Il Personaggio

Italia-Svezia 1-0: Eder, che goal! Ci manda agli ottavi

Eder
17 giu 2016 - 18:43

L’Italia vince ancora e va agli ottavi.

Una partita stretta di occasioni (come tutte quelle disputate fino ad ora ad Euro 2016) e tattica: le due compagini nel primo tempo si sono equivalse, gli azzurri nella ripresa hanno mostrato qualcosa in più. Ed è bastato.

Conte fa i cambi giusti e sceglie Sturaro, ma soprattutto Zaza, uomo assist di Eder. Escono Pellè, poco incisivo, un buon De Rossi e un ottimo Florenzi. Male invece Thiago Motta. Difesa che dimostra di avere una marcia in più rispetto alle altre squadre, l’unione e la forza del gruppo sono al di sopra della media.

Dobbiamo dire però grazie ad Eder che dopo la sponda di testa di Zaza con una docile giocata si invola in area di rigore, imprendibile, e infila un destro a giro nel sette alle spalle di Isaksson che ricorda la rete di Roberto Baggio alla Bulgaria nella semifinale di Usa ’94 finita 2-1.

Il protagonista di questa partita è lui, Eder Citadin Martins, italo-brasiliano nato a Lauro Müller: il suo goal probabilmente era già scritto, doveva essere oggi, venerdì 17. E lui, il 17 azzurro, non si è fatto attendere. Forse un po’, un goal arrivato praticamente a tempo quasi scaduto che ha fatto impazzire tutta l’Italia. L’oriundo, uno dei tanti, che non è mai stato accettato davvero e che Conte ha voluto lanciare, merito della grandissima stagione con la Sampdoria ai tempi di Sinisa Mihajlovic, uomo di fondamentale importanza per la sua crescita. Poi va all’Inter ma non incide, il suo futuro pare essere in bilico ed il calciatore ha così risposto: “All’Inter non giocavo, lavoravo per l’Europeo. Anche se resto pur sempre un oriundo”.

Aveva 28 anni, 4 mesi e 13 giorni al debutto in azzurro, il 28 marzo 2015. Fino ad ora 12, con questa appena conclusa, le presenze: 5 durante le qualificazioni per l’Europeo, 5 in amichevole e 2 ad Euro 2016. Realizza in totale 3 goal, di cui 2 alle qualificazioni: il primo all’esordio, sempre negli ultimi minuti (87′) durante la sfida contro la Bulgaria terminata 2-2; il secondo lo mette a segno il 10 ottobre in casa dell’Azerbaigian: vittoria per 3-1; la terza rete l’ha messa a segno oggi, nell’unica partita di spessore in cui ha giocato per 90 minuti (anche con Malta giocò entrambi i tempi).

Le critiche al calciatore sono state parecchie e oggi ripaga tutti con il goal che vale la matematica qualificazione agli ottavi di finale: l’Italia è infatti la seconda squadra in ordine di tempo ad aver staccato il pass per la fase ad eliminazione diretta dopo i padroni di casa della Francia, vittoriosi per 2-0 contro l’Albania di De Biasi.

“Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile – ha detto Eder ai microfoni Rai -, tutte le partite di questo europeo lo sono. Noi siamo andati meglio nel secondo tempo. La difficoltà del calcio moderno è che tutti sanno stare bene in campo”.

Sul suo goal: “È frutto di tanta fatica e sacrificio, conta di più la vittoria della squadra e la qualificazione agli ottavi. Abbiamo messo tutto in campo, il nostro mister ci dice di non avere mai rimpianti quando usciamo da qui ed è questa la filosofia di gioco che mostriamo quando giochiamo al calcio”

Vittoria di sacrificio, di cattiveria, di un’Italia che ha vinto anche questa partita “sporca”, sfatando il tabù delle seconde giornate in una competizione ufficiale: un esempio i mondiali 2006 (1-1 contro gli USA), 2010 (1-1 contro la Nuova Zelanda) e 2014 (0-1 contro Costa Rica). Gli azzurri convincono più degli altri e, principalmente, hanno fiducia in loro stessi.

Così come Eder, mai rinunciatario e che oggi ha fatto gioire una nazione intera.

C’è ancora una terza partita da giocare, contro l’Irlanda, che sia la volta buona per fare 3 su 3?

Gabriele Paratore



© RIPRODUZIONE RISERVATA