Calcio

Catania, Moriero: “Per il futuro attendo, abbiamo centrato un’impresa”

moriero
13 mag 2016 - 15:43

CATANIA - Conferenza stampa di Francesco Moriero a Torre del Grifo. Potrebbe essere stata l’ultima da allenatore del Catania per lui, che attende ancora di conoscere il proprio futuro. Intanto si gode il raggiungimento della salvezza. “Raggiunto un obiettivo importante. Grande impresa per come si erano messe le cose, il Catania non muore mai. Qui c’era in ballo soprattutto il bene del Catania, un bene assoluto, di una società e di una piazza importante che merita tantissime soddisfazioni. Non ho mai creduto di non farcela. Ringrazio tutti i componenti della squadra, le persone che magari non vengono normalmente nominate. Parlo anche del magazziniere. Noi abbiamo combattuto anche per loro, retrocedere in Serie D sarebbe stata una catastrofe e perdite di posti di lavoro. Alla fine ce l’abbiamo fatta, sono ottimista per natura ed ho sempre creduto nello sport pulito e corretto. Siamo stati bravi a superare i momenti delicati”.

Moriero parla delle difficoltà incontrate dal Catania nel corso del campionato. “Sul piano del carattere la squadra ha sempre dato il massimo. Sotto la guida di Pancaro il Catania è partito bene. Poi, malgrado la qualità della rosa, ha lottato per non retrocedere. Secondo me senza punti di penalizzazione sarebbe stato un altro campionato. Personalmente ho cercato subito di portare la mia mentalità. A Martina abbiamo fatto la partita ma portando a casa zero punti. Poi con la Juve Stabia il Catania ha evidenziato un grande calcio raccogliendo un solo punto. Anche ad Agrigento grande gara ma zero punti. Lì ho cominciato a pensare che qualcosa non andasse nell’atteggiamento adottato. A Foggia la squadra si è ricompattata e tutti hanno capito l’importanza di ragionare in termini di collettivo, di gruppo. I ragazzi non hanno mai avuto paura. Volevano fare molto di più, lavoravano tanto durante la settimana ma poi, spesso, si bloccavano mentalmente arrivando alla partita. La testa è fondamentale”.

A proposito del proprio futuro, Moriero sottolinea che i prossimi giorni saranno decisivi: “Tra una settimana conoscerò il mio futuro. Adesso voglio solo parlare del Catania, prendermi e prenderci le soddisfazioni che meritiamo. Godermi questo momento. La società deve prendersi tutto il tempo necessario per decidere. Il mio contratto scade a giugno. Aspetteremo e lo farò volentieri fino all’ultimo giorno”.

Il tecnico del Catania si sofferma, inoltre, sulle possibilità che la squadra disputi un campionato di vertice nella prossima stagione. “Bisogna remare tutti nella stessa direzione. Per vincere c’è bisogno di tante componenti che funzionino a dovere, e di un ambiente che ti supporta. Non bastano giocatori e staff. Poi le gare vanno giocate. Ogni anno tutte le partite hanno la loro storia. Nel calcio vanno vissuti i momenti positivi e negativi. Soprattutto in quelli negativi una squadra ha bisogno di essere aiutata. Troppo facile salire sul carro dei vincitori”.

Moriero parla con toni soddisfacenti dell’esperienza di Catania. “Sono cresciuto professionalmente. È stato esaltante, ho vissuto un’esperienza stupenda e finita bene. Purtroppo non ho avuto il tempo di visitare Catania, perchè sono stato tutto il tempo qui. Spero di vedere con calma la città adesso”.

Facendo un passo indietro e ripensando a Catania-Andria, Moriero descrive i momenti vissuti. “Fino all’ultimo secondo non conoscevamo i risultati degli altri campi. Quando è finita la partita, vedendo Ferrigno esultare ho capito che ci eravamo salvati. Eravamo concentrati sul nostro obiettivo, lavorando su noi stessi. A fine partita, poi, è normale guardare classifica e risultati. Non ho visto solo esultanze sul campo, ma anche ragazzi seduti a piangere. Ho visto i dirigenti piangere, i magazzinieri, io stesso. Questo conferma l’importanza dell’impresa raggiunta e la voglia di tutti di fare bene”.

Considerazioni sui calciatori Andrea Russotto e Caetano Calil. “Russotto è un calciatore di categoria superiore, da Catania. Il ragazzo può fare una carriera incredibile. Ha carattere, ci tiene tantissimo e mi ha dato tanto. Lo ho avuto anche a Catanzaro. Lo devi sapere prendere. Lui quando capisce di essere un giocatore fondamentale, dà tutto sul rettangolo di gioco. Calil deve pensare a fare il calciatore. Ha sempre dato il massimo sul piano dell’impegno. È normale che da lui ti aspetti 15-20 gol, ma sono contento del contributo offerto. Poteva realizzare più gol e fare meglio, vero, ma sono contento di lui sotto l’aspetto tattico. È uno che può fare la differenza”.

Ieri sera squadra a cena fuori. Moriero parla degli attimi di serenità vissuti. “Siamo stati tutti insieme, molto sereni. È stato bello. Ma tutti i giovedì i ragazzi andavano a cena insieme. Alla fine abbiamo stappato una bottiglia di champagne, prosecco. Poi ci siamo abbracciati dandoci un in bocca al lupo reciproco. Finalmente li ho visti sorridere dopo i pianti con l’Andria“.

Livio Giannotta



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