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La chance per Mbodj e la duttilità di Nava: Catania, ecco i tuoi difensori classe ’94

In alto David Mbodj (21), in basso Valerio Nava (22)
In alto David Mbodj (21), in basso Valerio Nava (22)
16 lug 2016 - 17:55

CATANIA – Oggi, nella sala Vincenzo Bellini del Palazzo degli Elefanti, il Calcio Catania ha presentato al completo lo staff tecnico e l’organico che poi ha effettuato la prima giornata di ritiro a Torre del Grifo. 

Senza indiscrezioni del giorno precedente però, durante la presentazione della squadra, è sbucato fuori il nome del terzino Valerio Nava, cresciuto nel vivaio dell’Atalanta. Il calciatore di Calcinate, alto quasi due metri (“Lo stallone”, soprannominato da Lo Monaco), è un classe ’94 di 22 anni già compiuti.

Atalanta, Novara, Carpi, Spal, Ascoli e infine Cittadella: ecco le squadre con le quali Nava ha giocato tra Primavera, Lega Pro e Serie B. Con il Carpi gioca appena un minuto in B, trasferendosi in prestito alla Spal, dove chiude quattordicesimo. Poi, questa stagione, la inizia con l’Ascoli che lo acquista a titolo definitivo. Gioca 6 partite e fornisce un assist vincente. Nella seconda parte di stagione, da gennaio in poi, viene girato in prestito al Cittadella e raggiunge la promozione in Serie B disputando 11 match.

È un terzino completo che non preferisce una delle due fasi di gioco, ripiega e spinge molto. In realtà Nava è stato impiegato fino ad oggi come terzino sinistro, ma la sua fascia naturale è la destra. Cerca continuità e vuole consacrarsi, ma dovrà avere a che fare anche con Tino Parisi: i due si giocheranno allenamento dopo allenamento un posto da titolare. Ecco perchè il bergamasco dovrà lavorare duro, come tutti i calciatori rossazzurri, per ritagliarsi uno spazio nell’undici di Pino Rigoli.

L’altro calciatore per la prima volta visibile agli occhi della stampa e del popolo rossazzurro è David Mbodj, difensore centrale ex Pescara. La sua è una storia particolare, ricostruita dal portale web Pescara Sport 24: nasce il 15 settembre del ’94 a Dakar, la capitale del Senegal, ed è il più piccolo della famiglia. A calcio gioca per divertirsi, per liberare un po’ la mente, proprio perchè la sua priorità era quella di lavorare e aiutare i suoi cari. Fa di tutto, idraulico, muratore e tutti i lavori duri pur essendo molto piccolo.

Come capita spesso, un talent scout lo scopre portandolo in Toscana, vicino a Grosseto. Un periodo molto difficile per il ragazzo, soprattutto perchè non sapeva come comunicare non conoscendo una parola italiana. Ciò che sapeva era che il campo distava tre stazioni dalla sua fermata per tornare a casa. Dopo tre giorni, per David le cose si complicano: al ritorno dall’allenamento, non c’era nessuno ad aspettarlo. Si ritrovò improvvisamente solo, senza soldi, senza tetto, nessun vestito, soltanto tanta tristezza e confusione.

Arriva in un modo o in un altro alla stazione Termini di Roma, dove trova il primo briciolo di umanità. Un connazionale lo indirizza verso la comunità senegalese di Montesilvano-Pescara ed entra in scena Celestino Natale, da anni nel sociale: per due anni è in suo affidamento dal Tribunale dei Minori. David assume il cognome Natale, diventando a tutti gli effetti il figlio di Celestino e della moglie, facendosi amare anche come fratellone maggiore dai figli della famiglia Natale.

Poi viene accolto in un’altra famiglia, stavolta calcistica: il Delfino Pescara. Nel 2013, l’ultima giornata di campionato, esordisce in A contro la Fiorentina giocando otto minuti una partita poi persa dai biancoazzurri in casa per 5-1, ma a Mbodj importava relativamente: aveva coronato il suo sogno.

Oltre al Pescara ha giocato in D con il San Nicolò e nell’ultima stagione con il Derthona.

Adesso la chance per lui al Catania, per dimostrare le sue qualità tecniche in parte sconosciute, e per contribuire, insieme anche con il neo acquisto Nava, a quella che per i rossazzurri dovrà essere la “stagione della rinascita”.

Gabriele Paratore



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