Calcio

Il Catanzaro di Zavettieri: Catania, bisogna sfruttare i momenti

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11 nov 2016 - 16:16

CATANIA - Dopo il confortante pareggio di Foggia, il Catania e la Lega Pro non si fermano per la sosta nazionale e andranno di scena con la tredicesima giornata di questo avvincente campionato.

I rossazzurri giocheranno al Massimino, dove nelle ultime 3 partite il Catania ha sempre vinto, e ospite sarà il Catanzaro di Nunzio Zavettieri, ex L’Aquila e Juve Stabia. Ecco un approfondimento sul campionato dei giallorossi, curiosità e precedenti con gli etnei.

IL CAMPIONATO - La squadra del presidente Cosentino non ha avuto molta fortuna con gli allenatori: Alessandro Erra viene subito cacciato e al suo posto arriva Giulio Spader. Dura appena 21 giorni e viene rilevato da Mario Somma, con qualche panchina anche in B. Il derby d’esordio contro il Cosenza in casa è una figuraccia: 0-3. Poi arriva un’altra sconfitta, alla seconda giornata e ancora più inaspettata, quella a Francavilla contro la Virtus con un secco 1-0. Il Catanzaro si trova senza punti dopo due giornate, poi però arriva la vittoria con la Fidelis Andria in casa (3-0), prima di crollare per tre volte di fila (una a Lecce e due in casa, consecutive, contro Paganese e Messina). Ad Agrigento c’è uno scialbo e poco proficuo 0-0, fino ad arrivare al 9 ottobre (data dell’ultima vittoria delle aquile in campionato) contro il Taranto: una bella prova che viene condita da un incoraggiante 3-1. Il 16 ottobre, però, a Matera arriva un’altra roboante sconfitta per 4-0 e proprio 4 giorni dopo Somma viene mandato via. Arriva Zavettieri e con lui, finora, il Catanzaro non ha mai vinto: solo due 2-2 consecutivi in casa contro il Melfi e a Monopoli, poi nuovamente tra le mura amiche la Juve Stabia si impose per 2-0. Il tutto decreta quindi che il Catanzaro si trova al diciannovesimo posto, quindi penultimo, a 9 punti frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte. La zona salvezza dista 3 punti, quelli che servirebbero al Catania per trovare la serenità. Infatti, il Catanzaro non ha mai vinto in trasferta, accumulando soltanto 2 pareggi e 3 sconfitte. Fuori casa, tra l’altro, i calabresi sono riusciti a sbloccarsi proprio durante l’ultima trasferta a Monopoli: solo 2 gol fatti, rimasti a secco contro Francavilla, Lecce, Akragas e Matera. Quelli subiti sono invece 10, con media di 2 a partita. I “goleador” del Catanzaro sono Di Bari e Giuseppe Giovinco, fratello del più celebre Sebastian. Entrambi hanno realizzato due gol a testa ma tutti in casa. In trasferta, infatti, le reti sono di Sarao e Basrak: entrambe a Monopoli.

CURIOSITÀ E GIOCO – Capitolo allenatori: ci sono dei precedenti tra Rigoli ed il Catanzaro. L’ultimo risale alla scorsa stagione, quando al “Ceravolo” il suo ex Akragas ebbe la meglio per 1-0. Quella rete, forse per segno del destino o momento di forma positivo, la mise a segno Andrea Di Grazia, anche lui oggi sotto le pendici dell’Etna. Il tecnico delle aquile Zavettieri, invece, ha fronteggiato il Catania per due volte, entrambe nel campionato precedente quando allenava la Juve Stabia: 2-1 a Castellammare per le vespe, 1-1 al Massimino. Il centrocampo del Catanzaro è molto compatto ma tende a disunirsi quando la pressione degli avversari è più insistente. Carcione detta il gioco, Icardi e Maita a sostenerlo insieme con Baccolo: a quest’ultimo il compito di assist man per la coppia d’attacco Giovinco-Campagna, con il primo punto fermo di Zavettieri nonché miglior realizzatore della squadra finora in compagnia di Di Bari. Tavares, arrivato ques’estate dal Messina, è finito col diventare riserva e sta deludendo anche a causa del momento poco felice dell’attacco e per chi serve i centravanti: non c’è profondità e lucidità al momento dell’ultimo passaggio. Il gioco in mezzo al campo è poco proficuo, si gestisce la palla superficialmente e molte volte la manovra è macchinosa. Una volta in svantaggio, rimontare diventa complicato. Tra i pali, Grandi è un profilo interessante ma dev’essere più reattivo. Il fattore “X” può essere la fascia destra, dove partono le azioni più pericolose ed è sempre costante. Un gioco veloce, in verticale e sulle fasce (specie la sinistra dove il terzino Patti è in calo), potrebbe risultare vincente la caparbietà nel saltare l’uomo di Di Grazia e anche di Piscitella.

I PRECEDENTI -  Sono ben 18 gli incontri tra Catania e Catanzaro al “Massimino”, con netta prevalenza etnea: 12 vittorie e 4 pareggi, accompagnati da 2 sconfitte. Queste ultime sono arrivate l’1 ottobre 1967, netto 1-3, e nell’aprile 1975, secco 0-1. Quando rossazzurri e giallorossi hanno concluso il loro match con un pareggio, ed è successo per quattro volte, due sono stati i risultati: 2-2 (settembre 1969 e ottobre 1997) e 0-0 (febbraio 1976 e gennaio 1999). Il primo confronto in assoluto fu il 28 novembre 1948, quando il Catania vinse per 2-0 grazie alla doppietta di Gaggiotti, poi 6 successi per 1-0 (1960, 1968, 1972, 1985, 1990, 1996). La partita più rocambolesca è datata 8 settembre 1996, in Serie C2, quando le due compagini si diedero battaglia con un pazzesco 4-3: vantaggio ospite con Polidori, poi la prima rimonta rossazzurra con le reti di D’Aviri e D’Isidoro. Nella ripresa arriva il controsorpasso calabrese con la doppietta di Vanzetto e ancora rimonta, la seconda, del Catania grazie a Pannitteri e Grillo (all’88′). Nella stagione della promozione in A (2005-06), il Catania si impose per 3-0 confezionato dalla doppietta di Spinesi e dalla rete di Mascara. Devono passare quasi 10 anni prima di rivedere in campo la “Classica del Sud”: la partita a cui, lo scorso anno, accorsero più tifosi. 11.845 totali, spettacolare vittoria per 4-1, reti di Calderini, Calil, Musacci e Falcone: 3/4 di loro sono andati altrove. Insomma, le precedenti sfide tra Catania e Catanzaro danno ragione agli etnei con 40 punti conquistati su 46. Le reti fatte sono 28, quelle subite 13.

Gabriele Paratore



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