di maggio 2008 contro la Roma, quando sotto la stracolma Curva Nord El Malaka mise la palla alle spalle di Doni a pochi minuti dal termine della stagione, regalando il pareggio e la salvezza all’ultimo istante? Oppure la straordinaria serpentina di marzo 2010 che portò al tris contro l’Inter di Josè Mourinho? C’è anche un’altra partita, alla quale però non contribuì soltanto lui.

La ciliegina sulla torta per chiudere “i gioielli di Lo Monaco” è Mariano Izco: signori, questo calciatore venne acquistato 90 mila euro dal Tigre nel 2007, quando militava nella Serie B Argentina. Pian piano entrò negli schemi del Calcio Catania, proponendosi, sputando sangue in campo diventando successivamente capitano dopo l’addio di Biagianti passato al Livorno. Izco di gettoni ne accumula 218 in Serie A e supera Vavassori nella classifica all-Time rossazzurra, diventando il calciatore del Catania con più presenze di tutti i tempi. Poi, dopo la retrocessione in B, passò al Chievo per 3 milioni di euro: venne criticato fortemente, la rabbia rossazzurra si fece sentire, ma è l’unico insieme con Gomez ad essersi affermato maggiormente in Italia, dove gente come Vargas o Martinez stesso ha fallito, continuando a giocare in A con continuità. Fa 7 goal nelle totali 235 presenze, il più significativo che ogni tifoso ricorderà per sempre è quello del dicembre 2009, al Delle Alpi di Torino: Juventus-Catania 1-2. Ecco la partita che decidono loro: Martinez ed Izco. Gomez non c’era ancora, ma è questa la partita d’oro. Eccola qui: dopo 47 anni, il Calcio Catania tornò a vincere a Torino, contro la Vecchia Signora.

Non è certo se questo si ripeterà ancora una volta, ma intanto tutto questo è merito suo, di Pietro Lo Monaco: il Catania è stato grande grazie soprattutto alla sua gestione, chapeau.

Gabriele Paratore



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