Calcio

Citro sempre prolifico: le pagelle di Trapani – Pescara

Pagelle Trapani Pescara
10 giu 2016 - 00:47

TRAPANI - Queste le pagelle del Trapani dopo il pareggio per 1 a 1 nella gara di ritorno della finale playoff.

Nicolas 6: compie tre/quattro interventi miracolosi. Peccato non sia stato reattivo in occasione del gol da centrocampo di Verre, tardando a rientrare tra i pali. Disattenzione decisiva che rende vani i precedenti salvataggi.

Perticone 6: il più sicuro oggi tra i tre centrali. Anche in inferiorità numerica fa valere il suo strapotere fisico contrastando efficacemente le offensive pescaresi.

Pagliarulo 6: duro fino alla fine, limita Lapadula con la sua esperienza.

Scognamiglio 4: sul risultato di 1 a 1, stende Lapadula, da ultimo uomo, rosso diretto e fine del match.

Fazio 5: meno dinamico del solito. Sbaglia troppi controlli e passaggi, anche semplici. (Dal 51′ Barillà 6: entra in totale trance agonistica. Poco lucido ma mette in campo tutto se stesso).

Eramo 4,5: non è il giocatore che ha trascinato il Trapani fino alla finale playoff. Lento, timido e fatica a recuperare quei palloni che tanto sarebbero serviti ai suoi. Spaesato. (Dal 71′ Montalto 5,5: il suo ingresso non riesce a cambiare l’inerzia di una gara ormai decisa).

Nizzetto 6,5: la mediana dei siciliani per la prossima stagione dovrà essere ricostruita attorno a lui e al suo modo di interpretare le gare. Non molla mai. (Dal 72′ Ciaramitaro s.v.).

Coronado 6: tra i migliori nel primo tempo sparisce nella ripresa (ma per colpe non solo sue).

Rizzato 6: prova a spingere fino a quando la partita è in bilico. Dal l’espulsione in poi crolla psicologicamente come il resto della squadra.

Citro 7: uno stantuffo inesauribile. Corre, gestisce palloni, segna e sfiora pure il raddoppio. Determinante per il gioco di mister Cosmi.

Petkovic 6: peccato abbia disputato le finali playoff in questo precario stato fisico. Costretto a giocare da fermo, appare lento e impacciato, ma, nonostante ciò, gran parte delle manovre d’attacco trapanesi passano da lui.

Alberto Macchi



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