Calcio

Dopo la sconfitta di Udine, sembra calare definitivamente il sipario sulla Serie A per il Palermo

palermo
20 mar 2017 - 08:59

PALERMO - Ormai nessuno crede più nelle speranze di salvezza del Palermo. Quella vista ieri ad Udine sembra essere stata la partita della resa, anche se lo svantaggio rispetto all’Empoli è rimasto immutato.

Ma la squadra vista alla Dacia Arena, o meglio la squadra vista nel secondo tempo alla Dacia Arena, non consente di nutrire neanche una minima speranza di evitare la retrocessione.

L’inizio partita, come spesso avvenuto in questa tribolata e disgraziata stagione, è stato confortante ed illusorio. Subito in vantaggio per merito di Sallai, alla prima marcatura in maglia rosanero, il Palermo aveva mostrato impegno e determinazione, riuscendo a soffocare la reazione dell’Udinese e manovrando con padronanza e geometria il gioco. La presenza di Diamanti, in campofin dal primo minuto, aveva elevato il tasso tecnico della squadra e il ritorno alla difesa a tre sembrava aver dato più peso al settore difensivo, capace di controbattere con attenzione agli attacchi avversari. Addirittura c’era pure da recriminare su un rigore non assegnato subito dopo il fischio d’inizio per un fallo di mano su tiro in porta di Nestorovski. Tanti saranno stati i  tifosi rosanero ad aver  pensato che, se al posto del rosa sulle maglie dei loro beniamini ci fosse stato il bianco, probabilmente il rigore sarebbe stato assegnato.

Ma la rete di Sallai aveva fatto dimenticare anche quell’episodio, tanto importante era essere passati in vantaggio sapendo che l’Empoli, nella partita delle 12 e 30 contro il Napoli, aveva perso in casa per 2 a 3.

E invece, poco prima della fine del primo tempo, Thereau aveva trovato lo spiraglio giusto da fuori area per trafiggere il rientrante Posavec e per far crollare il castello di illusioni costruito sul gol di Sallai.

Il Palermo entrato in campo nel secondo tempo è stato imbarazzante. Distratti in difesa, addirittura immobili in più occasioni, i rosanero hanno dato ampio spazio al campionario di obbrobri visto tante volte in stagione. Ancora una volta si sono visti i limiti della squadra sulle palle inattive, ancora una volta al primo gol degli avversari gli uomini di Diego Lopez sono crollati fisicamente e psicologicamente. A farne le spese della fragilità emotiva dei rosa è stato Diamanti, dapprima migliore in campo e poi espulso con rosso diretto per un colpo rifilato a De Paul in pieno viso. Maresca, arbitro dell’incontro, è sembrato nell’occasione eccessivamente severo, ma l’azione del fantasista rosanero ha denotato uno stato di frustrazione palpabile.

Diego Lopez, dopo il secondo gol dell’Udinese, aveva tentato di ridare vigore alla squadra tornando alla difesa a quattro, inserendo Pezzella e Balogh al posto di Aleesami e Cionek, ma i risultati sono stati ancora più devastanti.

Dopo aver accennato ai disastri difensivi, dei quali questa volta Posavec è stato il meno responsabile in quanto sottoposto ad una sorta di tiro al bersaglio, non si può sottacere l’evanescenza del centrocampo, con Chochev ancora una volta a vagare per il campo senza costrutto, e degli esterni offensivi. E l’impegno, riscontrato in termini di energie profuse dai rosanero, acuisce il disappunto e fa piazza pulita delle residue illusioni: il Palermo non fa risultato malgrado i suoi giocatori diano l’anima in campo!

E di quanto siano ormai flebili le speranze di salvezza viene testimoniato dai numeri: l’Empoli ha perso le ultime sei partite disputate e contemporaneamente il Palermo ha conquistato un solo punto! Troppo poco per pensare ad una rimonta con l’organico a disposizione.

Tanto vale rassegnarsi alla retrocessione e cominciare a programmare gli interventi per un’immediata risalita.

E mentre si ricomincia a parlare di cambio alla guida tecnica con Ballardini ancora una volta contattato da Zamparini, così riferisce il “Giornale di Sicilia” oggi in edicola, ai tifosi rosanero non rimane che sperare che gli obiettivi di rinascita che il neo presidente Paul Baccaglini sembra voler perseguire, finora solo a parole, in futuro si avverino con i fatti.

Pietro D’Alessandro

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Redazione NewSicilia



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