Lega Pro

L’Akragas si butta via nei primi venti minuti: ko a Reggio Calabria

Akragas
21 gen 2017 - 18:29

AGRIGENTO – Non c’è la svolta, l’Akragas esce sconfitto dal’”Oreste Granillo” di Reggio Calabria. Finisce 2-1 per i padroni di casa, che riescono ad avere la meglio sui biancazzurri grazie ad una partenza migliore che ha portato le due reti decisive in venti minuti. Inutile il goal di Gomez a 25′ dalla fine.

Questo il 3-5-2 schierato dal tecnico akragantino Di Napoli: Addario; Carillo, Thiago Cazé, Russo; Zanini, Palmiero, Pezzella, Coppola, Sepe; Longo, Cochis.

Nonostante il campo in pessime condizioni la partita è molto divertente sin dai primi secondi, quando l’Akragas ha subito la prima palla goal dopo un minuto con Palmiero: conclusione debole dal limite dell’area facilmente raccolta dal portiere avversario Sala. Due minuti più tardi, al 3′, la Reggina trova il goal del vantaggio: errore in area di rigore di Thiago Cazé, in fase di disimpegno, che si fa rubare palla da Coralli sulla destra e l’attaccante amaranto riesce a servire bene Porcino in mezzo e quest’ultimo è bravo ad insaccare con il piattone nella porta di Addario.

Ospiti che subiscono psicologicamente il vantaggio della Reggina dopo nemmeno 5′, ecco perché i calabresi forzano la mano sempre con Porcino, che si divora un’occasione colossale: minuto 17, Knudsen offre un pallone con il contagocce al suo compagno che però, dopo essersi inserito alle spalle della difesa, non è riuscito a mettere dentro il raddoppio. Poi la forzatura diventa assedio e la squadra di Zeman trova il raddoppio: stavolta è Coralli al 19′ a premiare di testa il cross di Carpentieri da calcio d’angolo. La palla si insacca alle spalle di Addario.

L’Akragas, quindi, ha bisogno di riprendersi ed in fretta. Sotto di due reti, al 35′ avrebbe l’opportunità di riaprire il match, ma Zanini la spreca. A tu per tu con Sala, l’esterno biancoazzurro si fa ipnotizzare dall’estremo difensore locale che è reattivo e riesce ad andare a terra per intercettare il tiro. L’ultima vera emozione del primo tempo è questa, a parte una bordata di sinistro di Cochis al 42′ che finisce in tribuna.

Nella ripresa i ritmi si abbassano vistosamente e per il primo quarto d’ora domina la noia: Di Napoli si gioca le carte Gomez e Riggio che rilevano, rispettivamente, Coppola e Thiago Cazè, autori di una prova insufficiente. Il primo guizzo è di Kosnic su punizione da 30 metri al 48′, palla che si spegne di poco sul fondo alla sinistra di Addario.

Al 64′ gli akragantini riemergono e grazie a Gomez trovano la rete che accorcia le distanze: da 30 metri, punizione non irresistibile dell’attaccante che però viene graziato da Sala, non perfetto sul proprio palo. La squadra di Di Napoli inizia a pressare di più gli amaranto e si fa vedere più spesso nella metà campo avversaria, avendo a che fare però con una Reggina molto nervosa. Gli ultimi minuti sono caratterizzati da un gioco spezzettato da falli e sostituzioni: l’Akragas effettua il suo ultimo cambio all’82′ sostituendo Pezzella con Leveque ma la solfa non cambia e lo scontro salvezza va ai padroni di casa dopo il triplice fischio dell’arbitro, che arriva al 94′.

Una sconfitta che può pesare tantissimo a fine campionato, visto che per la squadra akragantina era fondamentale portare a casa almeno un pareggio. 2-1 il risultato finale: gli uomini di Di Napoli hanno pagato la mancata freddezza sotto porta ed il brutto approccio alla partita.

Con questo punteggio, la classifica sorride alla Reggina che vola a 21 punti fuori dalla zona playout. L’Akragas, invece, è a soli tre punti dall’ultimo posto occupato da Melfi e Catanzaro, entrambe a 17 ma con i giallorossi che hanno ancora una partita da giocare.

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Gabriele Paratore



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