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Catania-Paganese 2-1, i top e i flop: la forza della rimonta passa dai senatori

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30 ott 2016 - 18:32

CATANIA - Dopo il confronto interno dei rossazzurri contro la Paganese, la nostra redazione individua i top e i flop tra i calciatori etnei.

I TOP

I senatori (Paolucci e Biagianti) 6,5: il numero 9 ha fatto quello che poteva e ciò che doveva, il gol. Nel primo tempo gli arrivano pochissimi palloni, la porta però la trova anche se è mancata un po’ di cattiveria. Tiene bene la posizione, porta con sé l’uomo permettendo a Di Grazia soprattutto di trovare spazio utile. Finalmente trova la via della rete. Il capitano è l’arma in più, ha trovato il primo gol da quando è tornato a Catania. A centrocampo è lui il padrone del campo, dà grande respiro alla manovra e anche se a volte non si vede fa quello che viene chiamato “lavoro sporco”, cioè recupero dei palloni e gestione di questi ultimi. Abbiamo deciso di assegnare a loro il premio come migliori in campo poiché sono loro, i due senatori, a dare una gioia al Catania: la forza della rimonta è passata da loro. E in una partita così importante, onestamente, non poteva essere altrimenti.

La difesa (7): merita di essere premiata non tanto per la prestazione di oggi, quanto per la crescita. I tempi dei 4,5 e dei 5 di Gil sembrano lontani anni luce. Adesso il brasiliano è più sicuro e viene sostenuto da Bergamelli: insieme si trovano e si intendono, fermano due volte su tre Dezi e Reginaldo. Sono sicuri e cercano anche di impostare l’azione: Bergamelli centralmente, Gil sulla fascia (specie nel primo tempo). La mancanza di Bastrini sembra non sentirsi, entrambi danno sicurezza al reparto etneo sostenuti anche da due terzini veramente interessanti quali Di Cecco e Djordjevic. Il primo, scommessa di Rigoli, sta ripagando servendo ottimi palloni ed impostando molto spesso la manovra, dando una grande mano sulla fascia anche se oggi, bisogna dirlo, è mancata un po’ di lucidità. Il serbo invece è molto positivo soprattutto nella fase offensiva con qualche giocata da funambolo. Abbiamo l’impressione che i 4, insieme, funzionino bene. Almeno per ora.

IL FLOP

Barisic 5: il meno positivo dei rossazzurri. È eccessivamente impreciso, soffre l’1 contro 1 e aspetta che il pallone gli arrivi tra i piedi. Per quanto impegno possa mettere in campo, non riesce ad inanellare delle prestazioni positive o quantomeno sulla sufficienza. Tiene la posizione in campo ma non sfrutta i palloni che gli vengono forniti dai suoi compagni, non riesce a trovare la porta. Nella ripresa, durante i primi minuti di gioco, prova qualche giocata sulla fascia: serpentina e testa bassa non portano da nessuna parte poiché è stato facile preda della difesa della Paganese. Deve migliorare il controllo e la gestione della palla, ribadiamo che il potenziale c’è però non viene sfruttato. Rispetto al primo tempo è meno dinamico nei movimenti e nonostante faccia un cambio fascia con Di Grazia non c’è verso, nemmeno per qualche azione sull’asse centrale dell’attacco. Rigoli lo premia facendolo giocare, forse soltanto così può ambire a margini di miglioramento. Quanto, però, potrà durare?

I VOTI DELLA SQUADRA

Pisseri 6,5, Di Cecco 7, Gil 6,5, Bergamelli 6,5 Djordjevic 6,5 Bucolo 6, Biagianti 6,5, Mazzarani 6, Barisic 5, Paolucci 6,5, Di Grazia 6, Piscitella 6, Fornito sv, Calil 5.

L’ALLENATORE

Pino Rigoli 6,5: Ci voleva una vittoria anche oggi ed il Catania l’ha ottenuta, meritatamente. Di Cecco come terzino è un altro calciatore, almeno tre chiusure decisive. Rigoli ha vinto nettamente questa scommessa. Nel primo tempo il Catania fa una gara di studio, poche sono le azioni. Una sfida simile a quella contro il Lecce, la grande differenza è che stavolta gli ospiti passano in vantaggio. Lì arriva la grande reazione del Catania che riesce a trovare l’immediato pareggio con Paolucci e ha la forza di rimontare con il 2-1 firmato da capitan Biagianti. La difesa è al top, la reazione e la forza del gruppo sono da 10. 6 punti in due partite, doveva essere così. La pecca è ancora Barisic insieme con Calil, che forse doveva restare in panca per i dieci minuti che ha giocato. Ai catanesi, però, questo importa relativamente perché hanno visto un Catania fare una partita di sacrificio e piena di lotta. Voglia di vincere, fame. E anche la Paganese è al tappeto, forse i risultati si iniziano a vedere: era anche l’ora.

Gabriele Paratore



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