Calcio

Catania, sanno come giochi. Serve una mentalità da provinciale

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17 ott 2016 - 09:22

CATANIA -  Una parola che i catanesi cercano da tanto tempo ma che non riescono ancora a trovare nel rebus di questo campionato: continuità.

Questo manca a tutti i tifosi rossazzurri e soprattutto alla squadra, con la classifica che davvero piange. La penalizzazione ha influito parecchio, è vero ed è lecito ricordarlo, ma adesso deve essere acqua passata in tutti i sensi, non si possono lasciare punti per strada. L’Akragas, decima ad undici punti, occupa attualmente l’ultimo posto disponibile per i playoff promozione: il Catania è ultimo, accompagnato proprio dal Melfi, a quota 5. Sono 6 punti di distanza, non proprio così tanti, ma c’è bisogno di risalire in fretta con la rosa (qualitativamente uguale a quella di Lecce e Foggia) che Rigoli ha a disposizione.

Non ci sono stati ancora, per fortuna del Catania, gravissimi infortuni. La mentalità da provinciale, però, ancora manca. Perchè il popolo rossazzurro si ritiene, giustamente, una grande piazza ma senza un gioco fatto di piena corsa, grinta e idee tutte le partite di Lega Pro si possono anche perdere. L’esempio lampante proprio ieri in Basilicata, Rigoli nel post-partita ha affermato che il suo Catania ha creato molto sottoporta e in effetti non ha proprio tutti i torti: creare, però, deve portare anche al compimento dell’opera, al gol, a quella marcia in più che il Catania, finora, non ha dimostrato di avere. Non bisogna mettere in croce la squadra per un pareggio in trasferta, proprio perchè gli etnei non hanno mai vinto come non hanno mai perso, forse ha ragione qualche tifoso quando dice “erano meglio 3 vittorie e 2 sconfitte, piuttosto che 5 pareggi“, ma è criticabile il modo in cui la squadra è uscita dall’ “Arturo Valerio” soltanto con un punto. Possiamo dirlo, il Catania è nettamente superiore qualitativamente al Melfi, ma i rossazzurri sono stati ingannati da loro stessi: anche l’Akragas ha fatto la stessa partita dei gialloverdi al Massimino e ha portato a casa i tre punti, così come il Fondi che ha strappato un pari.

Le squadre di Lega Pro hanno capito l’atteggiamento da assumere in campo contro il Catania: attendisti, pronti al contropiede, sfruttare gli errori, poco pressing ma efficace e soprattutto barricata in porta. Non si trovano spazi, è assolutamente normale: i calciatori etnei non possono inventarsi ogni volta una magia, ma qualche idea che con il Messina si è vista deve essere rivista, almeno un minimo. La squadra di Sasà Marra, attualmente in bilico sulla panchina dei peloritani, ha giocato a viso aperto ed è facile per il Catania trovare gli spazi e far male, perchè la qualita c’è ma manca il dosaggio: quando usarla? E come? Catania, prendi esempio dal Leicester, in Inghilterra: lo scorso anno gioco impeccabile, scintille in ogni dove e in ogni quanto. E adesso? Le squadre inglesi hanno studiato, hanno fatto i compiti per casa e le Foxes di Ranieri sono inchiodate a metà classifica. Ci sarebbero dovuti essere un cambio di gioco, schemi diversi e assi nella manica. Ecco ciò che può essere la linfa vitale degli etnei.

L’impegno, ovviamente, non manca salvo alcune prestazioni pessime (come quelle di Russotto e Calil) e qualche piacevole acuto (Mazzarani e soprattutto Barisic) e questi sono ragazzi giovani che si mettono in gioco, hanno un certo peso sulle spalle pocihé non è mai facile giocare per una squadra che ha degli standard di un certo livello. Tutti, però, hanno detto la stessa cosa: “Potevamo e dovevamo far meglio“, lo ha affermato Barisic, lo ha detto anche Mazzarani e Russotto, d’appoggio, ha dichiarato a nome della squadra che si proverà a far meglio nelle prossime partite. C’è tensione, “bisogna mantenere la calma” ha proseguito il nuovo numero 32 rossazzurro appena arrivato.

Una calma che, però, i tifosi non riescono ad avere. Ieri, al termine della partita, i calciatori sono andati nel settore ospiti a prendersi prima gli applausi per il gesto che hanno compiuto e successivamente le critiche per una prestazione non all’altezza delle aspettative. Un duro confronto tra tifosi e squadra, specie con Pino Rigoli: “Ma quando ti svegli? Siamo stanchi! Sono quattro anni che vediamo sempre la stessa cosa, vogliamo gente che lotta!”.

Un video che ha fatto il giro del mondo rossazzurro, delle polemiche che tutti hanno accettato e compreso. In primis proprio Rigoli quando, sempre a fine partita, ha ‘appoggiato’ la contestazione dei tifosi dandogli ragione, sottolineando la loro amarezza.

Cosa si può fare? Le prestazioni sono poco corpose, bisogna trovare un’identità di gioco specialmente fuori dalle mura amiche. Un po’ di numeri li abbiamo, ieri tutti i calciatori etnei erano grosso modo sul 5,5 salvo le buone prestazioni di Di Grazia, Pisseri, Barisic e Mazzarani. In trasferta il Catania ha realizzato appena 2 gol ritornando ai fasti dello scorso campionato, ne ha subiti altrettanti (un valore positivo). Sono 6 i gol che il Catania ha subito, la seconda miglior difesa del girone, 9 le reti realizzate di cui 6 in due partite. 2 sole le vittorie, 6 pareggi ed una sconfitta: prossimi due turni in casa contro Lecce (capolista) e Paganese. Bisogna fare punti. Non sarà facile, certo, ma si dice che provare non costa nulla.

Nel caso del Catania, però, provare è quasi più che un obbligo. Anzi, bisogna vincere e convincere perchè quest’anno, come disse Lo Monaco prima del ritiro, è fondamentale ed i rossazzurri in Lega Pro non possono più stare.

Gabriele Paratore



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