Calcio

Dopo il pareggio al Meazza, il Palermo di Ballardini guarda al futuro con più serenità

pa
29 ago 2016 - 16:16

PALERMO - Dopo una partita combattuta con umiltà e spirito di sacrificio, il Palermo è riuscito a strappare un pareggio all’Inter uscendo indenne dal Meazza. Contro tutte le previsioni della vigilia che la davano per spacciata, la squadra rosanero ha rischiato pure di vincere, essendo stata per 24 minuti in vantaggio per merito di Andrea Rispoli, che era riuscito al 3° minuto del secondo tempo a beffare Handanovic con un tiro da fuori area deviato in maniera decisiva da Santon. Il gol di Icardi al 27° aveva ristabilito l’equilibrio e sancito il risultato finale di 1 a 1.

Gran parte del merito del punto conquistato, importante per la classifica, ma ancor di più per il morale, è di Davide Ballardini, che, tra tante difficoltà e con una rosa ancora incompleta, è riuscito a schierare una squadra capace con il cuore e con la determinazione di praticare un gioco essenziale, ma pulito, fatto di attente chiusure difensive e immediati tentativi di ripartenze. È piaciuta dei rosa la voglia non solo di difendersi, ma anche di costruire gioco.

Che il Palermo fosse sceso in campo senza timori reverenziali si era visto già al 7° minuto quando Goldaniga aveva fallito un’ottima occasione da gol su imbeccata di Hiljemark. Proprio lo svedese merita un applauso per essere riuscito finalmente a razionalizzare il suo moto perpetuo. In un centrocampo a tre ha avuto più possibilità di fraseggio con i compagni e meno responsabilità. L’intesa con Gazzi, tenace lottatore di esperienza, ha già raggiunto buoni livelli e lascia ben sperare per il futuro. Gli esterni sono stati due punti di forza del Palermo di ieri. Sia Rispoli, al quale va il merito del gol del momentaneo vantaggio dei rosanero, sia Aleesami sono stati attenti nella fase difensiva e propositivi sulle fasce. È chiaro che non sono stati solo rose e fiori: Ballardini dovrà registrare meglio il posizionamento della difesa sui cross degli avversari, che in merito hanno avuto vita facile e con un colpo di testa sono riusciti a pareggiare e con altri colpi di testa hanno sfiorato tante volte il gol. In avanti la necessità di un attaccante capace di concretizzare il gioco offensivo è apparsa evidente. Nestorovski, del quale si è apprezzato l’impegno, non è mai riuscito ad inquadrare la porta avversaria, così come Balogh, che lo ha sostituito al 31° del secondo tempo. Il giovane ungherese è apparso spaesato prima di essere steso da una gomitata di D’ambrosio, che lo ha costretto nei minuti di recupero ad uscire anzitempo dal campo. Di contro Quaison, nella nuova posizione di rifinitore dietro l’unica punta, è apparso più incisivo e si è reso protagonista di diversi spunti efficaci, prima di essere costretto ad uscire al 10° del secondo tempo per un sospetto stiramento. Al suo posto è subentrato Sallai, che, senza essere stato protagonista di numeri di rilievo, ancora una volta ha dimostrato di avere personalità.

L’Inter, apparsa lenta e sconclusionata ad inizio partita, ha subito il gioco del Palermo fino al 30°. Solo allora si è svegliata ed è riuscita a essere pericolosa (è del 32° il salvataggio sulla linea di Andelkovic su tiro di Medel). Nel secondo tempo, dopo essere passata in svantaggio, ha aspettato l’ingresso di Candreva al 23° per aggredire i rosanero. Anche Frank De Boer dovrà lavorare parecchio per migliorare il gioco dei nerazzurri e gli arrivi di Gabigol e di Joao Mario gli agevoleranno il compito.

Il Palermo non ha sicuramente risolto tutti i suoi problemi, ma ha dato prova di poter giocare ad armi pari con squadre ben più attrezzate dal punto di vista tecnico e con altri obiettivi rispetto ai suoi. Aspettando gli inserimenti di Bruno Henrique e di Alessandro Diamanti e con l’ingaggio di un attaccante di ruolo, dopo la partita di ieri la salvezza non sembra più una chimera.

Pietro D’Alessandro

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA