Calcio

La cavalcata del Trapani, quando un sogno può diventare realtÀ

Trapani
25 apr 2016 - 16:14

TRAPANI - Era il 13 febbraio scorso quando il Trapani di Serse Cosmi tracollò per 4-0 contro l’Entella, al Comunale di Chiavari.

Una bruciante sconfitta che portò il Trapani al 13esimo posto con soli 33 punti dopo 26 giornate, a -5 dalla zona play out. C’era sconforto in casa granata, Cosmi era addirittura a rischio.

Perché partire da qui? Perché da quel 13 febbraio il Trapani ha riacceso il motore mettendo il turbo e viaggiando ad alta, altissima velocità.

La successiva partita, a Perugia, viene vinta per 2-0; pareggio interno con la Salernitana (1-1) e un’altra vittoria in trasferta a Pescara (1-2), poi successivo pareggio al Provinciale contro il Cagliari allora capolista del torneo cadetto (2-2).

4 partite che hanno spianato la strada all’undici di Serse Cosmi che ha ingranato l’ottava: una serie di vittorie iniziata a Vicenza e che sabato scorso, fino ad ora e in ordine di tempo, ha castigato anche il Cesena.

Sono vittorie di un gruppo che non si è mai disunito, che ha capito la vera essenza del calcio: il gioco di squadra, la passione, la voglia di riscatto. Il calcio, a volte, è poesia e i calciatori con addosso la maglia granata sono gli artisti di questo grande capolavoro, che però deve essere finito in bellezza.

Splendida, davvero, la forma fisica e mentale di tutta la squadra in questo periodo, lo dimostrano lo score e le prestazioni di sostanza di Pasquale Fazio (2 dei suoi 3 gol sono stati realizzati in questa parte di stagione), la grandissima vena realizzativa di Bruno Petkovic con i suoi 4 gol, in prestito da gennaio con diritto di riscatto a 300 mila euro, il sacrificio di Pagliarulo, anche lui con un ottimo fiuto del gol (3 delle sue 4 reti le ha realizzate proprio in questo periodo), il match winner di Pescara Mirko Eramo. Poi ci sono Nicola Citro, capocannoniere della squadra con 12 reti, e Gennaro Scognamiglio, uomo a tutto campo promosso sempre a pieni voti: sono tutti loro i punti fermi di questo Trapani condotto dal guerriero Serse Cosmi, tecnico carismatico e autoritario.

Vediamo un po’ come è cambiato il Trapani: il filotto di dodici risultati utili consecutivi è frutto di 10 vittorie e 2 pareggi, di 24 reti segnate (in media 2 a partita) e di 12 subite (media 1 a partita), è la seconda squadra meno battuta del campionato, insieme con Cagliari e Spezia, con 9 sconfitte stagionali dietro soltanto al Crotone (5): 32 punti negli ultimi dodici match, praticamente gli stessi conquistati nelle 26 giornate precedenti.

Le 8 vittorie del Trapani

Adesso i granata occupano la terza piazza della graduatoria con 65 punti, senza condividerla con nessuno, a + 1 su Pescara e Bari: un risultato totalmente inimmaginabile due mesi fa.

Mancano soltanto 4 partite prima di tagliare il traguardo, puntare alla promozione diretta è veramente complicato nonostante l’aritmetica dica l’opposto: vincendole tutte infatti il Trapani arriverebbe ai 77 punti attuali del Crotone, sperando in diversi passi falsi da parte del Cagliari. Arrivare terzi però non è più impossibile, partecipare ai play off è invece cosa certa.

Per arrivare alla nona vittoria consecutiva, impresa mai riuscita a nessuna squadra di B, il Trapani avrà un’altra sfida al Provinciale contro l’ostico Novara di Baroni, ottavo in classifica e in piena bagarre per restare appaiato alla zona play off; poi Pro Vercelli fuori, la capolista Crotone in casa e big match all’ultima giornata a Bari. Un calendario impegnativo per la forza degli avversari ma, ad esempio, il Crotone potrebbe arrivare al Provinciale già con la certezza di giocare nella massima serie e lasciare quindi qualche punto: soprattutto però i tifosi granata sono il dodicesimo uomo che riesce sempre a spingere la squadra, con una costanza che ha reso il campo del Provinciale quasi inespugnabile.

Il Trapani ha lottato fino a qui e continuerà a farlo, anzi deve, perché il calcio è forza e passionalità. Quel cuore che gli uomini di Cosmi metteranno in campo, con un sogno che non è più nel cassetto.

Un sogno che adesso può diventare realtà e che si chiama “Serie A”.

Gabriele Paratore



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