Calcio

Catania, una vittoria dai mille significati

foto presa da NewsCatania.com
foto presa da NewsCatania.com
24 ott 2016 - 10:08

CATANIA - Una vittoria bellissima.

Il Catania è riuscito ad imporsi sulla capolista, rifilandogli due gol e attribuendo a sé stesso il riconoscimento (seppur momentaneo) di miglior difesa del torneo con 6 gol subiti e la seconda di tutta la Lega Pro al pari con l’Alessandria. Meglio ha fatto soltanto la Viterbese con 4.

Al Massimino le due squadre hanno giocato alla pari, come ci si immaginava, poiché l’organico a disposizione è davvero fuori categoria: Rigoli contro Padalino, la sfida l’ha vinta il primo con una buona gestione della gara, con una difesa che è stata promossa nonostante alcune occasioni concesse, con un centrocampo solido e con un Andrea Di Grazia ed un Matteo Pisseri in più.

È solo lui, quel numero 23, ad essere in forma nel reparto d’attacco. Sono 4 gol in tre partite e tutte le reti messe a segno hanno la loro particolarità. Matteo invece è sembrato ispirato, così come tutte le volte in cui ha giocato in porta: riflessi decisivi, personalità imponente e un tempo d’uscita perfetto. L’esperimento di Rigoli, quello di mettere Di Cecco come terzino di spinta, ha funzionato alla grande: l’ex Lanciano ha lottato, ha corso, si è sacrificato sia avanti che dietro e, come ha detto nella conferenza post partita, ha tenuto Torromino chiuso in gabbia sin dal primo minuto. Il calciatore giallorosso è risultato anche tra i peggiori in campo.

Il tecnico degli etnei ha avuto le risposte che cercava dal gruppo, risposte che in realtà non gli sono mai mancate ma di cui ne aveva profondamente bisogno ieri perché i risultati sperati non erano arrivati. Contento di tutti, tranne di chi critica: “Freddo e distaccato da loro”, ha dichiarato. Un po’ di fortuna per sbloccare la partita ci voleva e la dea bendata ha giocato a favore del Catania: tiro sporco di Silva e gol. Bleve immobile e preso contro tempo da una conclusione non proprio delle migliori. Anche lo stesso brasiliano ha ammesso di aver calciato “proprio di m***a, quello che conta, però, è il risultato”.

Poi c’è la rete di Di Grazia: il pallone viene recuperato a centrocampo, lancio dritto per lui che corre, punta l’uomo, non lo salta del tutto ma lo punisce, così come il portiere, con un diagonale imparabile. La corsa sotto la Curva Nord ha qualcosa di profondamente romantico e magico: si toglie la maglia, va fino in fondo, si prende i tifosi. Un momento unico, per un ragazzo che continua a stupire.

L’unica pecca di questa sfida è stata, ancora una volta, la punta centrale. In questo caso, il ‘colpevole’ è Caetano Calil: pessima la sua prestazione, come abbiamo sottolineato ieri, e al momento sembra proprio non essere d’utilità al Catania con un eccesso di superficialità mischiato al mancato senso di profondità e sacrificio che dev’essere sempre presente negli uomini schierati da Rigoli.

A prescindere da questo, però, sono tre punti che fanno alzare almeno del doppio il morale del Catania ma soprattutto i rossazzurri hanno abbandonato l’ultimo posto in classifica, portandosi a quota 8 superando Melfi e Siracusa, rispettivamente a 6 e 7 punti. Adesso la zona playoff è a -4, posizione occupata dalla Fidelis Andria a 12, in compagnia dell’Akragas e della Casertana.

Sempre in termini di graduatoria, il Catania ha riaperto il discorso per il primo posto: con la sconfitta del Lecce e le rispettive vittorie di Foggia, Juve Stabia e Matera ci sono 4 squadre in 2 punti. Un campionato che si fa ancora più avvincente dopo la prima metà del girone d’andata.

Una vittoria che ha certamente fatto piacere ai tifosi sui social: “a cassata m’arruau finu all’unghia ro peri” è una delle frasi che racchiude tutta l’estasi per questo successo degli etnei. L’unica cosa che si chiede è la continuità: contro la Paganese, domenica prossima, deve arrivare un’altra vittoria. Altri 3 punti che porterebbero il Catania a metà classifica, ancora più vicino al decimo posto che varrebbe l’accesso ai playoff.

La prima volta, con il doppio confronto interno contro Akragas e Fondi, si è ottenuto soltanto un punto: adesso ce n’è già tre…

Gabriele Paratore



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