Il commento

Il Catania stavolta non sbaglia, ma quanto potrà durare? Si deve “dare di più”

Rigoli
28 nov 2016 - 07:29

CATANIA - Il massimo con il minimo.

Catania batte Vibonese 1-0 grazie alla rete fortunosa di Mazzarani e ritorna ad affacciarsi prepotentemente in zona playoff, staccandosi in maniera chiara da quella playout (-4), occupata attualmente dall’Akragas. Una vittoria senza dubbio importante per il morale, per la continuità tra le mura amiche.

Si salvano i tre punti, poco più. La vittoria era l’unico risultato possibile per il Catania dopo la sconfitta di Francavilla Fontana e così è stato: con un po’ di fortuna, gol con deviazione e due clamorose traverse della Vibonese, la partita è stata portata a casa. C’è da dire anche che, però, i rossazzurri di traverse ne hanno prese tre (Di Cecco, Mazzarani e Russotto). Al di là di questo, impossibile pensare che gli etnei abbiano un’identità di gioco definita e delineata, perché quello che si è visto ieri in campo non ha dato conferme di un Catania diverso ma sempre della stessa squadra vista e rivista che non riesce a trovare un gioco che soddisfi i tifosi e noi crediamo anche Rigoli, perchè certamente il tecnico etneo si aspetta di più. È vero che la Vibonese era un avversario pericoloso, come realmente si è dimostrato, vero anche che sul piano nervoso c’è molto da migliorare ma in un campionato come la Lega Pro, definito ‘bastardo’ dall’ad del Catania Lo Monaco, non bisogna sbagliare un colpo.

I tifosi non sono abituati a un brutto gioco da parte della loro squadra del cuore ma abbinata ad un risultato vincente forse un occhio può essere chiuso. Noi però evidenziamo quello che non è andato, partendo da una certezza: Matteo Pisseri, portiere che meriterebbe sicuramente altre categorie e che è riuscito a tenere la porta inviolata facendo ancora veri e propri miracoli per salvare il risultato. Con lui si ha una certezza tra i pali e partita dopo partita non può non essere messo nei nostri “TOP” rossazzurri. Lui rappresenta quello che cresce a macchia d’olio in casa Catania.

Scendiamo di reparto, pian piano, e troviamo una difesa che ieri ha fatto il compitino ma che spesso e volentieri è stata messa in difficoltà dalle incursioni di Favasuli e Saraniti, in particolare Bastrini, che ha sfiorato l’autogol nel primo tempo, deve ritrovare la condizione fisica. Djordjevic, che è tornato da un infortunio, non è riuscito a sfondare in attacco rimanendo così impallato ed impacciato. Ma ci può stare, così come può starci un calo di Di Cecco che spende sempre molte energie e anche oggi non è andato male. Bergamelli un po’ acciaccato nei movimenti che lo hanno costretto anche a qualche errore ma fortunatamente nessuna sbavatura e la solita calma olimpica che lo contraddistingue.

Il centrocampo, ieri, è stato il reparto peggiore. Si è sentita la mancanza dal primo minuto di Saro Bucolo e anche l’assenza di capitan Biagianti è risultata quasi decisiva. Non c’è filtro in mezzo al campo, la Vibonese ha giocato con tocchi semplici e veloci che hanno spaccato il Catania in due. Scoppa, dichiaratosi contento per la vittoria nonostante non ci sia stato un buon gioco, è stato impalpabile e non è riuscito ad imporsi, così come Fornito, uno dei flop della gara. Prestazione incolore, troppo per un calciatore con un minimo d’esperienza in Lega Pro. Nel primo tempo Yabré è riuscito a superare in velocità tutto il centrocampo, ma non è stato solo lui a prendere di mira il reparto più debole del Catania di ieri. Mazzarani, invece, non gioca una splendida partita ma è sempre propositivo, più propenso verso l’attacco. Infatti, Rigoli nella ripresa lo piazza sulla trequarti ed è ancora più attivo, trovando la rete decisiva.

Poi l’attacco: mister Rigoli sceglie di puntare su Russotto e Anastasi, delle scelte che lo ripagano quasi a metà. Il primo non è ancora ai livelli che gli competono: troppo macchinoso, cerca eccessivamente la giocata (sebbene sia nei suoi numeri) e viene spesso intercettato, non riuscendo quasi mai a servire i suoi compagni. Non è una prestazione totalmente da buttare ma l’ex Napoli deve giocare meglio e più per la squadra, mostrando la qualità e sfruttando meglio le sue doti da esterno d’attacco. Il secondo ha mostrato impegno e in qualche azione si è reso anche pericoloso ma palloni non gliene sono arrivati, restando spesso in ombra. Di Grazia prova qualche giocata delle sue e chiude con una buona prestazione, in generale però manca la lucidità dell’ultimo passaggio che consentirebbe agli attaccanti di non mancare l’appuntamento con il gol.

Appuntamento a domenica 4 dicembre nella bolgia di Cosenza per il Catania, una trasferta difficile che non può però fermare i rossazzurri che devono andare avanti. A costo di vincere giocando non un buon calcio. Nella speranza di riuscire a sbloccarsi fuori dalle mura amiche.

Anche se, a volte, si deve ottenere il massimo facendo il minimo. Proprio come ieri: nell’attesa di un cambiamento, però, questo Catania è rimandato.

Gabriele Paratore



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