Calcio

Catania, Lo Monaco: “Rigoli resta, tante difficoltà ma non ci ammazza nessuno. Attaccanti, svegliatevi!”

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5 ott 2016 - 19:10

CATANIA - Conferenza stampa fiume di Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Calcio Catania, a Torre del Grifo Village. Inizialmente il dirigente rossoazzurro si sofferma sul derby con il Messina e gli episodi arbitrali“Grazie a tutti di essere qui. Questa settimana vogliamo che la squadra si concentri esclusivamente sulla gara, noi non facciamo mancare il nostro servizio nei confronti della carta stampata. Domenica per me non sarà un derby. Il vero derby è contro il Palermo. È una partita importante, in cui sono in palio tre punti pesanti. Abbiamo la necessità di vincere, il Messina viene da una sconfitta abbastanza inopinata dopo una bellissima vittoria a Catanzaro. Siamo partiti con percorsi diversi. Il Messina, per bocca del suo presidente, punta alla lotta al vertice, mentre il Catania aveva da recuperare prima i sette punti di penalizzazione e poi ripartire per cercare d’inserirsi in un campionato che, anche quest’anno, ci ha visto pesantemente penalizzati. Anche per quanto verificato sul campo, con episodi su cui recriminare ma, chiaramente, i maggiori colpevoli del fatto che le cose non siano andate come finora speravamo, siamo noi. Perchè in campo scendiamo noi. Alla fine il gol annullato o il rigore non dato sono episodi che possono incidere, ma siamo noi che determiniamo i risultati. C’è rammarico. Tra precampionato, Coppa Italia e campionato abbiamo giocato una ventina di partite. A parte Catania-Akragas non abbiamo mai perso. A Reggio Calabria potevamo vincere. Contro lo stesso Akragas non siamo riusciti ad andare a segno, a Taranto altre occasioni sprecate. Gli episodi condizionano, ma la palla dobbiamo metterla in porta noi”.

Chiarimenti in merito al tanto discusso Caso Castro. “Il Catania è stato sanzionato diverso tempo fa. La sanzione é maturata nel 2014, dovevamo pagare al Racing una certa somma mai pagata. Il Racing ha chiesto alla Fifa che venisse applicata la sanzione prevista di 6 punti, cosa che é avvenuta. La Fifa l’ha notificata alla Figc, la quale l’ha documentata alla Lega Pro, che a sua volta lo ha comunicato a noi. Quando sono subentrato, ho tentato di effettuare una conciliazione. Al Racing abbiamo dilazionato il pagamento e le prime due rate di 210mila euro sono già state pagate. In virtù di questo, con espressa richiesta del Racing, abbiamo inviato in Fifa un dossier attraverso cui il Racing stesso chiedeva la sospensione della pena nei nostri confronti. La Fifa, però, ha confermato la sanzione che riguarda fatti pregressi. Da questo momento abbiamo 30 giorni di tempo per ricorrere al TAS, cosa che faremo. Presenteremo tutti i dossier. Gli avvocati stanno già lavorando. Ci auguriamo che l’organo definitivo ribalti la sentenza. Penso al Caso Bergessio in passato, quando il tesseramento di Gonzalo non era stato ancora perfezionato. Io penso che nei successivi 15 giorni il TAS ci comunicherà la decisione”.

In generale é un Lo Monaco un pò più sereno rispetto a qualche mese fa, speranzoso di raggiungere i play off. “In questi quattro mesi abbiamo vissuto tante problematiche lavorando dalla mattina fino all’una di notte. Vedevo il burrone lì ad un metro da noi. Oggi devo dire che siamo in pieno marasma, combattiamo però la barca l’abbiamo spostata lontana dal burrone. Non esiste rilancio che non passi da un risanamento dell’azienda. L’obiettivo primario é quello di sistemare le cose, riportando il Catania in un alveo di normalità. Comprendo perfettamente quando la gente non é soddisfatta dei risultati sul campo. I tifosi vorrebbero subito tornare in Serie A dopo quattro anni di amarezza. Se potessi li cancellerei con una spugna. Siamo partiti con un handicap pazzesco, due-tre squadre hanno effettuato un avvio di stagione importante. Noi dobbiamo assicurarci che il Catania sputi sangue in campo, se la fortuna ci aiutasse raggiungeremmo i play off. A quel punto chi ha più cartucce spara”.

Il Catania é una società rispettata in Lega? Lo Monaco focalizza l’attenzione su questo aspetto e le varie problematiche incontrate dal suo ritorno ai piedi dell’Etna. “Abbiamo sistemato la situazione Gillet, Rolin, parte del caso Rinaudo, Rosina. Ci sono tante situazioni debitorie ancora da affrontare. Dobbiamo onorare gli impegni economici, altrimenti diventa un problema. Su altre cose ci stiamo lavorando, speriamo di riuscire a normalizzare il tutto. Le vicende extracalcistiche che ben conosciamo hanno ingenerato, in tutti, uno spirito di condanna unanime. Ricordo le dichiarazioni del Presidente della Lega B Abodi, rimasi molto sorpreso soprattutto per il fatto che nessuno ha avuto l’ardore di difendere il Catania. L’arbitro che annulla gol o non fischia rigori evidenti è condizionato in qualche modo. Io mi auguro che nel breve periodo tutti abbiano di nuovo rispetto per il Catania. Quando morì l’ispettore Raciti ci accoglievano al grido di assassini. In Lega si era sempre detto che la politica non dovesse entrare nel mondo del calcio. L’allora presidente della Lega mi disse però ‘non é una scelta nostra!’, facendomi intuire che c’era quasi l’accettazione che il Catania dovesse retrocedere in B. Da quel giorno non sono stato più presente in nessuna riunione in Lega. Il Catania poi si salvò, adesso speriamo di superare ancora questo momento. In occasione del gol annullato contro l’Akragas ho inviato una foto al presidente Gravina. È stato un caso veramente eccessivo, ma voglio pensare che sia semplicemente un errore. Se fosse qualcosa di preordinato sarebbe veramente gravissimo e non darebbe merito ad una città che ha sempre dimostrato di avere una tifoseria generosa, appassionata e sempre vicina alla sua squadra”.

Nessuna nuova penalizzazione in vista. La squadra, complessivamente, non dispiace al dirigente di Torre Annunziata che, però, si aspetta di più dagli attaccanti. “Si crea una cappa di negatività che va smossa, chi non ce la fa si deve riposare perché è necessario tirare fuori le palline quando hai un’opportunità per andare a segno al 94′. Dobbiamo completare l’opera. Domenica mancavano tanti giocatori e Russotto non ha giocato dall’inizio. A Taranto abbiamo sempre giocato nella metà campo del Taranto, significa che nonostante le assenze la rosa é valida. Però se non facciamo gol e non vinciamo, evidentemente l’opera é incompiuta. Se il Catania in quattro mesi ha cancellato debiti per 4-5 milioni facendo fronte a tutte le incombenze (iscrizioni, pagamenti ultime mensilità, ora c’è quella del 16 ottobre),evidentemente la proprietà mette a disposizione le risorse necessarie. Inoltre abbiamo monetizzato determinate cessioni. Finora non siamo mai stati menzionati in odore di prendere ulteriori punti di penalizzazione per nuove inadempienze. Dio ci ha aiutato (ride, ndr)”.

Menzione particolare per i giovani del Catania e fiducia rinnovata a mister Pino Rigoli. “A Taranto sono scesi in campo numerosi giovani, patrimonio del Catania. Questo é sinonimo di prospettiva. L’annata sarà di buon livello se riuscissimo a centrare i playoff e giocarci la promozione attraverso gli spareggi. Solo perché il Catania é stato per otto anni in Serie A non significa nulla, vincere non é mai facile. Tutto passa attraverso la costruzione, noi stiamo costruendo. Sono soddisfatto di Rigoli. Io ho sempre cambiato il tecnico quando gli allenatori mi lasciavano intuire di volere andare via. Rigoli ha vinto tanto nelle categorie inferiori, lavorando con determinati concetti. L’allenatore bravo lo si nota in A ma anche in D. Vi assicuro che Rigoli concluderà il campionato con il Catania”.

Chiusura per gli stranieri del gruppo e la partita Bologna-Catania, tirata in ballo recentemente in ambito calcioscommesse“Drausio sta mantenendo fede alle aspettative, si é ambientato bene. Scoppa sta subendo un momento tipo Paolucci. Anche lui era partito bene ed ora ha bisogno di rifiatare. Ci auguriamo che possa ripartire. E’ un giocatore di livello superiore. Anche Silva sta subendo il contraccolpo, però li aspettiamo. Inchiesta sul calcioscommesse per Bologna-Catania? Penso che ne verremo fuori con una multa, non ci ammazza nessuno. Domani si riuniranno per decidere”.

Livio Giannotta



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