Kick Boxing

La Sicilia nei guantoni di Graziano Falzone: sarà l’unico atleta nostrano ai mondiali di Birmingham. L’INTERVISTA

Graziano Falzone
Graziano Falzone
1 set 2017 - 14:46

CATANIA - Praticamente tutta la vita con la guardia alta e il gancio destro sempre pronto, sempre trionfante e, adesso, con una grande responsabilità sulle spalle.

Graziano Falzone, 26 anni, sarà l’unico siciliano a partecipare al mondiale Ico (International Combat Organization) di kick boxing che si terrà dal 20 al 22 ottobre a Birmingham. Graziano è maestro anche di karate e ha messo su una palestra, l’”Accademia del Combattimento”, che ha messo su anche un team (Falzone, ndr) per poter partecipare a competizioni nazionali e regionali, ottenendo anche dei prestigiosi risultati.

La chiamata di Alessandro Cecchini, presidente della federazione Ico Italia, è stata probabilmente una delle più belle che l’atleta catanese potesse ricevere. Ha raccontato le sue sensazioni e le sue emozioni per Newsicilia.it: “Disputerò il campionato del mondo Ico a Birmingham, in Inghilterra, venendo inserito nella disciplina full contact. Una volta ricevuta la chiamata dal presidente, ho pensato subito ad allenarmi, a prepararmi. Ho avuto i brividi perché è una forte emozione rappresentare la mia terra, la Sicilia. È anche un senso di responsabilità perché voglio portare a casa dei risultati sia come atleta che fa parte della nazionale e sia a livello personale. Ho pensato anche a mio padre, che ha fatto tanto per permettermi di arrivare dove sono adesso, mi impegnerò e cercherò di vincere per dargli le soddisfazioni che merita per i sacrifici che ha fatto per me”.

Il mondiale si disputerà dal 20 al 22 ottobre ma non sono ancora certi gli accoppiamenti: in base al numero e al peso degli atleti, si deciderà chi dovrà affrontare una fase a gironi e chi direttamente quella eliminatoria.

Kick boxing è l’evoluzione del karate, per questa ragione Graziano si è preparato a questa nuova disciplina sin da quando aveva cinque anni: “A quell’età ho iniziato a praticare karate, diventando a 9 anni cintura nera 1/o Dan. Ho proseguito e a 13 anni sono diventato campione italiano di Kumité Shobbuippon, questo è stato il primo riconoscimento della mia carriera. Nel frattempo avevo intrapreso la strada della kick boxing e sono riuscito a realizzarmi anche in questo campo, arrivando primo in Coppa Italia e poi, maggiorenne, campione italiano. Ho scelto di cambiare e di non proseguire con il karate perché amo il contatto fisico, mentre prima praticavo uno sport più statico. A oggi, tutte le gare e i tornei che ho fatto mi hanno sempre portato sul gradino più alto del podio”.

Poi, come in tutti gli atleti, arriva un calo fisico. Per Graziano quel momento è arrivato a 21 anni, quando ha visto nascere sua figlia: “Ero preso da lei, volevo darle attenzioni e le preoccupazioni tra l’altro non mancavano. Da quel momento ho proseguito gli allenamenti ma non a livello agonistico. La mia bambina, comunque, è il mio punto di forza nella vita e io voglio regalarle quante più soddisfazioni possibili affinché possa dire di essere orgogliosa di me”.

Graziano Falzone

In Graziano scatta nuovamente la voglia di fare kick boxing a livello agonistico: è la sua palestra il fulcro principale della sua “rinascita” professionale: “Oggi sono ripartito più forte di prima. I miei allievi del team ‘Falzone’ sono eccezionali. Tra i migliori si è distinto Andrea Cocimano, cinque volte campione regionale e medaglia di bronzo ai campionati italiani di Fight 1, mentre altri ragazzi hanno primeggiato a livello regionale. La voglia di disputare match di un certo livello è ritornata vedendo la loro passione e la loro grinta che riuscivo a trasmettergli. Da lì ho pensato che, avendo ancora l’età per farlo, rimettermi in gioco fosse la cosa giusta. Quindi ho ripreso nuovamente la forma vincendo alcuni incontri preparatori”.

A prepararlo al mondiale un elemento di spicco della categoria, il campione del mondo in carica di kick boxing pro, Piero Maugeri: “Con lui – dice Graziano – ricevo una preparazione completa. Si sta dedicando molto a me e lo fa senza interessi economici, lui mi allena in modo da poter vincere quel mondiale a Birmingham. Punta su di me, questo mi invoglia a fare sempre meglio. Mi alleno quotidianamente due volte al giorno, cerco di spingermi sempre di più alla competizione che affronterò a ottobre”.

Cosa ti aspetti da questo mondiale? Ecco la sua risposta:


Poi, qualche caratteristica personale che risalta la “fame” di eccellere di Falzone: “Non sono una persona superstiziosa e non mi piego alle critiche, è necessario lavorare a più non posso per ottenere dei risultati. Proseguo sulla mia strada, accolgo i consigli altrui ma, alla fine, decido sempre io cosa è il meglio per me. Niente è regalato, senza impegno e sudore non si ha traguardo”.

Commenti

commenti

Gabriele Paratore



© RIPRODUZIONE RISERVATA