Calcio

Catania-Messina: derby oltre le incertezze e “la paura di perdere”

fonte: newscatania.com
fonte: newscatania.com
8 ott 2016 - 16:50

CATANIA – È tempo di derby per Catania e Messina. Le due formazioni siciliane si scontreranno sul manto erboso dello stadio Angelo Massimino domani, domenica 9 ottobre, alle 16.30 per l’ottavo turno del girone C di Lega Pro.

Per entrambe le squadre sarà un match ostico, ben oltre la classica rivalità. Catania e Messina, infatti, non stanno attraversando uno stato di forma ottimale, e le vicende esterne al campo (guai societari per la squadra sulle rive dello Stretto e penalizzazioni in classifica per la formazione etnea), rischiano di compromettere il giusto approccio alla partita degli uomini in campo.

Marra e Rigoli, nonostante abbiano “incassato” in settimana la fiducia delle rispettive società, vedono traballare le loro panchine, con la conseguenza che la partita di domenica potrebbe rivelarsi fatale per uno dei due.

Mille incertezze da una parte e dall’altra. Per fare chiarezza e analizzare la situazione di entrambe le formazioni NewSicilia.it ha intervistato Francesco Certo, esperto di tattica e cofondatore di CornerMessina.it.

Ad animare il derby tra Catania e Messina è solo una rivalità geografica o c’è di più?

La tifoseria messinese, sull’argomento, è abbastanza divisa. Più per una questione generazionale che altro. Personalmente ritengo che la rivalità più importante del Messina rimanga quella coi vicinissimi reggini. Contro il Catania è accesa una rivalità sportiva che, non possiamo nasconderci, è stata inasprita dopo i fatti del 2001. Nella famosa finale playoff che portò il Messina dalla C alla B a scapito proprio del Catania, perse la vita il tifoso messinese Tonino Currò per le ferite riportate dopo l’esplosione di una bomba carta lanciata, presumibilmente, dal settore ospiti. A mettere ulteriore pepe ci pensa la presenza di Pietro Lo Monaco, a Messina il suo regno è crollato sotto i colpi di una retrocessione per mano proprio della Reggina. Vincere contro il Catania sarebbe, quindi, una doppia soddisfazione.

Che derby sarà?

Storicamente non si vede un grande spettacolo in gare tanto sentite. Spesso prevale la paura di perdere, in questa circostanza le possibilità che accada sono alte. Sfuggirei dall’adagio che i derby non si giocano ma si vincono; non è con le frasi fatte che si raggiungono gli obiettivi. Mi aspetto una gara molto tattica e bloccata, probabilmente sarà il Catania ad avere il possesso palla ed il compito di fare la partita. Il Messina giocherà una gara di attesa, Marra è un tecnico più attento alla fase difensiva. Certamente cercherà di sfruttare le ripartenze.

In che condizione psicofisica si presenteranno le squadre nel match di domenica?

Il Messina ci arriva dopo una settimana di silenzio stampa, metodo abbastanza banale per ricompattare l’ambiente. Non credo che se dovesse arrivare un risultato positivo sarà stata questa l’arma vincente. Dopo la sconfitta contro la Paganese il clima era teso, a questo va aggiunta la continua confusione societaria. Oltre alle vicende sul passaggio di proprietà, si sono aggiunte beghe finanziarie in vari settori. Tutte cose che minano la credibilità societaria. Passando al campo: mister Marra ha deciso di non convocare David Milinkovic per motivi disciplinari. Scelta coraggiosa dato che il numero 10 sembra l’unico in grado di inventare pericoli nell’attacco giallorosso. Assenza che si aggiunge a quelle degli infortunati Ionut e Foresta. Note liete i rientri di Palumbo e Rea. Il Catania sta deludendo, certamente la forte penalizzazione incide sul morale però è anche vero che i cosiddetti “big” non stanno incidendo. Probabilmente da calciatori come Paolucci e Calil era lecito aspettarsi di più, la rosa è di ottima qualità e ritengo Rigoli un tecnico molto preparato. Quando finalmente troverà il giusto sistema di gioco, e gli interpreti, il Catania potrebbe decollare. Vincere un derby, anche se Lo Monaco (con inutile ironia) non lo ritiene tale, potrebbe essere una buona spinta.

Alla luce delle travagliate situazioni di entrambe le squadre, chi rischia di più?

Marra ha la fiducia a tempo, tra Catania e la successiva trasferta di Monopoli si gioca la panchina. Credo però che una sconfitta pesante al Massimino possa essergli fatale. Lui ed il suo vice Enrico Buonocore sono due bandiere del calcio messinese, ma di fronte ai risultati potrebbe non bastare. Storicamente Lo Monaco non è un mangia allenatori, in più Rigoli è un tecnico che conosce molto bene. Mi sorprenderebbe un cambio in panchina, credo che Rigoli meriti il tempo adeguato per lavorare. In più, e concludo, cambiare non sempre serve come dimostrato lo scorso anno proprio a Catania, quando da Pancaro a Moriero le differenze furono minime.

Negli ultimi mesi Franco Proto, vecchia conoscenza dell’ambiente calcistico etneo, ha manifestato il suo interesse a rilevare la totalità delle quote azionarie del Messina. È ancora in corso una trattativa con il presidente Stracuzzi?

Già dallo scorso mese di maggio il nome dell’ex presidente dell’Atletico Catania fu accostato al Messina. All’inizio doveva far parte di una cordata allargata, il cui nome più importante era quello dell’imprenditore nel settore della torrefazione Francesco Barbera. Si trattava di un aumento di capitale con partecipazione in quote paritarie con un patto parasociale tutto da scrivere. I soci dell’Acr Messina indugiarono, anche per via di inattese svolte giudiziarie di uno dei soci. Solo quando il gruppo capitanato da Barbera decise di interrompere le trattative si dissero interessati. Tanto è vero che, in realtà, il dialogo tra Stracuzzi e soci e Franco Proto non si interruppe mai. Quello che è, realmente, venuto a mancare è un punto di incontro tra i due poli. Si discute troppo per comunicati stampa e poco intorno ad un tavolo, premettendo sempre che la distanza economica è sembrata sin dall’inizio incolmabile. Nelle ultime settimane il presidente Stracuzzi, sulla vicenda, ha cambiato versione almeno tre volte. Adesso sembra che le trattative possano proseguire, in forma privata e senza spifferi. Difficile fare una previsione.

Aurora Circià



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