Verso il derby

Il Catania e quel “mal da trasferta”: pregi e difetti del club etneo

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10 feb 2017 - 16:44

CATANIA – Vincere è il diktat che Pino Rigoli dovrà portare a compimento dalla trasferta di Agrigento, per poter mantenere saldo il settimo posto nell’attesa di un passo falso del Cosenza e del Francavilla, che significherebbe rispettivamente sesto posto e classifica accorciata verso la quinta piazza.

Non sarà facile“, ha esordito il tecnico rossazzurro che tornerà all’Esseneto da ex (e che ex) insieme con Di Grazia, inizialmente dato come partente nell’affare Zibert e poi rimasto sotto le ceneri dell’Etna con buoni risultati. Come evidenziavamo ieri, l’Akragas ha il difetto, se così può essere chiamato, di non avere una rosa qualitativamente all’altezza contro questo Catania, rafforzatosi nel mercato di gennaio con acquisti d’esperienza e di categoria, pronti per tentare la promozione in B.

Andiamo dunque a commentare in grandissime linee quella che è stata la stagione degli etnei finora con il nostro commento introduttivo e poi ne evidenzieremo difetti e pregi.

IL COMMENTO – Settimo posto ultimamente consolidato dall’esaltante vittoria al Massimino contro la corazzata Matera, la squadra di Rigoli dovrebbe volare sulle ali dell’entusiasmo e sulla carta parte favoritissima per la vittoria dell’incontro, sebbene in trasferta. È proprio lì, fuori dalle mura amiche, che il Catania perde di lucidità e si trasforma in negativo. Alti e bassi hanno caratterizzato fin qui la stagione etnea, che tiene banco grazie al fortino casalingo. La qualità è smisurata grazie a calciatori del calibro di Pozzebon, Bergamelli, Biagianti, Pisseri e via dicendo: il mercato ha portato giocatori in grado da soli di fare la differenza. Ancora imbattuto in questo 2017, miglior difesa del torneo, il Catania vuole superare il mal da trasferta dopo aver vinto soltanto una volta in esterna in questo campionato.

I DIFETTI – Così come per l’Akragas, anche per il Catania cominciamo dalle cose che non vanno.

Mal da trasferta: impossibile non dirlo e ridirlo. Una cosa da cui il Catania non si è mai veramente liberato, visto che il rendimento esterno non è mai stato esaltante e pieno di vittorie. Questo campionato ha visto gioire i tifosi rossazzurri in trasferta soltanto a Cosenza (1-2, ndr). Poi solo pareggi, soprattutto durante la prima parte della stagione, e sconfitte: alcune clamorose come quelle di Francavilla Fontana e Castellammare di Stabia. Infatti, quello che si riscontra è che il Catania involve ciò che mostra al Massimino. Non riesce ad imporsi, ha difficoltà a controllare l’avversario e tende ad attaccare poco. Non sappiamo se con nuovi attaccanti e quindi nuovi punti di riferimento, questa cosa cambierà ma al momento gli etnei non hanno il passo in più in trasferta. E se si punta a posizioni più alte, bisogna iniziare a vincere non solo al Massimino.

Gioco: Pino Rigoli non ha ancora dato un’identità completa a questa squadra, che manca spesso di sinergia e sintonia. Troppi infatti, specie in trasferta, i palloni sprecati e quelli che non si riescono a giocare per mancanza di idee. Molte volte si assiste a fraseggi in orizzontale e non c’è movimento davanti, con nessuno che si propone concretamente. Il Catania necessiterebbe di un gioco fluido e più propositivo, più incisivo e soprattutto i rossazzurri dovrebbero far loro il match fin dalle prime battute. Contro il Matera ci si è attenuti ad un gioco molto fisico e palle alte verso Pozzebon e Tavares: sarà così anche domenica? Ma, soprattutto, basterà?

I PREGI – Ora concentriamoci sui fattori postivi che possiedono i rossazzurri.

Qualità: imprescindibile non citare l’elevato tasso tecnico di cui gode Rigoli adesso. Gennaio ha portato alla corte dell’ex tecnico dell’Akragas il già più volte citato Pozzebon, poi Tavares e gli esperti Marchese e Baldanzeddu. Quattro acquisti che garantiscono un ovvio salto di qualità e una doverosa partita d’attacco al Catania, visto che i punti fermi davanti adesso li ha e giocano pure insieme. Rispetto all’avversario che si troverà di fronte, sulla carta non c’è davvero storia. In teoria dovrebbe essere una passeggiata, in pratica non lo sarà affatto. Comunque sia, contro Reggina e Matera è stata la bravura dei singoli messa in un insieme di squadra a portare i due successi consecutivi. Il terzo arriverà ancora grazie a questo asso nella manica in più?

La difesa: la migliore del girone C, la seconda dell’intera Lega Pro dietro soltanto all’Alessandria (17 reti subite dai Grigi contro le 18 dei rossazzurri). Il Catania fa della difesa la sua migliore arma, anche se la maggior parte dei goal li ha subiti in trasferta. Il muro a 3 ha preso 2 reti in 3 partite, ma soltanto una influente al fine del risultato (a Fondi). Gil, Bergamelli e Marchese, a prescindere dalle reti che insieme con Pisseri hanno subito, sembrano un trio molto affiatato e compatto, avendo dietro comunque un portiere più che affidabile, uno dei migliori di tutti e tre i gironi. In alcune partite la retroguardia è invalicabile, come nell’ultimo match dove soprattutto Bergamelli è stato monumentale. Se l’Akragas non troverà una buona tattica, probabilmente resterà a bocca asciutta.

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Gabriele Paratore



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