Manifestazione

C’era una volta il trofeo Sant’Agata…

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3 feb 2015 - 12:50

CATANIA - E neanche per quest’anno ci sarà il trofeo Sant’Agata. Nel 2011 l’ultima edizione poi calma piatta perché la regione non ha più elargito fondi per questa manifestazione e tanto meno pagato il contributo deliberato proprio per l’ultima gara organizzata. 

Più corrida che mai la corsa della Patrona di Catania. Tutta la gara si è svolta sfidando la legge dell’impenetrabilità dei corpi, tanta era la calca in corso Sicilia, rigorosamente privo di transenne. I vigili urbani motociclisti sfrecciavano davanti agli atleti, così la gente si scansava”. Queste parole, tratte da un trafiletto della Gazzetta dello Sport, celebrarono uno degli eventi sportivi più sentiti del sud Italia: il trofeo Sant’Agata.

Oltre mezzo secolo di vita per questa splendida manifestazione sportiva, in grado di riunire migliaia di persone e che ha visto partecipanti provenienti da tutto il mondo.

Un’idea nata dalla mente di Marco Mannisi, presidente della Libertas Catania, che, ispirandosi al ben più antico “Giro di Catania”, volle, nel 1960, coniugare lo sport, ed in particolar modo l’attività podistica, con l’antichissima tradizione delle feste Agatine.

Una gara che, dal 1960 al 1965, venne disputata in notturna, durante “a sira o tri”, partendo da piazza Duomo e salendo per via Plebiscito, attraverso i quartieri popolari, per poi allungarsi verso la Catania bene e ritornare, infine, in piazza Duomo, lasciandosi alle spalle la “Civita”, quartiere caratteristico, decantato da poeti e attori.

Numerosi i campioni dell’atletica italiana che vi presero parte in più edizioni come il fondista sardo Antonio Ambu, diventato un beniamino dei catanesi grazie alle sue sei partecipazioni e alle tre vittorie, o Giuseppe Ardizzone, uno dei più grandi atleti che la Sicilia abbia mai regalato al panorama dello sport nazionale ed internazionale, ed, ancora, Stefano Baldini, vincitore dell’oro olimpico ad Atene 2004,

Questi cercarono e riuscirono, nell’impresa di scalzare dal podio, i molteplici atleti stranieri che, dal 1966, li vide dominatori in moltissime occasioni. Tra questi spiccarono gli atleti africani, noti per le grandi attitudini nelle discipline podistiche, tanto da assegnare al Kenya, il primato come nazione più volte vincitrice (dieci vittorie su quarantadue).

Una gara così importante per il popolo catanese, tanto da interromperla solo in quattro occasioni, ovvero nel 1968 per il terremoto nel Belice, nel 1991 a causa della guerra del golfo, nel 1993 per mancanza di contributi e nel 2007, per commemorare la memoria dell’ispettore Raciti, tragicamente scomparso durante il famigerato derby di Sicilia di quello stesso anno.

Tuttavia, col passare degli anni, qualcosa comincia ad incrinarsi. Dalla classica data di svolgimento, avvenuta sempre durante “a sira o tri”, nel 2010, la gara si tenne il 31 Gennaio, in modo da anticipare il riversamento del popolo catanese nelle strade del centro cittadino per le feste agatine, per essere, poi, nel 2011, anno dell’ultima edizione, posticipata al 17 Agosto per “Sant’Aita di menzaustu”. 

Ai catanesi rimane solo il ricordo di questo evento che, tra folklore e religiosità, ha, per quasi mezzo secolo, acceso  lo spirito sportivo del popolo etneo.

Giuseppe Correnti – Michelangelo Granata

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Redazione NewSicilia



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