Calcio

Catania, Moriero presentato alla stampa: “Un orgoglio essere qui, voglio il 200% in campo”

moriero
3 mar 2016 - 14:10

CATANIA - Conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore rossoazzurro a Torre del Grifo. Un Francesco Moriero particolarmente carico e motivato, quello che risponde alle domande dei giornalisti presenti. I dirigenti del Catania Giuseppe Bonanno e Marcello Pitino, prima di dare voce a Moriero, rilasciano alcune dichiarazioni focalizzate sulle difficoltà incontrate dalla società in estate e motivando la scelta di esonerare Giuseppe Pancaro. 

Bonanno ci tiene a ricordare “le difficoltà inimmaginabili del Catania in estate, venendo fuori da una situazione incredibile”, per poi aggiungere l’auspicio che “chiunque voglia bene al Catania si stringa intorno alla squadra, che deve superare questo momento delicato”.

Pitino, invece, sottolinea di avere assunto la decisione di effettuare un cambio alla guida tecnica “perché la squadra si specchiava e si rendeva necessario imprimere una svolta totale a questo pensiero, non immaginando che il Catania potesse arrivare alla situazione di classifica attuale dopo un brillante avvio di campionato”. “Moriero – prosegue il d.s. - ha qualità che possono valorizzare tecnicamente questa squadra ma anche dal punto di vista umano e della determinazione”.

Successivamente è il turno di Moriero, parso assolutamente entusiasta d’iniziare l’avventura ai piedi dell’Etna. “Questo club ha fatto la storia del calcio italiano, lo considero un punto d’arrivo. La società mi ha concesso un’importante opportunità, se ha puntato su di me vuol dire che ha visto in Moriero le qualità giuste per risollevare il Catania da questa situazione. Per me è come se allenassi la Roma o l’Inter, sono orgoglioso di trovarmi su una panchina in cui allenatori importanti si sono seduti. Ho trovato nella società la mia stessa voglia di rivalsa”. 

Moriero si esprime sui valori dell’organico rossoazzurro. “Conosco tutti i giocatori a disposizione, alcuni in particolare per averli allenati come Calil, Nunzella, Russotto e Lupoli. La squadra è forte, composta da gente brava nell’uno contro uno, dotata di personalità. Questi ragazzi hanno anche grandi qualità umane e tecniche. Devono sbloccarsi mentalmente, ritrovare entusiasmo giocando con umiltà. Serve un cambio di passo”.

Il neo allenatore del Catania si esprime con grande attenzione sulle componenti che ritiene principali affinché l’Elefante risorga. “È chiaro che non possiedo la bacchetta magica ma sto lavorando primariamente sulla testa. La squadra ha iniziato in maniera positiva il percorso con Pancaro, poi si è registrato un calo che ci può stare ma, quando non arrivano i risultati, magari succede d’incontrare delle difficoltà. Non è normale che un Catania costruito per fare tanti gol e dotato di attaccanti di rilievo, in generale di una rosa importantissima, fatichi ad andare a segno. Bisogna scendere in campo imponendo il gioco, non aspettando l’avversario, adottando il giusto atteggiamento, consapevoli che nelle prossime partite ci giochiamo la vita. Dobbiamo essere squadra, effettuando giocate semplici ed arrivando in porta attraverso pochi passaggi, esprimendoci con ritmo ed intensità, ‘mangiando’ le caviglie degli avversari. Il centrocampista deve verticalizzare e pensare meno”.

A cominciare da Martina Franca, Moriero vuole valide risposte. “In allenamento i ragazzi stanno rispondendo bene, ho riscontrato tanta voglia di fare in loro. Per avere dimostrato di capire la lezione occorrerà scendere in campo a Martina dando da subito il messaggio ai nostri avversari che noi siamo il Catania e adesso non si può più scherzare. Il Catania deve azzerare tutto, lavorando per la ricerca di equilibri e la riacquisizione della mentalità per cui l’organico è stato allestito. Voglio uomini in campo”.

Moriero ricorda l’esordio da calciatore dell’Italia a Catania. “È un ricordo indelebile. Non posso dimenticare l’accoglienza dei tifosi catanesi. Il destino è strano e mi riporta proprio qui, nelle vesti di allenatore, sperando di affrontare un’avventura che si riveli indimenticabile”.

Non ci saranno rivoluzioni per quanto concerne l’applicazione del sistema di gioco da parte dell’ex giocatore dell’Inter. “Il modulo è importante e deve essere funzionale alle caratteristiche dei giocatori. Non rivoluzionerò nulla, sarei un pazzo a farlo. In questo momento, però, ho bisogno di gente che mi assicuri il 200% in campo. Non guardo l’età, nè la qualità. Allo stato attuale contano, più di ogni altra cosa, l’umiltà e la dedizione al sacrificio. Calil ha sempre fatto il trequartista con me, vediamo come deciderò di schierare il Catania. Sono arrivato solo ieri. Scenderei direttamente io in campo se fosse possibile!”.

Piccolo pensiero rivolto a Pancaro. “So cosa significhi l’esonero, ci sono passato ma questa esperienza deve fortificare. È un collega ed amico, avrò modo di sentirlo. Io un piccolo passo avanti nella carriera di allenatore l’ho fatto, attraverso una buona gavetta. Personalmente mi sento più forte dopo le esperienze negative. Adesso sono interamente concentrato sulla salvezza del Catania e tutti dobbiamo remare nella medesima direzione”.

Livio Giannotta



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