L'intervista

Catania, Nicola Legrottaglie a NewSicilia: “Allenare qui sarebbe fantastico”

Nicola Legrottaglie
21 giu 2016 - 13:26

CATANIA - Sono tanti i nomi che circolano e che vengono accostati al Catania tra allenatori e calciatori: l’ultimo, in ordine di tempo, Roberto D’Aversa, allenatore per due stagioni a Lanciano.

In casa rossazzurra dopo l’arrivo di Lo Monaco ci sono state tante novità, a partire dalla dirigenza, che hanno riacceso la piazza etnea fatta da tifosi che sanno amare la propria squadra e i calciatori che indossano con orgoglio la maglia rossazzurra: tra questi Nicola Legrottaglie, centrale difensivo rimasto nel cuore di Catania, in forza ai rossazzurri dal 2011 al 2014.

Noi di Newsicilia abbiamo contattato il calciatore pugliese, essendo uno dei personaggi di spessore che ha sfiorato il sogno Europa League con la maglia catanese, per commentare insieme il cambiamento che sta subendo il Catania in questi giorni.

Nicola, cosa ne pensi del ritorno di Lo Monaco?

“È sicuramente quello che ci voleva: Lo Monaco è l’uomo giusto per fare un po’ di ordine e ripartire, sono sicuro che porterà entusiasmo e il mix giusto per fare un campionato di vertice”.

Ti piacerebbe allenare il Catania e tornare in questa città? Sei stato contattato?

“No, non sono stato contattato ma mi piacerebbe tantissimo allenare una piazza come Catania che porto sempre nel cuore. Oltre l’ambiente fantastico, mi piacerebbe tornare per la città in sé e per la società. Quindi, perché no? Sarebbe una bella emozione, ma fino ad oggi la dirigenza etnea sta puntando su altri profili e altre idee di calcio”.

Il tuo calcio hai provato a farlo vedere in una piazza calda come Agrigento, facendo 4 mesi brillantissimi, cosa si è complicato?

Le situazioni a volte si complicano, ci sono momenti che ti condizionano alcune partite, specie se devi lottare con degli infortuni importanti di calciatori sui quali puntavi per esprimere il tuo calcio. Non è facile gestire una squadra in quella condizione. Non c’è stata pazienza, in Italia è così: invece di sostenerti ti affondano. La mia è una mentalità a lungo termine, se non programmi e non sei solido non vai avanti. Una stagione non basta, le cose si fanno con pazienza e tanto lavoro”.

Anche perché quando il tuo Akragas ha giocato al Massimino non ha certo sfigurato…

“Si, ci sono state tante altre partite dove abbiamo fatto bene. Ho cercato di portare un’idea di calcio diversa da quella che si vede in Lega Pro, la cosa importante in questo campionato è valorizzare il giovane facendolo giocare con costanza, dandogli fiducia”.

Come sarà questo campionato di Lega Pro? Il Catania può puntare alla promozione diretta?

“Quest’anno a mio parere sarà più semplice: certo, restano compagini importanti come il Foggia che punterà sicuramente alla promozione diretta. Il Catania lo scorso anno era partito benissimo, Pancaro aveva fatto un ottimo lavoro nonostante la squadra fosse partita tra polemiche e tantissimi punti di penalizzazione. Poi qualcosa è andato storto e sono ritornate le pressioni, ma sono riusciti a chiudere un campionato tranquillo. Io credo che la promozione diretta sarebbe un traguardo al quale il Catania può ambire, i playoff arriveranno ad occhi chiusi. Tra l’altro Lo Monaco acquisterà buoni calciatori come suo solito”.

Se tu fossi Lo Monaco, su quali giocatori punteresti per disputare un campionato di vertice in Lega Pro?

“Bisogna guardare tutti i gironi, farei una ricerca precisa e attenta perché spendendo poco puoi trovare un calciatore importante da mettere in un contesto vincente e per vincere serve tanta tranquillità e serenità. Prenderei dei calciatori che quest’anno si sono affermati in categoria e che poi possono essere venduti in prospettiva di un investimento o plusvalenza. Dei giocatori che ho allenato ad Agrigento sicuramente qualcuno lo porterei a Catania. Credo che in un campionato come la Lega Pro ci vogliano gamba da vendere ed un passo veloce, si deve correre. Poi c’è anche la Primavera: bisogna puntare anche su di loro”.

Domanda un po’ da amarcord: qual è stato il momento più emozionante che hai vissuto a Catania?

“Dire il goal al Palermo nel derby è scontato, ma è stata un’emozione unica. La curva era pienissima, un momento bellissimo. Ho fatto otto goal qui e di tutti ho un ricordo, ci sono state tante situazioni particolari che ho vissuto a Catania merito anche degli straordinari tifosi. Un altro goal dove mi ricordo che la curva letteralmente esplose fu quello contro la Lazio al mio primo anno, quando vincemmo per 1-0. Giocare per i colori rossazzurri è stato unico, Catania è rimasta nel mio cuore”. 

Gabriele Paratore



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