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Juve Stabia – Catania 4-0, che partitaccia! Bucolo e Calil inguardabili, ma il peggiore è Rigoli

Juve Stabia - Catania
22 dic 2016 - 20:48

CASTELLAMMARE DI STABIA - Dopo la trasferta del “Romeo Menti”, la nostra redazione attribuisce i voti ai calciatori del Catania, evidenziandone i migliori e i peggiori.

CHI SI SALVA

Russotto 6: sufficienza per l’impegno, anche se il suo voto scende vistosamente rispetto alle precedenti prestazioni. In attacco crea qualcosa nel primo tempo, viene atterrato in occasione del presunto rigore non assegnato al Catania, sull’1-0, poi serve l’assist a Mazzarani che non riesce a riaprire la partita. La sua prima metà di gara è positiva, poi viene ammonito e nella ripresa, per paura che possa perdere la testa, Rigoli lo cambia. 

I FLOP

Bucolo 4,5: Primo tempo da horror per il calciatore etneo. In occasione del primo goal viene saltato da Izzillo, nel secondo se lo dimentica. Non ci sono le marcature, è anche fuori dal gioco. Prima gioca centralmente, poi si sposta a destra, a sinistra, senza risultato. Nella ripresa esce subito. Confuso, impreciso e poco presente: non è la sua serata. Assolutamente.

Calil 4: più gioca male, più il voto scende. Inammissibile che un calciatore della sua portata giochi a calcio in quel modo. In attacco è inesistente, impalpabile, pessimo in termini d’atteggiamento. Non si può aggiungere altro, in quarantacinque minuti è troppo statico. Non ci siamo proprio, fa parte dell’umiliazione generale. Da solo, però, ci mette del suo: quello che mostra è assolutamente negativo. 

GLI ALTRI 

Premettiamo che è stata una pessima partita per tutti: la scelta di sostituire “I top” con “Chi si salva” non è casuale poiché questa gara, conclusa con 4 reti di scarto e in nove uomini, è imperdonabile e non ce n’è per nessuno.

Pisseri 5,5; Di Cecco 5, Gil 5, Bastrini 5,5, Djordjevic 5,5; Scoppa 5, Biagianti 5; Mazzarani 5,5, Barisic 5,5, Di Grazia 5,5, Nava sv.

L’ALLENATORE (IL PEGGIORE)

Pino Rigoli 4: Raccapricciante Catania nei primi 45′. Squadra scesa in campo senza testa e motivazione sin dai minuti iniziali, subendo la rete del vantaggio stabiese. Stavolta a non ripagarlo, oltre a Calil (perché continuare ad insistere su di lui e non su Paolucci o Barisic?), sono Bucolo e Biagianti: il primo regala l’1-0 ad Izzillo facendosi dribblare e si addormenta in occasione del secondo gol, mentre il capitano è poco presente. Dopo i primi 25′, quando il Catania è già sotto di due goal, ci si aspetterebbe un cambio di modulo: non arriva e i rossazzurri soffrono. Entrambe le squadre giocavano con il 4-3-3 e la Juve Stabia aveva nettamente la meglio sia sulle fasce che sull’uno contro uno. Rigoli però decide di non cambiare, né a partita in corso e nemmeno ad inizio ripresa, lasciando gli uomini d’inizio gara. Poi, quattro minuti più tardi, gioca le carte Barisic e Di Grazia ma Gil viene espulso, quindi le cose si complicano ulteriormente. La terza sostituzione, in 10 contro 11, sarebbe dovuta arrivare con l’inserimento di un difensore praticamente subito: il tecnico etneo non è della stessa teoria e la Juve Stabia cala il poker. Nava entra al 67′, quando la partita è già chiusa, e commette il fallo da espulsione per evitare il 5-0. Per il resto non c’è molto da fare, perché il pressing della Juve Stabia è altissimo e i rossazzurri non creano nulla: troppo poco quello fatto vedere dal Catania che, nonostante non sia stato “favorito” dall’arbitro di giornata in alcune occasioni, ha giocato senza cuore e senza orgoglio, lontano anni luce dalla squadra che si esprime davanti ai propri tifosi. Uno scenario troppo brutto per essere vero: durante i tre giorni di preparazione alla partita, evidentemente, qualcosa non è andata per il verso giusto. E in questi casi chi ne paga le conseguenze, non con l’esonero ma con le critiche, è sempre l’allenatore: il Catania, in trasferta, non esiste.

Gabriele Paratore



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