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Catania, Lo Monaco presenta Petrone: “Logico puntare su di lui. Ripartiamo dopo la dolorosa sconfitta di Agrigento”

lo monaco petrone
14 feb 2017 - 14:44

CATANIA - L’Amministratore Delegato del Catania Pietro Lo Monaco presenta il neo allenatore Mario Petrone. Prima di farlo, però, ci tiene ad esprimere tutto il proprio rammarico per la brutta ed inaspettata sconfitta di AgrigentoPrima di presentare il nuovo allenatore, esprimo tutto il mio disappunto per la prestazione di Agrigento che dovremo ricordarci a lungo. Una delle più brutte pagine di storia del Catania negli ultimi dieci anni, senza nulla togliere all’Akragas. E’ veramente ingeneroso che pochi giorni prima battiamo bene il Matera e, poi, disputiamo prestazioni come quella dell’Esseneto. Mi fa molta rabbia. Io ho visto milioni di partite, ad Agrigento è stato gravissimo che noi, dopo l’1-0, abbiamo consegnato il derby al nulla. Questo mi fa davvero male. In campo c’è stato un blackout generale, forse perchè ci sono stati troppi consensi dopo Catania-Matera. Vedere giocatori di Serie A fare dei movimenti tattici che non trovano alcuna giustificazione è assurdo. Pozzebon e Di Grazia hanno avuto un attacco virale per tutta la settimana, in extremis nemmeno Djordjevic e Russotto erano disponibili per la gara. Secondo me queste defezioni hanno distratto la squadra. Il Catania è venuto meno ad Agrigento e non è da addebitare al tecnico ma a chi è sceso in campo.

Spazio, poi, alla motivazione di cambiare la guida tecnica“Ci tengo a ringraziare mister Rigoli per tutto quello che ha dato in primis come sentimento ed applicazione. Cambiare tecnico è la cosa che più odio. Vuole dire che abbiamo messo poca attenzione quando sono state effettuate delle scelte. Purtroppo l’esperienza con Rigoli non è andata nel modo giusto, gli auguro le migliori fortune e mi sembra doveroso farlo. Ho tolto alibi ulteriori ai calciatori cambiando la guida tecnica. Abbiamo scelto Mario Petrone, ci è sembrato logico puntare su un tecnico che si è fatto da solo, proviene da campionati duri dove i veri valori risaltano sempre ed in maniera abbastanza chiara. Possiede la cultura della vittoria. Deve essere chiaro che noi non lasceremo nulla d’intentato per il raggiungimento dell’obiettivo sesto posto e conseguenti Play Off. Play Off fatti con l’intento di giocarceli fino in fondo. Auguro un buon lavoro al mister Petrone, avrà il suo staff, il vice La Grotteria e si troverà a casa“.

Molto determinato mister Petrone nel rilasciare le prime dichiarazioni da allenatore del Catania. “Sono orgoglioso di fare parte di una famiglia, di lavorare in una città bellissima e con una società storica. Ho dato disponibilità immediata quando il direttore Lo Monaco mi ha contattato. Dobbiamo fare di tutto per tornare in Serie B. Darò il massimo per il club, la squadra, i tifosi e l’intero ambiente da qui alla fine della stagione. E’ una promessa. Ed è giusto che si pretenda lo stesso dai giocatori. Rigoli è un amico, lo sentirò in questi giorni. Nella sua gestione ha raccolto punti importanti, al di là delle difficoltà esterne. Il miglioramento passa esclusivamente dal lavoro quotidiano. L’atteggiamento si coltiva dal primo giorno di allenamento. Tutte le partite sono da vincere, sia in casa che fuori. E’ una questione di mentalità, sfruttando appieno le potenzialità dell’organico. Per me perdere o pareggiare è una parola negativa. L’importante è cercare di dare continuità alle vittorie”.

Sul modulo che intende adottare, l’ex tecnico dell’Ascoli fa alcune precisazioni. “Dipende molto anche dalla disponibilità e dallo stato dei giocatori. Cambia completamente il modo di stare in campo. Il 4-3-3 è nelle corde di questa squadra. Poi con una eventuale difesa a quattro puoi anche giocare a due in mezzo. Devo consegnare al singolo giocatore delle nozioni e delle direttive da evidenziare, a prescindere dal modulo. Bisogna lavorare sulla mentalità, l’equilibrio e determinati principi. Le mie squadre producono occasioni da rete ma hanno un’organizzazione di gioco alla base. Poi ci sono tante componenti e l’avversario di turno, schemi, fase di possesso e non possesso palla. Si può fare un bel lavoro qui perchè alleno una rosa di qualità, mi relazionerò spesso anche con il settore tecnico della squadra e giovanile. Il Catania è in grado di utilizzare tanti moduli, in questo momento però devo dare soprattutto delle certezze alla squadra e serve grande disponibilità da parte di tutti, massima concentrazione e determinazione. Adesso devo assicurarmi di valutare lo stato generale della squadra e recepire il numero più elevato possibile d’informazioni. Ascoltare, a volte, è molto più importante di ogni cosa”.

La pressione della piazza non lo spaventa, tutt’altro. “Io devo valutare le cose a 360 gradi. Cambia se vinci in una piazza con pochi tifosi al seguito o tanti, ma la pressione rappresenta un fatto normale per me perchè il calcio si vive in maniera passionale. Io sono napoletano e Napoli è una città simile a Catania in questo senso, poi è normale che determinati aspetti vadano gestiti. Sarò sempre educato e rispettoso verso i tifosi che eventualmente contesteranno. Devo solo pensare a dare il massimo per il bene del Catania. Da qui alla fine del campionato tutte le partite saranno decisive”.

L’entusiasmo è la ricetta giusta individuata da Petrone per risollevare un Catania che, secondo il suo credo, dovrà avere sempre una mentalità propositiva a prescindere da chi scende in campo. “Noi siamo dei privilegiati in questo lavoro. Serve entusiasmo, senza di esso non si va da nessuna parte. I calciatori del Catania devono cambiare il trend esterno, lo dicono i numeri. Sono beniamini della tifoseria, se fanno bene vengono osannati dai tifosi. Si può anche sbagliare, ci sta, ma l’entusiasmo è la chiave di tutto. Il Catania deve avere la capacità di reagire a questi momenti, creando sempre una mentalità propositiva. La rosa è di qualità. Il curriculum è rilevante ma non guardo la carta d’identità. In questo organico sono tutti i giocatori fondamentali. Mi aspetto tanto anche dai ragazzi del settore giovanile. Ad esempio ho visto bene Manneh ad Agrigento”.

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Livio Giannotta



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